La sindrome “Trisemela” – l’asse spezzato del benessere

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“L’abbiamo chiamata Trisemela, per comodità e per intuizione. Tre sillabe, tre neurotrasmettitori, un’unica catena: triptofano – serotonina – melatonina. Un asse invisibile che regola l’equilibrio emotivo, il ritmo sonno-veglia, il senso di pace interna.”

Il corpo parla prima della mente, e quando la mente non riesce più a parlare, qualcosa nella biochimica comincia a cedere. Sempre lì, sempre in quell’asse. Prima l’insonnia, poi l’irritabilità, poi la stanchezza che non si spiega.

Il comune denominatore? Uno solo: lo stress cronico.

“Più precisamente, il cortisolo. Nemico silenzioso e subdolo. Quando sale troppo a lungo, interferisce con la sintesi della serotonina, devia il triptofano, blocca la melatonina. Spezza la “trisemela”-  prosegue- Non è solo una catena molecolare: è un ritmo, un respiro interno.
Quando questa catena si spezza, i giorni diventano più grigi, le notti più lunghe, e il senso di piacere comincia a svanire.

A lungo andare, anche la dopamina — pur non coinvolta direttamente — ne paga le conseguenze: l’energia cala, la motivazione si smorza, e tutto sembra più faticoso.

Trisemela non è una diagnosi. È una lente.

Un modo per leggere certi disagi diffusi, silenziosi, spesso sottovalutati. È una teoria, certo. Ma è anche esperienza.
Ed è da lì che nasce: dal campo, non dai libri. Dallo sguardo sui volti. Dalla domanda implicita che molti pazienti pongono senza dirla: “Dottore, perché non mi sento più me stesso?”

Da qui, parte la diagnostica, che può definire meglio lo stato complesso del sistema Uomo, e se conferma ciò che su è detto, si può sicuramente applicare il protocollo del Centro Clinico Ulivi, che tratta dette sintomatologie. Occorre capire e procedere di conseguenza. Perchè Star bene è un diritto.

 

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