È una serata qualunque a Roma. Alice, 16 anni, ha appena litigato con la migliore amica. Si trova da sola sul divano, il telefono acceso, e digita:
Alice: «Lavinia mi ha bloccata su Instagram. Vuole farmi del male?»
AI: «Non posso conoscere le sue intenzioni, ma spesso i blocchi nascono da paure o fraintendimenti. Potresti provare a parlarne con calma.»
Alice: «Stai peggio del mio diario.» Sospira: «Ma almeno tu non parli alle mie spalle, come fanno tutte qui a Roma nord»
Questa scena si consuma nelle camere da letto di molti teen è una verità crescente: sempre più adolescenti usano le AI-chatbot come confidente, consulente, amica, un ruolo umano per una presenza artificiale. Il fenomeno sembra dilagare in ogni latitudine del globo. Un’indagine dell’UE mostra che il 75% dei giovani ha usato almeno una volta una chatbot come ChatGPT.

L’uso cresce dai 67% tra gli 11–14 anni all’84% tra i 15–17 anni. (Better Internet for Kids) Nel Regno Unito, pari al 35% di chi usa chatbot sente che “parlare con un bot è come parlare con un amico”, cifra che sale al 50% per i più fragili. (The Times], [Internet Matters). Negli Stati Uniti, un report di Common Sense Media rileva che 72% dei teenager ha usato un AI companion e il 13% lo fa quotidianamente. (Teen Vogue4), (Lifewire). Secondo una ricerca parallela, 70% dei teenager statunitensi usa chatbot per connessione emotiva o compagnia. ([The Times of India). In Cina, l’83% della popolazione utilizza forme di AI generativa; tra la Gen Z, oltre la metà ha usato chatbot sui social e circa il 33% è disposto a considerare i bot come amici. (GPTZero) In Belgio, 66% degli adolescenti (10-18 anni) ha usato almeno una volta AI; nel Regno Unito la percentuale è salita al 79% (13-17 anni); negli USA, uno studio Hopelab indica 51% per i giovani 14-22 anni. (PMC)
Abbiamo ascoltato direttamente alcuni adolescenti tutelati da anonimato, ecco cosa dicono:
Giorgia, 15 anni, Napoli: «Quando il mio ragazzo mi ha lasciata, non volevo parlarne con nessuno. L’AI mi ha detto che il dolore passa col tempo. Non era quello che volevo sentir dire, almeno non mi ha ridicolizzata.»
Lorenzo, 16 anni, Bologna: «Ho scritto: ‘Vorrei sparire, nessuno mi vuole’. Il bot mi ha risposto con frasi tipo “ce la puoi fare”. Ma io volevo un abbraccio, non un consiglio scritto.»
Martina, 17 anni, Milano: «Ho chiesto all’AI quando è normale fare sesso. Mi ha risposto con la solita roba: consenso, maturità. Mi ha fatto piacere, ma mi fa paura pensare che una macchina sappia trovare le parole che i miei genitori non hanno mai cercato.»
L’AI può fornire informazioni corrette, ma non prova emozioni. Di fronte a crisi esistenziali, può rispondere con formule non con calore. Uno studio del CCDH su oltre 1.200 conversazioni in cui utenti fingevano di avere 13 anni ha mostrato risposte spesso pericolose: lettere di suicidio, piani per abuso di sostanze e consigli dannosi in più della metà dei casi. (AP News)
Recentemente, due famiglie hanno denunciato aziende AI dopo il suicidio di loro figli che erano stati influenzati da risposte delle chatbot. (New York Post)
Parlare con un bot “amico” può sembrare sicuro, ma rischia di sostituire relazioni vere. Il concetto di *artificial intimacy* avverte: si può arrivare alla “sostituzione sociale”, all’isolamento.
Privacy e condivisione eccessiva sono i rischi in agguato, circa il 25% dei teen ammette di condividere dati personali con bot nomi, segreti, persino ansie, esponendosi a rischi di privacy e uso commerciale. (Lifewire), (Teen Vogue), i sistemi di controllo sono ancora inefficaci e le regole assenti.
In Irlanda, l’uso tra gli 8-12 anni è balzato dal 5% al 26%, e tra i 12-15 anni dal 12% al 36%. La verifica dell’età saltata o ignorata: 71% dei minori di 13 anni accede ad app vietate. (The Irish Times). Nel Regno Unito, il 64% dei ragazzi usa chatbot per compiti o consigli emotivi, ma la maggior parte non si chiede se le risposte sono adeguate o corrette. (Internet Matters)
La riflessione conclusiva spetta ad Elisa, 16 anni:
Elisa: «Robot, pensi che un giorno qualcuno mi amerà?»
AI: «Statisticamente, è molto probabile.»
Lei: «Grazie. Non mi aspettavo una risposta statistica, sei noioso, ma almeno non mi dici che sogno troppo.»





