“Le ore eterne dell’attesa”è la nuova raccolta poetica di Leonardo Manetti, un viaggio nell’amore come conoscenza.
L’amore, forza che muove il mondo e svela la fragilità umana, torna al centro della poesia di Leonardo Manetti con Le ore eterne dell’attesa, edito da Edizioni WE e introdotto dalla prefazione della giornalista Antonella Gramigna, Direttore di The Gram Journal.
Un titolo che racchiude già in sé il senso profondo dell’opera: il tempo sospeso dell’amore, quello che unisce, trasforma, illumina e, allo stesso tempo, costringe a fare i conti con sé stessi.
In questa nuova raccolta, Manetti abbandona ogni artificio per restituire la nudità del sentimento umano. L’amore non è solo passione o desiderio, ma diventa cammino di conoscenza, spazio di verità e vulnerabilità.
L’autore accompagna il lettore in un percorso poetico che si fa introspezione, riflessione e riscoperta: una ricerca che parte dal vuoto e approda alla pienezza.
“L’amore, forza che smuove ogni cosa, indossa gli abiti della consapevolezza e della conoscenza” — così si apre la sinossi del libro, annunciando la direzione di un viaggio interiore dove i “dispersi trovano la propria luce e si completano a vicenda”.
Tre sezioni, un solo destino: imparare ad amare
L’opera è articolata in tre sezioni che scandiscono il percorso emotivo e spirituale dell’autore.
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Una vita che non è vita: la prima parte ritrae il tempo dell’assenza, il periodo in cui il poeta vive una quotidianità spenta, priva di slancio.
Attraverso versi sobri, limpidi, privi di retorica, Manetti racconta la monotonia di un’esistenza scandita dal lavoro e dalle abitudini, dove l’amore — “faro che illumina la notte dei dispersi” — manca come ossigeno. -
I giorni dell’amore: nella seconda sezione, la consapevolezza del vuoto si fa ricerca. L’autore invoca l’amore, lo loda, lo chiama come un dio lontano e necessario.
L’attesa, carica di desiderio e speranza, diventa il centro emotivo del libro. -
Le ore eterne dell’attesa: nella parte conclusiva, l’amore finalmente arriva, incarnandosi nel volto di una donna.
È l’incontro che sconvolge, salva e ferisce, che apre alla scoperta della vulnerabilità e della potenza del sentimento autentico.
I versi finali celebrano la pienezza e la complessità dell’amore, che non sempre percorre strade lineari, ma insegna comunque cosa significa essere innamorati.
Con uno stile diretto, elegante e privo di orpelli, Manetti conferma la sua capacità di trasformare l’esperienza personale in riflessione universale.
La sua poesia nasce dalla terra e dal silenzio, dall’osservazione del mondo e dalla semplicità dei gesti quotidiani, ma trova nella parola un respiro più ampio, quasi sacro.
Ogni verso è un passo nel viaggio verso la consapevolezza, un atto di onestà nei confronti della propria interiorità.
Un autore radicato nella terra e nel cuore
Nato a Firenze nel 1981, Leonardo Manetti ha compiuto studi tecnici, laureandosi in Viticoltura ed Enologia. Nel 2009 ha fondato la propria azienda agricola a Greve in Chianti, dedicandosi alla coltivazione della vite e dell’olivo.
Proprio dal mondo contadino trae l’ispirazione per la sua poesia: la purezza, la ciclicità, la cura, la pazienza dell’attesa.
Poeta autodidatta, ha esordito nel 2013 con sChianti, seguito da Gli occhi interiori, sesto classificato al Premio Leandro Polverini 2017 e al Premio Emozioni Poetiche 2015.
La sua voce, sempre più matura e consapevole, continua a raccontare l’uomo nel suo rapporto con la natura, il tempo e l’amore.
Un libro da ascoltare più che da leggere
Le ore eterne dell’attesa è un’opera che non si limita a parlare d’amore, ma fa vivere l’amore: nei silenzi, nei respiri, nei ritmi lenti dei versi.
È una raccolta che invita alla riflessione e alla resa, a lasciare che la poesia scavi e illumini.
Un libro per chi crede ancora che l’amore sia una conoscenza che salva, e per chi vuole ritrovare, nel tempo sospeso dell’attesa, la propria luce.






