Alle 7:03 la sveglia suona.
Io sono già sveglio da dieci minuti, a fissare il soffitto come se potesse darmi la strada più veloce per arrivare da qualche parte.
Mi alzo in fretta. Sempre in fretta. Anche se non c’è nessuno che mi aspetta.
Alle 8:15 sono in macchina.
Il semaforo è rosso e tamburello le dita sul volante, senti il mio respiro corto.
Per cosa poi? Non sono in ritardo eppure…
Accanto a me una signora, nella macchina a fianco canticchia calma e sorridente.
La fisso incredulo e giudicante e lei mi sorride…
Vorrei dirle: “ma che c’è da ridere?”
Ma il verde scatta e non posso perdere tempo.
Alle 9:47 arrivo in ufficio.
Il collega mi ferma alla macchinetta del caffè.
“Ma dove corri sempre?”
“Se rallento non arrivo in tempo.”
“Arrivare dove?”
Mi guarda incredulo è un po’ confusamente divertito.
Non rispondo. Bevo, Brucia
Ma ignoro anche quello e ingoio.
Alle 12:30 esco per pranzo. Al bar di fronte così ottimizzo.
Un ragazzo ride con la sua amica davanti al bar, lo vedo dalla vetrina.
Si ferma per allacciarsi la scarpa.
Io stringo il bicchiere che ho in meno e penso che non mi fermo mai nemmeno per respirare.
Difatti sto mangiando in piedi mentre controllo l’ora sull’orologio a muro.
Alle 14:18 riunione.
Le parole degli altri mi sembrano tutte troppo lunghe.
Sospiro e La collega accanto mi sussurra:
“Sei sempre così nervoso… rilassati”
E non è la prima volta che me lo dicono, amici, parenti, donne. TUTTI!
Rispondo rincuorante e abbozzo anche un occhiolino.
“No, sono solo di fretta.”
Lei mi guarda con la fronte corrugata ed uno sguardo impotente.
“Per fare cosa?”
Non so cosa rispondere e pensa un po’…
Mi viene da ridere. NON LO SO!!!
Ma non posso fare diversamente.
Alle 19:11 sono a casa.
Accendo la tv, faccio zapping. Tutto mi annoia dopo cinque secondi.
Quindi La spengo e vado ad aprire il frigo.
Resto in piedi davanti a questo con le mani vuote e gli occhi pieni di non si sa cosa.
E una fretta che… non so dove mettere.
Alle 22:34 mi sdraio a letto.
Sento la testa e Il cuore corrono ancora.
Scrivo una nota mentale veloce: “Domani devo andare piano.”
Chiudo gli occhi E mentre cerco di farlo, di andare piano almeno adesso, penso che forse la fretta non è altro che paura travestita da movimento.
O forse è solo il modo che ho trovato per non fermarmi a guardare davvero, perché se il tempo lo si riempie è più facile da affrontare.
E penso che forse il problema non è la fretta.
È che non so che farmene del tempo quando ce l’ho, c’è tanto silenzio quando ce l’ho…
E mi chiedo se corro davvero per arrivare… o solo per non restare fermo abbastanza a guardarmi.
Perché in fondo, siamo noi a decidere la qualità e la quantità del nostro tempo e non è poi così sbagliato se ci fermiamo e decidiamo quale parte tenere con noi.
“Non abbiamo poco tempo, ne sprechiamo tanto.” (Seneca)






