Bagasseria a Firenze: il nuovo spazio d’arte di Samuele Alfani

Samuele Alfani Bagasseria 2 ©Virginia Landi
Bagasseria a Firenze: il nuovo spazio d’arte di Samuele Alfani che riscrive le regole della scena contemporanea

Nel cuore pulsante di Firenze, tra l’energia autentica di Sant’Ambrogio e il ritmo quotidiano del suo mercato, apre Bagasseria: il nuovo studio d’arte e spazio espositivo del pittore Samuele Alfani. Un progetto che arriva come un gesto preciso, quasi necessario, nel panorama artistico cittadino.

L’appuntamento è stato sabato 28 marzo in via dell’Agnolo 25/r. Ma più che un’inaugurazione, si è trattato dell’inizio di una presa di posizione. La mostra sarà visitabile su appuntamento fino al 17 maggio 2026, data del finissage.

Un nuovo spazio d’arte a Firenze (che non è una galleria)

Definire Bagasseria una “galleria” sarebbe riduttivo. È piuttosto un organismo vivo, uno spazio fluido in cui atelier e luogo espositivo convivono senza gerarchie, lasciando spazio a un dialogo continuo tra chi crea e chi osserva.

L’idea alla base del progetto di Samuele Alfani è tanto semplice quanto radicale: restituire all’arte una dimensione diretta, non filtrata, sottraendola a dinamiche troppo spesso prevedibili. Qui non esistono percorsi obbligati, né modalità corrette di fruizione.

Bagasseria è pensata come uno spazio accessibile, inclusivo, ma mai neutro. Anzi: accetta — e cerca — la provocazione. Perché è proprio nello scarto, nell’imprevisto, che può nascere qualcosa di autentico.

Il nome come dichiarazione: Bagasseria

Il nome non passa inosservato. “Bagasseria”, dal catalano “casa di prostituzione”, è una scelta volutamente forte, quasi scomoda. Un termine che diventa metafora e critica: un riferimento diretto alle dinamiche di sfruttamento e appropriazione che attraversano il sistema dell’arte contemporanea.

In questo senso, Bagasseria si propone come uno spazio di resistenza, ma anche di riappropriazione. Un luogo dove l’arte non è un prodotto finito da consumare, ma un processo aperto, instabile, attraversato da energie collettive.

“Bau Bau Baby”: una mostra che è già manifesto

Ad aprire lo spazio sarà “Bau Bau Baby”, mostra inaugurale curata da Luigi Presicce e Anna Capolupo, con testi di Francesco Lauretta e della stessa Capolupo.

Più che una semplice esposizione, il progetto si configura come un gesto condiviso: un omaggio ad Aurora, detta Pippi, a quattro mesi dalla sua scomparsa. Un punto di partenza intimo che si apre però a una dimensione collettiva, trasformando la memoria in occasione di incontro.

“Bau Bau Baby” incarna perfettamente la visione di Bagasseria: una convivenza tra pratica individuale e apertura partecipativa, dove il confine tra artista e pubblico si fa poroso.

Come suggerisce Francesco Lauretta, per entrare davvero in questo progetto serve una disposizione emotiva precisa: empatia, ma anche una certa malinconia. Due elementi che qui diventano strumenti di lettura.

Una scena corale: gli artisti

La mostra riunisce una costellazione ampia e trasversale di artisti contemporanei, tra cui lo stesso Samuele Alfani, insieme a nomi come Matteo Capriotti, Mattia Barbieri, Monica Mazzone, Lisa Lurati, Davide Serpetti, Francesco Arena e molti altri.

Una pluralità di linguaggi e sensibilità che riflette l’anima del progetto: aperta, non gerarchica, in continua evoluzione.

Samuele Alfani: una pratica tra pittura e visione

Nato a Firenze nel 1985, Samuele Alfani costruisce il proprio percorso tra Italia e Spagna, dove studia fotografia, regia e pittura. Una formazione che si riflette ancora oggi nella sua pratica, caratterizzata da un approccio visivo stratificato.

Dopo un primo periodo dedicato al cinema, dal 2020 si concentra sulla pittura, realizzando mostre personali come Isolé, Kerigma e Agape. Nel 2024 è finalista all’Art Laguna Prize di Venezia con l’opera “Preda per rimedio dell’anima”, dedicata al tema della violenza di genere.

Nel 2025 partecipa a Paratissima a Torino e avvia una collaborazione con Galerie10 a Saint Moritz, consolidando una traiettoria sempre più internazionale.

Bagasseria e il presente di Firenze

In una città come Firenze, dove il peso della storia convive con una contemporaneità spesso frammentata, Bagasseria si inserisce come uno spazio necessario.

Non cerca di adattarsi, ma di aprire possibilità. Non propone un modello, ma un campo di sperimentazione.

Più che offrire risposte, Bagasseria costruisce condizioni: per l’incontro, per il dubbio, per una forma di arte che non sia mai del tutto risolta.

Ed è forse proprio qui che risiede la sua forza: nella capacità di restare aperta, instabile, viva.

 

Autore
Data
Rubrica
Condividi
Articoli correlati all’argomento