Incontrare Jiménez Deredia significa scoprire un linguaggio che nasce dalla materia per parlare di tempo, cosmo e appartenenza. La conversazione con il maestro costaricano, presso la galleria d’arte The Project Space arricchita dal dialogo e dagli interventi del critico d’arte e studioso Giacomo Castagnini, ha permesso di intrecciare biografia, filosofia e riconoscimenti in un racconto di rara coerenza.
Le radici
Jorge Enrique Jiménez Martínez nasce a Heredia nel 1954. Dopo la formazione in Costa Rica, arriva in Italia nel 1976 con una borsa di studio. A Carrara approfondisce la scultura, mentre a Firenze (1980–1986) si dedica all’architettura. Qui il dialogo con il Rinascimento plasma il suo pensiero, aprendo alla relazione tra individuo e universo.
Come ricorda Giacomo Castagnini, “l’artista ha saputo trasformare il confronto con la tradizione europea in un ponte verso le proprie radici precolombine”. Deredia stesso lo conferma:
“Ho capito che il mio lavoro non poteva fermarsi alla forma. Doveva diventare riflessione sull’essere e sull’universo. È lì che ho riscoperto le sfere: simboli perfetti di continuità e trasformazione.”
Il Simbolismo TransmutativoNel 1985 crea le prime Génesis, sculture che rappresentano la mutazione della materia nello spazio e nel tempo. Nasce così il Simbolismo Transmutativo, la sua ideologia artistica.

Biennali e Restany
La partecipazione alle Biennali di Venezia (1988, 1993, 1999) segna tappe decisive. Proprio nel 1999 incontra Pierre Restany, che lo definisce “ponte tra culture” e lo accompagna in un’elaborazione critica della sua identità.
“Con lui – racconta Deredia – ho potuto rafforzare una visione che integra radici precolombine e modernità. È stato un compagno di viaggio intellettuale fondamentale.”
Dal Vaticano al Foro Romano
Nel 1999 riceve il Premio Beato Angelico; nel 2000 la Fabbrica di San Pietro gli affida la statua di San Marcellino Champagnat, inaugurata da Giovanni Paolo II. È il primo artista non europeo a entrare nella Basilica Vaticana.
Nel 2006 viene nominato Accademico corrispondente all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, fondata da Cosimo I de’ Medici e che annovera tra i suoi membri Michelangelo, Palladio e Galileo.
Nel 2009 il Foro Romano apre per la prima volta le porte all’arte contemporanea, ospitando le sue monumentali sculture lungo la Via Sacra.
“Non esiste frattura tra sacro, storia e contemporaneità – sottolinea Deredia – La scultura è un linguaggio universale che attraversa epoche e culture, un messaggio di pace e speranza.”
Un’eredità universale
Le esposizioni all’aperto di Deredia hanno toccato il mondo intero: Firenze, Roma, Valencia, Città del Messico, Genova, Miami, Courchevel, Benidorm. Opere monumentali in marmo e bronzo che uniscono materia e spirito, tradizione e modernità.
Come osserva Castagnini, studioso dell’arte e conoscitore: “Le sculture di Deredia non sono solo forme, ma meditazioni sul senso stesso dell’esistenza, capaci di restituire all’uomo contemporaneo un legame con le origini e con il futuro”.
E l’artista conclude con semplicità:
“Ogni sfera che scolpisco porta con sé memoria e futuro. Ricorda che siamo parte di una trasformazione continua che non finisce mai.”
Orari di apertura
The Project Space di Annalisa Bugliani
Via Giuseppe Garibaldi 46, Pietrasanta (LU).
Aperta con orario estivo tutti i giorni dalle ore 11 alle 13 e dalle 18 alle 23.30. L’orario potrebbe variare e visite su richiesta sono ammesse anche fuori dagli orari di apertura telefonando al numero: +39 333 419 1734, o scrivendo a: e-mail: info@theprojectspace.it, sito web: www.theprojectspace.it















