Gioielli italiani a Sharjah: 50 aziende in vetrina
Fino al 4 ottobre, il Padiglione Italiano organizzato da Artex porta al Watch & Jewellery Middle East Show le creazioni di sette regioni. Un incontro tra cultura manifatturiera e mercato internazionale.
Il valore di un gioiello non si esaurisce nei materiali che lo compongono. Si esprime nel disegno, nella lavorazione, nella capacità di trasformare una tradizione in un oggetto contemporaneo. È questo patrimonio di competenze e identità che cinquanta aziende italiane portano a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, alla 58ª edizione del Watch & Jewellery Middle East Show, in corso fino al 4 ottobre.
Il Padiglione Italiano, organizzato e coordinato da Artex, riunisce imprese provenienti da Piemonte, Campania, Toscana, Veneto, Lombardia, Lazio e Marche. Una geografia che restituisce la pluralità della gioielleria nazionale: realtà diverse per storia e linguaggio creativo, accomunate dalla qualità delle lavorazioni e dal valore riconosciuto al Made in Italy.
Un padiglione costruito nel tempo
La presenza italiana si sviluppa su 696 metri quadrati, distribuiti in 58 stand, con oltre 60 metri quadrati di lounge dedicati all’accoglienza di clienti e visitatori. Uno spazio pensato per esporre le collezioni, incontrare gli operatori e coltivare relazioni commerciali.
Artex cura il padiglione da oltre quaranta edizioni, nell’ambito di una collaborazione con Expo Centre e Camera di Commercio di Sharjah che prosegue da più di vent’anni.
Secondo Sara Biagiotti, della direzione di Artex e curatrice del padiglione, l’area italiana rappresenta oggi la seconda presenza espositiva della fiera per estensione. Un risultato maturato attraverso la crescita del numero di imprese partecipanti e della qualità dell’offerta.
All’inaugurazione del 30 settembre hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni emiratine e italiane, tra cui Sheikh Abdullah bin Salem Sultan Al Qasimi, vice governatore di Sharjah, il console generale italiano a Dubai Edoardo Napoli e il direttore di ICE Dubai Valerio Soldani.
Sette regioni, molte identità
Il Piemonte guida la partecipazione con sedici aziende, in gran parte legate a Valenza e al territorio alessandrino. Segue la Campania con tredici imprese, provenienti da Napoli, Marcianise, Torre del Greco e Afragola.
La Toscana è presente con sette aziende: Baloo Gioielli Firenze, Fabio Fanfani Gioielli, Epoca Jewels, Noi Gioielli Firenze – Since 1873, FerriFirenze, Tavanti e Novecentonovantanove. Una rappresentanza che mette in relazione Firenze e Sesto Fiorentino con Pontedera e Arezzo, portando negli Emirati una parte significativa della varietà produttiva regionale.
Completano il padiglione cinque aziende venete, quattro lombarde, tre laziali e due marchigiane. Nel loro insieme, queste presenze raccontano un settore la cui forza nasce anche dalla diffusione delle competenze nei territori.
Per il visitatore internazionale, il Padiglione Italiano offre così l’occasione di conoscere differenti interpretazioni del gioiello e di incontrare direttamente le imprese che le realizzano.
Gli Emirati, un mercato strategico
Le dimensioni della manifestazione spiegano la rilevanza dell’appuntamento: 30.000 metri quadrati espositivi e operatori provenienti da 23 Paesi. Secondo i dati diffusi da Artex, la precedente edizione ha accolto oltre 96.000 visitatori.
Anche le esportazioni indicano il peso del mercato emiratino per le aziende italiane. Artex riferisce che nel 2025 il valore dell’export italiano di preziosi verso gli Emirati Arabi Uniti ha raggiunto 1,37 miliardi di euro, con una crescita del 12,6% rispetto all’anno precedente.
Un andamento che, osserva Biagiotti, conferma l’apprezzamento per il Made in Italy anche in presenza di quotazioni dell’oro molto elevate. La partecipazione alla fiera diventa quindi un’occasione per consolidare rapporti, presentare nuove collezioni e comprendere l’evoluzione della domanda locale.
Il saper fare diventa relazione
A Sharjah, la gioielleria italiana porta con sé una dimensione culturale oltre che commerciale. Dietro ogni collezione ci sono scelte estetiche, conoscenze tecniche e storie d’impresa che contribuiscono a rendere riconoscibile il prodotto.
La sfida internazionale passa dalla capacità di comunicare questo valore: spiegare una lavorazione, raccontare l’origine di un progetto, rendere comprensibile ciò che distingue una creazione.
Le cinquanta aziende riunite da Artex rappresentano altrettanti modi di interpretare questa sfida. Il loro incontro con il pubblico degli Emirati mostra come le eccellenze italiane possano trovare nuovi interlocutori mantenendo un legame concreto con i luoghi e le competenze da cui nascono.











