Inaugurata il 20 settembre a Siena, “Cavalli d’Autore” a Palazzo Sergaldi Biringucci, la scultura di Ilaria Di Meo che rappresenta un cavallo, simbolo antico di libertà, lavoro e resistenza. Ma questo cavallo non corre e non trascina carri, ma si nutre di libri. Un’immagine che ribalta l’idea tradizionale di forza fisica, per ricordarci che la vera potenza nasce dalla conoscenza. Chi si nutre di sapere ha la forza per affrontare qualsiasi strada.
Dentro la pancia del cavallo c’è una stanza e lì, immersa tra le pagine, una ragazza legge. Il sapere non viene solo raccolto, ma vissuto, trasformato. È nella quiete di quella lettura che si accendono nuove idee, nuovi pensieri, nuove possibilità. Il ventre dell’animale diventa così un grembo: un luogo dove qualcosa nasce. La ragazza rappresenta una nuova umanità, che cresce dentro il sapere e si illumina grazie a una piccola luce.
Quella luce può essere la curiosità, la voglia di capire, o forse solo il bisogno di orientarsi in un mondo confuso. Anche nel caos, un libro può accendere una direzione. Il cavallo mangia i libri sotto il suo muso. Questa è la chiave di volta della scultura. Non basta accumulare libri, ma bisogna nutrirsene ed è necessario abitarli perché questi diventino ispirazione e motore propulsivo per le nostre azioni.
“Solo chi vive davvero dentro i libri, come la ragazza, ne ricava luce e trasformazione. Anche i materiali usati raccontano qualcosa: i libri che compongono il cavallo erano destinati al macero. Sono stati salvati e hanno preso una nuova forma. ” afferma Cristina Vannuzzi.
È un gesto concreto, ma anche simbolico: la cultura non è un rifiuto, è una materia viva, che si rinnova, che continua a parlare e a nutrire.









