New Voices – New Freedoms: a Roma sedici artisti raccontano la libertà attraverso l’arte
Dal 4 al 10 settembre 2026 la Medina Art Gallery ospita la collettiva internazionale curata da Carmelita Brunetti: un viaggio tra fotografia, pittura, arte digitale e poesia visiva, alla ricerca di nuovi linguaggi e nuove forme di espressione.
In un tempo segnato da trasformazioni profonde, tensioni sociali e identità sempre più complesse, l’arte continua a rappresentare uno degli ultimi spazi nei quali il pensiero può muoversi liberamente.
Nasce da questa consapevolezza “New Voices – New Freedoms”, la mostra collettiva internazionale che sarà inaugurata il 4 settembre 2026 alle ore 18, negli spazi della Medina Art Gallery di Roma, in Via Merulana 220.
Curata da Carmelita Brunetti, critica d’arte e direttrice di Artonworld.com Magazine, l’esposizione riunisce sedici artisti provenienti da differenti contesti geografici e culturali, ciascuno portatore di una personale visione della contemporaneità.
Il titolo racchiude il cuore del progetto: nuove voci che rivendicano nuove libertà. Libertà di sperimentare, di interrogare la realtà, di oltrepassare i confini imposti dalle convenzioni e di trasformare l’esperienza individuale in un linguaggio universale.
L’arte come spazio di resistenza
“New Voices – New Freedoms” non si limita a presentare una successione di opere. Costruisce un percorso nel quale pittura, fotografia, arte digitale, figurazione, astrazione e poesia visiva entrano in dialogo, dando forma a narrazioni intime, riflessioni sociali e gesti di resistenza.
Ogni artista interpreta la libertà in maniera diversa. Per alcuni significa denunciare le contraddizioni della società; per altri proteggere la propria identità, esplorare la dimensione spirituale, osservare la natura o indagare le strutture invisibili della materia.
In tutti i casi, la creazione artistica diventa un atto di presenza.
Creare significa affermare la propria esistenza, difendere il diritto a uno sguardo autonomo e trovare nuove soluzioni estetiche anche quando il contesto culturale o sociale sembra chiedere adattamento, silenzio o omologazione.
La mostra invita così a considerare l’arte non soltanto come esperienza estetica, ma come testimonianza: uno spazio nel quale la creatività può ancora diventare apertura, coscienza e possibilità.
Sedici differenti visioni del presente
Tra gli artisti coinvolti figura Danilo Preto, che attraverso opere provocatorie affronta le tensioni e le contraddizioni della società contemporanea.
Il norvegese Morten Klementsen esplora invece le possibilità dell’arte digitale, costruendo immaginari innovativi nei quali tecnologia e sensibilità visiva si incontrano.
Le opere di Miriam Fabijan nascono da narrazioni intime e trame esistenziali, mentre Silvia Nencioni sviluppa una poetica sospesa tra gesto, sogno e visione.
Marcello Perruzza porta al centro della propria ricerca i volti e le identità del mondo rurale, trasformandoli in testimonianza umana e sociale. Annamaria Perruzza attraversa invece il territorio del figurativo, intrecciando mitologia, immaginazione e dimensione onirica.
Le geometrie digitali di Karin Monschauer costruiscono intrecci visivi in continua trasformazione. La fotografia artistica di Inbal Kristin indaga la natura e il rapporto tra realtà e percezione.
Particolarmente intensa è la ricerca di Cosimo Gagliardi, che trasforma la luce e la propria condizione fisica in una personale forma di poesia visiva.
Roberto Pestarino utilizza la fotografia per celebrare la bellezza naturale e richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggerla, mentre Emilia Berlingieri osserva idealmente la materia nella sua dimensione più profonda, tra cellule, atomi e strutture microscopiche.
Nelle opere di Pietro Bellani, parole e immagini si fondono, trasformandosi in emozione visiva. Andréa Lobel costruisce narrazioni simboliche e spirituali, mentre Salvatore Stancampiano propone visioni legate alla società e alle inquietudini del presente.
L’arte digitale di Mahfouz Ilham affronta i temi dell’identità e dell’appartenenza culturale. Tiziana Contino, infine, affida alla purezza della linea il compito di superare la realtà visibile e avvicinarsi alla dimensione del trascendente.
Sedici artisti, dunque, ma soprattutto sedici modi differenti di interpretare il proprio tempo e di esercitare la libertà creativa.
Una dichiarazione collettiva
La scelta della Medina Art Gallery, spazio attento alla sperimentazione e alla ricerca contemporanea, offre alla mostra un contesto capace di valorizzare la pluralità dei linguaggi presenti.
La collettiva potrà essere visitata ogni giorno fino al 10 settembre 2026 e sarà accompagnata da un catalogo edito da Artonworld.
“New Voices – New Freedoms” si presenta come una dichiarazione collettiva, ma anche come un invito rivolto al pubblico: osservare le opere senza cercare una sola interpretazione e riconoscere nella diversità degli sguardi una forma essenziale di ricchezza.
Perché la libertà artistica non consiste soltanto nella possibilità di creare. Consiste anche nella possibilità di essere ascoltati, compresi o persino contestati, senza rinunciare alla propria voce.
Ed è proprio nell’incontro tra queste voci, differenti e irriducibili, che l’arte continua a dimostrare la sua forza più autentica.
New Voices – New Freedoms
Medina Art Gallery
Via Merulana 220, Roma
Inaugurazione: 4 settembre 2026, ore 18
Apertura fino al 10 settembre 2026
Informazioni: info@artonworld.com






