Pineider ed Ephèmera: prima della parola, il profumo
Nel cuore di Firenze, un’esperienza intreccia fragranze, calligrafia e memoria. Si comincia ascoltando ciò che un profumo evoca; si prosegue affidandolo alla carta; si torna infine alle essenze per creare una firma olfattiva personale.
Ci sono ricordi che non tornano attraverso le parole. Arrivano con un odore familiare, prima che riusciamo a riconoscere il luogo o la persona a cui appartiene. È in quello spazio, tra ciò che sentiamo e ciò che sappiamo raccontare, che prende forma “Prima della parola, il profumo”, il percorso ideato da Ephèmera Firenze insieme a Pineider.
L’esperienza si svolge nella boutique Pineider di Lungarno degli Acciaiuoli, a pochi passi da Ponte Vecchio. Qui l’olfatto incontra la carta e la calligrafia, dando vita a un racconto che ogni partecipante costruisce a partire dalle proprie sensazioni.
Una storia fiorentina fatta di gesti
La storia di Pineider comincia a Firenze nel 1774, quando Francesco Pineider apre la prima bottega in Piazza della Signoria. Carta, incisione e strumenti da scrittura diventano nel tempo espressione di una cura che va oltre l’oggetto: conta anche il gesto che l’oggetto rende possibile. Scrivere una lettera, scegliere la carta, lasciare la propria firma sono modi di dare durata a un pensiero.
Ephèmera lavora con una materia diversa e altrettanto legata alla memoria. Un profumo può evocare immagini, riaprire ricordi, cambiare la percezione di un luogo. Nell’incontro tra le due realtà, fragranza e scrittura diventano parti di un unico percorso: l’una fa emergere impressioni personali, l’altra offre il tempo e lo spazio per esprimerle.
Cinque capitoli, molte storie possibili
Il percorso olfattivo attraversa cinque capitoli ispirati all’universo Pineider: Firenze, la carta, l’inchiostro, il viaggio e la memoria. A ciascuno Ephèmera associa fragranze, immagini, suggestioni artistiche e musica.
Firenze è il punto di partenza, con la sua storia di botteghe e viaggiatori. La carta accoglie ciò che ancora non ha una forma. L’inchiostro lo rende visibile. Il viaggio richiama le distanze che una lettera può attraversare, mentre la memoria riporta al centro ciò che resta di un incontro o di un’esperienza.
Ai partecipanti non viene chiesto soltanto di riconoscere le note di una fragranza. L’invito è a prestare attenzione a ciò che quel profumo suscita: un colore, un’immagine, una persona, una sensazione. Non esiste un’associazione giusta per tutti. È proprio dalla varietà delle risposte che comincia a delinearsi una storia individuale.
Quando il ricordo incontra la carta
Le impressioni raccolte durante il percorso trovano poi una forma nella scrittura. Con carta Pineider, pennino e inchiostro, ogni partecipante compone una lettera a se stesso.
Ad accompagnare questo passaggio è Caterina Scardillo, calligrafa e lettering artist fiorentina che collabora con Pineider in workshop e progetti dedicati alla cultura della scrittura. Nel suo lavoro, l’attenzione al gesto, alla postura e al respiro precede la ricerca di un risultato perfetto. La lettera diventa così un’occasione per rallentare e scegliere le parole con cui dare voce a ciò che è emerso attraverso i sensi.
Il percorso torna infine al profumo. Guidati da Ephèmera, i partecipanti scelgono le essenze con cui hanno sentito maggiore affinità e le combinano in una composizione personale. È una firma olfattiva nata in quel momento, dalle immagini e dalle emozioni attraversate durante l’esperienza.
Per Ephèmera il profumo è un linguaggio. Prima ancora di comprenderlo razionalmente, lo percepiamo. Può generare immagini, riaprire ricordi, modificare la nostra percezione di un luogo e diventare una forma potentissima di identità.
Per Pineider la scrittura possiede una forza analoga. Un pensiero diventa gesto della mano, inchiostro, segno sulla carta e infine qualcosa che può essere conservato.
Da questa vicinanza è nato un percorso costruito intorno a cinque dimensioni sensoriali ed espressive: olfatto, vista, ascolto, scrittura e firma personale.
Alla fine, ciascuno porta con sé due tracce dello stesso viaggio: una lettera scritta a mano su carta Pineider e il proprio profumo. La prima custodisce il ricordo nelle parole; il secondo può farlo riaffiorare anche a distanza di tempo.
In questa collaborazione Firenze è più di uno sfondo. È la città in cui due storie artigiane, nate in epoche diverse, trovano un linguaggio comune per creare qualcosa di nuovo.
Prima della parola, c’è un profumo. Dopo, rimane una storia.
Ph credit: Ephèmera










