Il ritratto tra identità e luce: Elisabetta Catalano

elisabetta catalano obiettivo sugli artisti img

“Istanti Ritratti è la mostra dedicata alla fotografa Elisabetta Catalano, a cura di Studio Geddes Franchetti. La presenta Eberhard & Co., Maison fondata nel 1887 a La Chaux-de-Fonds, in collaborazione con l’Archivio Elisabetta Catalano.

Il progetto si inserisce nel programma di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, in corso al Superstudio Più di Milano fino al 22 marzo: un contesto internazionale in cui fotografia, mercato e ricerca si incontrano. 

Elisabetta Catalano, considerata da sempre una delle più importanti fotografe italiane, non è stata semplicemente una ritrattista. È stata una testimone privilegiata di un sistema culturale in piena trasformazione tra Roma, Parigi e New York. Tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70, ha frequentato ambienti diversi — arte, cinema e moda — mantenendo uno sguardo preciso, mai decorativo. Dopo l’esperienza sul set di Otto e mezzo, il suo lavoro trova una direzione autonoma nello spazio intimo dello studio, dove il ritratto diventa un processo costruito: relazione, tempo e controllo.

Le immagini in mostra restituiscono una costellazione di figure che hanno definito un’epoca. I volti scorrono come una sequenza silenziosa, attraversando mondi e gli immaginari della Dolce Vita: la sofisticata Virna Lisi, il provocatorio Pier Paolo Pasolini, l’iconica Claudia Cardinale, l’inquieto Roman Polanski, la musa di stile Talitha Getty — amata da figure come Yves Saint Laurent — e l’enigmatico Gino De Dominicis.

Catalano li coglie in una soglia sottile: tra controllo e abbandono, costruzione e verità. Il gesto, lo sguardo, la pausa — tutto contribuisce a definire un’immagine che non documenta ma trattiene. Perché l’istante, nel suo lavoro, non è mai casuale: è cercato, atteso, quasi negoziato.

All’interno di questa esposizione, il tema del tempo emerge con chiarezza. C’è una complicità profonda tra macchina fotografica e orologio: entrambi rendono visibile ciò che, per natura, non lo è. Entrambi danno forma al tempo. Ogni secondo può diventare uno scatto. E ogni scatto è tempo trattenuto. Un orologio non segna solo ore: costruisce una relazione personale con il tempo, proprio come un ritratto costruisce una relazione con ciò che siamo.

L’interpretazione del tempo e del suo scorrere attraverso l’arte, in particolare la fotografia, è da sempre un tema centrale per la Maison, e siamo onorati di poter essere presenti ancora una volta in fiera con un nome di grande rilievo come quello di Elisabetta Catalano”, afferma Mario Peserico, General Manager di Eberhard & Co.La complessità dei mondi raccontati da questa artista è articolata e profonda, così come lo spessore dei grandi personaggi che ne popolano i ritratti”.

Quando il tempo è trattato con cura non scorre mai invano: ogni volto racconta un attimo che resta, ogni immagine trattiene ciò che ci definisce. È tempo che si deposita. Ciò che resta, quando il resto scorre. Ed è lì che si colloca lo sguardo di Elisabetta Catalano. La fotografia, in fondo, credo sia questo: selezionare e trattenere con la luce. E in quella selezione si definisce ciò che vale la pena trattenere.

 

Credits: Foto Elisabetta Catalano Courtesy Archivio Elisabetta Catalano

Vettor Pisani, performance in studio “Lo Scorrevole”, 1972

Cesare Tacchi, performance in studio “Action Painting”, 1972

Gilbert & George, ritratto in studio, Roma 1973

Enrico Castellani, “Vitalità del negativo”, Palazzo delle Esposizioni, Roma 1970

Elisabetta Catalano, Roma 1972 Foto di Enzo Ragazzini

Virna Lisi nella sua casa, quadro di Lucio Fontana sullo sfondo, Roma anni ’70

Paola Pitagora servizio con installazione “La Luna” di Fabio Mauri, 1968

Claudia Cardinale, ritratto in studio con abito di Renato Balestra, Roma 1973

Charlotte Rampling sul set del film “Addio fratello crudele” di Giuseppe Patroni Griffi, 1971

Roman Polanski e Sharon Tate a Cortina per le riprese del film “Per favore non mordermi sul collo”, 1965 circa 

Talitha Getty, articolo Vogue gennaio 1968 “a Roma da Talitha Getty”

Patrizia Ruspoli nella sua casa, opera di Mario Schifano ‘viaggio a Marrakech’, Roma 1968

Pilar Crespi, servizio moda con quadro di Lucio Fontana, Vogue 1969

Helmut Berger e Marisa Berenson a Villa Borghese, Roma 1976

Pier Paolo Pasolini con Laura Betti giardini all’Eur, Roma 1969

Pino Pascali ai Giardini della Biennale di Venezia, Giugno 1968

Gino De Dominicis, ritratto in studio, Roma 1973

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