Angela Valentino: dai colori di Milano alla luce di New York

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C’è un filo invisibile che lega Milano a New York: da una parte la ragazza sognatrice che camminava tra le strade italiane con la valigia dei desideri, dall’altra Angela Valentino, la donna che oggi, con la stessa grinta, ha trasformato quel sogno in realtà.

La sua storia è fatta di coraggio, sacrifici e ambizione, ma anche di leggerezza e arte: perché per lei il trucco non è soltanto un mestiere, è una tela viva su cui raccontare emozioni. New York le ha insegnato a difendersi, a rialzarsi e a brillare, senza mai perdere lo sguardo di chi non smette di credere.

The Gram Journal l’ha incontrata, a NEW YORK, e le abbiamo rivolto qualche domanda…

Quando ripensi all’Italia, qual’e’ la prima imagine che ti torna in mente?

“L’Italia e’ famiglia e il mio pensiero sono I miei genitori l’amore piu’ grande che ho. Quando ritorno in Italia per vacanza rivedo tra le strade di Milano quella ragazza, sognatrice con tanta voglia di fare e con un obbiettivo preciso e sorrido tra me e me e penso anche a quante cose sono cambiate da quando me ne sono andata. Oggi non mi rivedo piu’ in quel contesto.”

Cosa hai portato con te, oltre ai pennelli e ai colori, quando sei arrivata?

“Ho portato “la tanta voglia di fare” e’  grazie a questo che sono ancora qui oggi ed e’ grazie a questo se sono quello che sono diventata oggi.”

E’ stato piu’ forte il desiderio di andartene o quello di arrivare qui?

“Sicuramente era molto piu’ forte il mio desiderio di arrivare qui in America ma allo stesso tempo anche di andare via. L’Italia e’ un bellissimo paese ma non mi ci ritrovavo piu’, il paese mi stava stretto. Sono sempre stata una persona molto ambiziosa e che pretende molto da se stessa e volevo stare in un paese dove l’ambizione viene premiata ed eccomi qua.”

Quando ti senti davvero a casa qui?

L’America e’ casa, New York e’ casa , New York e’ dove posso essere me stessa sempre e sopratutto senza pregiudizi.”

NEW YORK: LA CITTA’ CHE ACCOGLIE E METTE ALLA PROVA.

Cosa ti ha insegnato questa citta’, al di la’ del lavoro?

“Questa citta’ mi ha fatto crescere, mi ha dato la determinazione giusta per arrivare nella vita e anche per difendermi. Se riesci a vivere a New York puoi vivere in tutto il modo. E’ una citta’ che ti mette alla prova da subito e non ha pieta,’ e’ molto dura, ma se hai l’ambizione giusta, la voglia di fare e un obbiettivo, ti sa ripagare con la giusta moneta.”

 Hai mai avuto un momento in cui hai pensato: forse non ce la faccio?

“Non ho mai pensato a questa anzi mi dicevo a me stessa: “Non ti arredere il meglio deve arrivare”. Questo era il mio motto e lo e’ tutt’ora.”

Ti capita mai di riconoscere qualcosa di Italiano nel modo in cui trucchi o guardi I volti?

“Sicuramente noi italiani abbiamo un modo di fare molto particolare rispetto alle altre culture. Siamo simpatici, allegri, sempre con la battuta pronta e questo affascina molto gli americani, e questo gioca molto a mio favore. Un’ altra cosa molto importante : abbiamo stile e ci invidIano tutti per questo, in senso positivo.”

Lavorando sui volti degli altri, cosa hai scoperto del tuo?

“Ho truccato veramente tante persone, non si contano piu’. In loro vedo delle tele bianche dove andare a dipingere capolavori, ogni tela e’ interessante, così come i volti delle persone. Ho studiato per tanti anni anatomia al Liceo, e poi all’Accademia di Belle Arti, e il volto è la parte piu’ interessante: ogni parte di esso, dalle sopracciglia, agli occhi, alla bocca, se corretti e visti nel modo giusto, puo’ diventare una parte interessante. Del mio viso cosa ho scoperto? Ma sicuramente di avere due occhi che hanno la capacita’ di leggere molto bene cosa vuole il cliente, ma non solo questo, soprattutto di saper esaurire il loro desiderio e saperli mettere a proprio agio.”

Qual’e’ stato l’incontro piu’ inaspettato che hai fatto grazie al tuo lavoro?

“Credo che non ci sia stato solo un momento ( diciamo) inaspettato, ma altresì credo vivamente che New York faccia accadere cose inaspettate ogni giorno. E’ l’energia che la travolge che rende tutto cosi’ magico e inaspettato.”

C’e’ un trucco , una trasformazione, che ti ha emozionata piu’ delle altre?

“Il mio lavoro mi emoziona e non una singola trasformazione. Il viso e’ una tela dove poter creare un bellissimo dipinto, e ogni volta e’ la prima volta, un’emozione diversa.”

Qual’e’ stato il momento in cui ti sei sentita davvero orgogliosa di te?

“Sono orgogliosa di tutto quello che ho fatto. Il mio cammino e’ stato molto difficile, complicato e pieno di sacrifici. Ci sono due momenti in particolare che ricordo: quando sono uscita sul New York Times con un articolo, e quando ho ricevuto la mia Green Card. Quest ultimo e’ stato un momento di un’emozione unica. Credo di non aver pianto mai così tanto dalla gioia, perche’ in quella “card” c’era tutto il sudore della fatica, dei sacrifici fatti, ed e’ stato un momento dove veramente mi sono sentita orgogliosa di me stessa.”

Quando spegni le luci e chiudi la trousse, chi sei?

“In realta’ sono la persona di sempre, quando apro la trousse dei trucchi sono sempre me stessa. Ho Imparato che essere umili nella vita ripaga sempre, anche se alcune volte e’ difficile, soprattutto nel mio ambiente lavorativo fatto di invidie e “serpenti velenosi” che in un qualche modo vogliono prevaricarti, essere piu’ di te, o entrano costantemente in competizione. E questa e’ una citta’ dove c’e’ tanta competizione, a volte anche per nulla.”

Cosa ti fa brillare ancora gli occhi, oggi , in questo mestiere?

“La mia energia, la mia passione, quello che faccio. Questo lavoro mi permette di mettermi in gioco sempre, di migliorarmi e di stupirmi. Ogni lavoro, comunque, se fatto con passione, fa brillare gli occhi. A me li fa brillare ogni giorno, sempre più.”

Se potessi raccontare all ate stessa di dieci anni fa quello che stai vivendo, cosa le diresti?

“Sicuramente le direi che sto vivendo l’avventura piu’ eccitante della mia vita e che grazie a quella ragazza determinata, energica,  con tanta voglia di fare e con una grande grinta, sono ancora qui e sono la donna che sono diventata oggi.”

Hai mai lavorato con personaggi famosi o in produzioni importanti? Se si’, come e’ stata l’esperienza?

“Si, ho lavorato spesso con personaggi famosi, produzioni importanti, e credo di aver imparato sempre qualcosa di nuovo. E’ interessante ascoltare le storie di alcuni personaggi che, come me, hanno fatto sacrifici, e agli inizi della carriera non erano nessuno. Molto interessante e’, anche, vedere come si approcciano a questo lavoro, e parlo ovviamente in generale del mondo dello spettacolo.”

Qual’e’ il progetto che ti ha reso piu’ orgogliosa fino ad oggi?

“Il progetto che mi ha reso piu’ felice ad oggi e’ il mio “Progetto di vita” , quello che sono riuscita a fare in questi quasi 11 anni di America, 11 anni dove ho vissuto al massimo, cadendo piu’ volte e rialzandomi piu’ forte di prima.”

Hai un sogno o un obbiettivo che vorresti realizzare nei prossimi anni?

“Si certo! In realta’ e’ tutto e sempre un “work in progress” ma per il momento rimane ancora Top Secret.”

Quanto conta l’immagine e quanto invece la sostanza nel mondo in cui ti ritrovi?

“L’immagine e’ tutto nel mio lavoro, diciamo che e’ la mia business card, un biglietto da visita. L’immagine definisce quello che sei in questo lavoro. L’immagine e’ quella che ti fa creare nuovi contatti, anche se sicuramente e’ molto importante la personalita’ e il carattere di una persona, ma in questa professione non basta, è l’immagine che va a completare tutto.”

Che consiglio daresti ad una giovane o ad una giovane italiana che sogna di intraprendere il tuo stesso percorso?

“Sicuramente non sarei leggera o tiepida nel dargli dei consigli. Sarei senza filtri. Questo e’ un percorso complicato, costoso e se non si ha un vero obbiettivo e una passione sviscerata per questa professione, e’ meglio non iniziarla. In questo lavoro, se si vuole arrivare lontano, non bisogna mai arrendersi e soprattutto bisogna credere tantissimo in se stessi. Nella vita niente e’ impossibile. L’impossibile si trasforma nel possibile se davvero ci si crede e non ci si arrende mai.”

Last but not least, lasciamoci con una frase che richiama il volto della citta’, il suo sguardo, la leggerezza con cui parla di un mestiere, il tuo, che in realta’ e’ una forma d’arte.

New York e’ come una gigantesca scacchiera: ogni mossa e’ un passo decisivo, un gioco di equilibrio tra opportunita’ e sfide.”

Grazie Angie.

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