La riqualificazione urbana è un tema attuale ed importante, può passare dai fiori? I tulipani del progetto Wander and Pick dicono di Si.
La primavera è arrivata solo da qualche giorno, e le più belle fioriture stanno sbocciando, contagiandoci con l’allegria dei loro colori e tanta, tanta voglia di trascorrere del tempo libero all’aperto. Ce n’è qualcuna che non aspetta lo scoccare dell’equinozio di primavera per tornare alla vita, ma i loro steli ed i loro petali iniziano a fare capolino già all’inizio del mese di marzo, che si sa, è pazzerello, ma ci regala i primi agognati, caldi raggi di sole.
I tulipani sono una di queste, e sono diventati i protagonisti di un progetto di floricoltura biologica che da qualche anno sta inondando la Toscana di distese di fiori. Non si tratta di spazi concepiti appositamente, ma di un’idea che punta a far riavvicinare i cittadini alla natura, senza necessariamente doversi allontanare dai luoghi della propria quotidianità.
Quando ho incontrato la prima volta Alessandra Benatti, la fondatrice di Wander and Pick, sono rimasta davvero colpita dalle sue parole e dalla scintilla che ho visto nei suoi occhi parlando della sua ambizione: restituire importanza e dignità ai fiori, attraverso quest’iniziativa fertile, troppo spesso bistrattati dall’avvento dell’epoca dell’industrializzazione.
Si potrebbe pensare a Wander and Pick come una sorta di ondata d’arte ecologica dalle innumerevoli sfumature che si è sviluppata sotto forma di giardini diffusi di tulipani. Il tulipano, fiore simbolo dei Paesi Bassi, da tempo è diventato il fulcro della promozione turistica di parchi, e per riflesso di interi territori, da inizio primavera fino all’inizio del mese di maggio. Dal Keukenhof nei pressi di Amsterdam, al Parco Giardino Sigurtà in provincia di Verona, ha conquistato tutta Europa.
In realtà, anche se in pochi lo sanno, le sue origini arrivano da molto più lontano: dalle steppe remote dell’Asia centrale, dove ancora cresce spontaneamente. Se ne documenta la prima coltivazione intorno al X secolo in Persia, i sultani li hanno amati anche come motivi decorativi di porcellane e pregiati tessuti, giunse nel vecchio continente a Vienna nel 1554 da Costantinopoli e face poi scoppiare quella che sarà definita la prima bolla speculativa dell’era capitalista. Ma questa è un’altra storia.
La bellezza dei tulipani di Wander and Pick arricchiscono alcuni luoghi delle città che capita spesso di dare per scontato. Luoghi che caratterizzano il nostro stesso tessuto urbano e definiscono la nostra identità di appartenenza, ma a cui non prestiamo attenzione: creano un senso di comunità ed un più profondo legame con la terra.
I fiori vengono piantati e coltivati dall’associazione no profit Le Tribù della Terra, con il patrocinio dei comuni che aderiscono al progetto paesaggistico. Una volta nati sono pronti a colorare l’ambiente e ad essere colti dalla cittadinanza.
L’idea è geniale: Gli operatori mettono a disposizione dei secchi da portarsi dietro passeggiando tra le numerose varietà di tulipani, così da metterli dentro uno ad uno, mentre se ne scelgono altri.
Se si riesce ad estrarli, si possono portar via anche i bulbi, che l’anno successivo fioriranno nei cortili di casa nostra. L’attività prevede un costo irrisorio che serve all’associazione come autofinanziamento per espandere i propri orizzonti.
Quest’anno, la magia si è compiuta tra la provincia di Firenze e Livorno, ecco precisamente i luoghi:
- Sesto fiorentino: Parco del Bardo, Via Gramsci
- Scandicci: Parco dell’Acciaiolo (ex CNR)
- Lastra a Signa: lungo le mura di Via Brunelleschi
- Pontassieve: Passeggiata Viale Diaz
- Livorno: Piazza Mascagni
- San Vincenzo: Via Biserno
e continuerà…Con l’auspicio che i fiori possano moltiplicarsi sempre di più e riprendersi i propri spazi, un grande ringraziamento va all’ideatrice e ai volontari che si impegnano a diffondere primavera e meraviglia tra le nostre strade.








