Antonio Scotti — L’anima di Ischia (e dell’hotel Excelsior) servita in un piatto

Ci sono luoghi che parlano piano, e mani che imparano ad ascoltarli.
Antonio Scotti, oggi Executive Chef dell’Hotel Excelsior Belvedere di Ischia, è una di quelle anime rare che sanno trasformare una terra intera in linguaggio gastronomico.

L’hotel a 5 stelle, che sorge a pochi passi dal Corso Vittorio Colonna e a pochi minuti dal porto e dal Castello Aragonese, ha conservato e arricchito il suo patrimonio identitario.

Quando la famiglia Leonessa ne ha rilevato la gestione, ha deciso di proseguire nel solco della tradizione. “Ci siamo chiesti se rivoluzionare tutto o preservare l’anima del luogo – ricorda ancora Alessandro, architetto e co-founder del gruppo, insieme ai fratelli Elena ed Emanuele  ma è stata nostra zia, molto legata alla famiglia Micangeli, a dirci di salvare ciò che rende questo hotel unico”. Così è stato. 

È proprio in questo scenario da favola che prende vita il nuovo itinerario culinario del ristorante Belvedere firmato dallo chef Antonio Scotti, ischitano classe ’83,

Senza una buona materia prima la mia cucina non ha ragion d’essere” – afferma Scotti – “Nei miei piatti non ci sono mai troppi ingredienti, perché mi piace che si sentano tutti i sapori dei quali mantengo l’integrità”.

Non cucina semplicemente: racconta l’isola, la interpreta, la difende. La rivisita con emozioni straordinarie. 

Oltre la Carta, ottima così come quella dei vini in cui spiccano i Cenatiempo e i Tommasone, i percorsi degustazione – di terra e di mare – ciascuno da tre portate e dessert. Al Coniglio, grande patrimonio culinario ischitano, è dedicato un menu specifico che racconta l’identità dell’isola attraverso Crostino con fegatini, Bucatini al sugo di coniglio e Coniglio all’ischitana con patate, celebrando la storia contadina e gli aromi come la piperna. Ma il mare…beh… fa da padrone!

Il Cappuccino di astice con crema di patate dolci e polvere di capperi gioca su equilibri di profumi e consistenze, per non menzionare i risotti mantecati e profumati di estate, la pasta “28 pastai” usata da Scotti, risottati in centrifuga di prezzemolo richiamano la semplicità contadina locale, semplicemente fantastica.

Nato a Lacco Ameno, cresciuto tra il profumo del mare e quello del pane appena sfornato, Scotti ha assorbito fin da ragazzo l’essenza di un territorio che non si concede facilmente. L’isola d’Ischia chiede rispetto: per le sue stagioni, per le sue maree, per i suoi silenzi. E lui, con umiltà e istinto, ha imparato a leggerla come un libro aperto.

( in foto: lo chef Scotti con Alessandro Leonessa, e il patry chef)

Dopo un percorso fatto di esperienze in cucine importanti, è tornato a casa con la consapevolezza che la vera forza sta nell’origine — nel punto da cui tutto comincia.

Oggi, nelle cucine dell’Excelsior Belvedere, Scotti costruisce un dialogo tra tradizione e contemporaneità, tra radici e leggerezza.
Ogni piatto che esce dalla sua brigata è il risultato di una visione precisa: valorizzare la materia prima senza snaturarla.
“Mi piace che ogni ingrediente mantenga la propria integrità” — ama ripeteree in questa frase si concentra tutta la sua filosofia.

C’è il mare, nei suoi piatti: vivo, limpido, sincero.
C’è la terra, generosa e minerale.
C’è la mano ferma di chi conosce la tecnica, e la sensibilità di chi sa che un piatto, per essere vero, deve emozionare prima di stupire.

Molte le proposte davvero interessanti, ma anche nelle creazioni più semplici — un pomodoro arrostito, una vellutata di ortaggi isolani, un pesce cucinato con rispetto millimetrico — si percepisce la stessa tensione poetica, la stessa voglia di autenticità.

Nella terrazza panoramica dell’Excelsior, mentre il sole cala dietro il Castello Aragonese e la brezza porta l’odore salato del mare, ogni piatto di Antonio Scotti diventa esperienza sensoriale e affettiva. Ma anche nelle serate più fresche, nella elegante sala dell’Hotel Excelsior si respira la storia. L’accoglienza e l’atmosfera regalano un sogno.


Non è solo una cena, è un ritorno alle origini, un modo di abitare l’isola con tutti i sensi.
I profumi si fondono con l’atmosfera elegante, le consistenze con le luci del tramonto, e ci si accorge che la cucina — quella vera — può essere una forma di meditazione.

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La sua presenza in cucina è calma ma decisa. Nessuna teatralità, nessun eccesso. Solo precisione, dedizione, e un profondo senso di appartenenza.
Ogni dettaglio è curato, ogni gesto misurato. Eppure, dietro quella compostezza, c’è passione pura: quella che non si mostra, ma si sente. Ed ogni volta che esce dal suo spazio creativo, a raccontare quella emozione che ha creato, i suoi occhi brillano.

Antonio Scotti è uno di quegli chef che non rincorrono mode, ma creano linguaggi.
Racconta la sua Ischia senza effetti speciali, ma con la potenza di un sentimento vero.
In ogni sua preparazione si riconosce il ritmo dell’isola — lento, sensuale, sincero.
È la cucina di chi conosce la profondità del mare e il calore della pietra, la luce del mattino e il silenzio della sera.

All’Excelsior Belvedere, la sua firma segna un nuovo capitolo: quello di un’ospitalità che si fa arte, e di una cucina che diventa narrazione dell’anima mediterranea.
Sedersi al suo tavolo è un invito ad abbandonare la fretta, a lasciarsi attraversare dai sapori, a riscoprire il piacere del tempo.

Perché Antonio Scotti non è solo un grande chef.
È un custode del gusto e della memoria, un ambasciatore dell’autenticità, un uomo che ha scelto di restare fedele alla sua terra anche quando il mondo corre altrove.

E forse è proprio questo il suo segreto: non cercare l’eccellenza come traguardo, ma come atto d’amore quotidiano.
Per la materia, per l’isola, per chi siede a tavola.

Quando lasci l’Excelsior dopo una sua cena, non ti resta soltanto il ricordo di un piatto straordinario.
Ti resta la sensazione di aver toccato Ischia — nel suo profumo, nella sua luce, nella sua verità.

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