“RIMUOVERE LE BARRIERE ALLA MATERNITÀ”: OSSERVATORIO VALORE D CON SWG

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“RIMUOVERE LE BARRIERE ALLA MATERNITÀ”, IL WHITEPAPER PER PROMUOVERE LA PARITÀ DI GENERE E LA GENITORIALITÀ : OSSERVATORIO VALORE D CON SWG

Crescita demografica e occupazione femminile sono temi determinanti per lo sviluppo e la sostenibilità e, in un contesto di denatalità crescente, indagare il difficile rapporto tra maternità e occupazione è il primo passo per invertire la rotta.

Maternità, un condizionamento importante

Per oltre la metà degli italiani, i salari bassi rispetto al costo della vita e la precarietà lavorativa rappresentano i principali ostacoli alla genitorialità. A confermarlo sono i dati del sondaggio dell’Osservatorio di Valore D realizzato con SWG in occasione della Festa della Mamma. In un paese in cui lavora poco più di 1 donna su 2 (53,3% nel 2024) e con il tasso di invecchiamento più alto della UE (193 anziani ogni 100 giovani) la maternità ha un impatto diretto sulla carriera e sulle opportunità professionali delle donne.

Secondo il 77% dei rispondenti le maggiori criticità si manifestano già nella fase di ricerca di lavoro e nei processi di selezione , mentre per il 70% emergono nel momento in cui si richiede al datore di lavoro il congedo di maternità. L’essere madre o affermare la volontà di diventarlo riduce anche le possibilità di avanzamento e di crescita professionale (67%) e le opportunità professionali al rientro dal congedo di maternità (64%). Questo sentiment preoccupa in particolar modo le giovani generazioni (18-34enni).

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“Rimuovere le barriere alla Maternità” , il ruolo chiave delle aziende

Il ruolo delle aziende si conferma determinante. Il 76% dei rispondenti ritiene infatti che le aziende ei datori di lavoro debbano impegnarsi di più nel supportare la genitorialità , percentuale che tra le donne raggiunge l’80%. Tra gli strumenti considerati più utili per supportare concretamente i genitori nella conciliazione lavoro-famiglia oltre la metà dei rispondenti identifica il potenziamento dei servizi di welfare aziendale, una presenza più capillare e una maggiore accessibilità di asili nido .

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È in questo scenario che Valore D e Fuori Quota, in collaborazione con Bain & Company, presentano “Rimuovere le barriere alla Maternità” , un white paper che parte da un’analisi approfondita della situazione italiana e identifica 5 momenti chiave della vita lavorativa che necessitano di interventi specifici per garantire pari opportunità a genitori e caregiver. Il documento propone inoltre iniziative e best practice, frutto dei tavoli di lavoro interaziendali, che le imprese possono mettere in atto per favorire l’inclusione lavorativa delle madri e la piena realizzazione del potenziale professionale femminile per ridurre il gender gap.

Equamente genitori: un percorso in cinque tempi

La carriera delle donne è quella che risente principalmente, in diversi momenti del suo percorso, degli stereotipi legati alla maternità e della mancata esistenza o dell’insufficienza di strumenti utili a contrastare l’impatto, sia a livello aziendale sia a livello pubblico e statale. Spesso le disparità tra uomini e donne vengono attribuite a singole fasi come, per esempio, i periodi di maternità o il rientro dal congedo, ma il fenomeno è più complesso e richiede una visione che prenda in considerazione tutte le fasi della vita professionale della donna in azienda, esaminando al contemporaneo connessioni e implicazioni con la vita professionale degli uomini. Questi momenti critici non solo generano disparità tra uomini e donne, ma sono anche tra le cause del gender pay gap .

Per identificare le azioni concrete da intraprendere, sono stati individuati cinque momenti della vita della dipendente , ciascuno segnato da specifiche criticità a cui è necessario rispondere con azioni concrete e sistemiche orientate al raggiungimento di una piena parità di genere.

Le iniziative individuate, insieme alle buone pratiche già in atto in molte aziende, rappresentano le azioni più diffuse e/o prioritarie per sostenere l’occupazione femminile e la genitorialità condivisa.

Alcune sono soluzioni di più facile implementazione, altre sono invece a medio e lungo termine e richiedono investimenti significativi delle risorse aziendali; spaziano dai processi di selezione con blind CV alla realizzazione di programmi di formazione sui bias nella fase di recruiting e alla formazione specifica sulle tematiche DEI durante l’ ingresso in azienda ; nel periodo di gravidanza e di congedo si possono istituire i maternity e paternity angels , figura che fornisce sostegno ai neogenitori, potenziare i congedi di maternità e di paternità oltre agli obblighi di legge e sviluppo logistiche lavorative che favoriscono la conciliazione vita-lavoro della lavoratrice.

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Una fase particolarmente critica è quella del rientro al lavoro , momento in cui i carichi di cura che pesano prevalentemente sulla figura femminile rendono più elevato il rischio di abbandono dell’azienda (secondo il Rapporto INAPP Plus 2023 [1] , dopo la nascita di un figlio il 16% delle donne esce dal mondo del lavoro) Le iniziative in questa fase includono politiche di flessibilità lavorativa al rientro dal congedo di maternità e paternità, l’introduzione di una indennità di assistenza all’infanzia, la costruzione di infrastrutture di supporto sul posto di lavoro (ad esempio la creazione di breastfeeding room ), la creazione di sportelli di ascolto per neogenitori.

Infine, gli stereotipi che vogliono la donna come la figura che ha maggiore attitudine alla cura, unita al pregiudizio sulla mancanza femminile di caratteristiche adatte alla leadership aziendale, crea di fatto un circolo vizioso che ostacola e limita il loro avanzamento professionale. È quindi necessario non solo attuare la massima trasparenza nei percorsi di avanzamento di carriera, ma anche sviluppare programmi di sponsorizzazione ed empowerment femminile, promuovere modalità di lavoro per obiettivi o attuare programmi di conciliazione e incontro tra vita privata e lavoro (ad esempio, istituzioni di una giornata Kids@work).

“La Festa delle Mamma è un’occasione per ribadire che è tempo di riconoscere pienamente la maternità non solo come un’esperienza individuale, ma come generatore di valore sociale, economico e organizzativo per il nostro Paese. Il dato allarmante che vede una donna su due rinunciare al lavoro dopo il secondo figlio, a causa delle difficoltà di conciliazione, della carenza di infrastrutture per l’infanzia e spesa pubblica per le famiglie più bassa in Europa, ha un costo elevatissimo per l’Italia”commenta Barbara Falcomer direttrice generale Valore D.

“Il mondo delle imprese esprime un impegno importante, anticipando il cambiamento culturale con azioni concrete che promuovono la condivisione piena dell’esperienza genitoriale. Affiancare le buone pratiche aziendali con misure di welfare efficaci, mirate e strutturali – potenziando gli asili nido pubblici, estendendo gli orari scolastici, e con un calendario più allineato con i tempi del mondo del lavoro – significa costruire insieme un contesto più favorevole alla crescita, all’equità e alla piena inclusione delle donne nel tessuto produttivo, non a beneficio delle donne ma di tutto il sistema Paese.”

“Nel giorno della Festa della Mamma, siamo felici di presentare un lavoro approfondito, attraverso il quale auspichiamo di poter rendere la scelta di diventare madri sempre più libera dalle disparità di genere che, ancora oggi, sono in grado di condizionare fortemente un progetto di maternità e costringere molte lavoratrici alla rinuncia alla propria occupazione dopo la nascita dei figli. È l’occasione per presentare le tante buone pratiche già utilizzate e sperimentare in numerose realtà aziendali che, unitamente al più ampio coinvolgimento di istituzioni e società civile, possono affermarsi di un contesto capace di valorizzare il contributo che le donne sono in grado di offrire sia per migliorare la produttività del Paese, sia per affrontare con maggior fiducia le attuali sfide demografiche. Il passaggio da compiere- afferma Maurizia Iachino, presidente di Fuori Quota –  riguarda il superamento del concetto di “maternità”, intesa come carico esclusivo della donna, verso una nuova cultura della genitorialità equa e condivisa da tutti: attività e società civile possono solo acquisire una piena realizzazione dei diritti delle donne, generare impatto sociale positivo e creare maggior valore economico e organizzativo per il nostro Paese.”

Scarica qui il Whitepaper: 

https://www.valored.it/wp-content/uploads/2025/05/Valore-D_Fuori-Quota_Maternita-2025.pdf

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