Negli spazi che un tempo custodivano l’eleganza rigorosa de L’Acciuga, ristorante stellato Michelin di Perugia, oggi si respira un’aria diversa. Più libera, più calda, più autentica.
È qui che nasce Vite – Tavola e Dispensa, il nuovo progetto dello stesso team, che ha scelto di abbandonare il fine dining per abbracciare un’idea più concreta e contemporanea di ospitalità.
Non un passo indietro, ma un cambio di prospettiva: meno formalità, più sostanza. Più verità.
Vite è un luogo pensato per essere vissuto, non interpretato. Un bistrot contemporaneo, un’enoteca con cucina, una dispensa che racconta l’Italia gastronomica con naturalezza. Qui si viene per stare bene, per condividere, per lasciarsi guidare dal vino senza il peso delle etichette — se non quelle, straordinarie, che riempiono la carta.
Oltre 2.000 referenze, da 10 a 10.000 euro, costruiscono una selezione ampia, inclusiva, mai ostentata. Grandi maison convivono con piccoli produttori artigianali, mentre i vini naturali trovano spazio all’interno di una ricerca coerente, mai gridata. Il vino, qui, non accompagna: conduce.
La cucina
Alla guida della cucina c’è Matteo Peppoloni, che firma una proposta essenziale, riconoscibile, profondamente legata alla stagionalità e al territorio. Una cucina che non ha bisogno di sovrastrutture per raccontarsi, perché parte da una materia prima rispettata e valorizzata.
I piatti parlano una lingua chiara, ma mai banale. L’insalatina di seppie con pere gioca su equilibrio e freschezza, mentre il vitello con spuma tonnata rilegge un classico con leggerezza. Lo spinacino alla brace sorprende per profondità, e l’uovo morbido con spuma di patate e tartufo racconta una comfort cuisine raffinata, mai prevedibile.
Nei primi, la tradizione si apre a incursioni contemporanee: lo spaghetto cacio, pepe e caffè spiazza con eleganza, il tagliolino all’aglio orsino con vongole e impepata di cozze restituisce il mare con carattere, mentre il raviolo di ossobuco con zafferano e Parmigiano è un piccolo esercizio di memoria e tecnica. Più rustico e profondo il fusillo con funghi e faraona, fino all’essenzialità nobile del tagliolino al tartufo.
I secondi mantengono la stessa coerenza: il maialino iberico con verza, miele e mele gioca su dolcezze e contrasti, il piccione con cavolo nero e crema di polenta affonda nella tradizione con precisione, mentre l’ombrina con salsa all’arancia e finocchi porta in tavola una freschezza misurata.
Chiude il percorso una selezione di dessert pensati per lasciare un ricordo netto: la pera al vino con gelato di ricotta e fava tonka, la crostatina alla crema con mirtillo e pinoli, il cioccolato e caffè, fino al Paris-Brest con lampone e pistacchio, equilibrio tra tecnica e piacere.
La dispensa
Cuore pulsante del progetto è la dispensa, uno spazio che va oltre il concetto di retail per diventare esperienza. Qui il cliente può portare a casa una parte del viaggio: oli, paste artigianali, conserve, prodotti selezionati con uno sguardo attento e consapevole.
La proposta si completa con una dimensione più conviviale e immediata: il rustico con mortadella Favola, il saccottino farcito, una selezione di formaggi italiani e francesi, il prosciutto di Nero d’Aspromonte al coltello, la paleta de bellota iberico. Accanto, piatti più contemporanei come la tartare di salmone coda nera o l’insalata tiepida di polpo, fino a gesti semplici e iconici come pane, burro e acciughe.
La squadra
In sala, Luca Caputo e Maria Raffaella Fiorentino accompagnano l’esperienza con un servizio competente ma mai rigido, capace di raccontare senza invadere, di guidare senza imporre.
Con Vite – Tavola e Dispensa, Perugia ritrova un luogo vivo, contemporaneo, capace di mettere al centro ciò che davvero conta: il piacere dello stare a tavola. Senza costruzioni, senza distanza. Solo con ciò che resta, quando tutto il resto si toglie: il gusto, il vino, le persone.



















