Artusi alla conquista di New York

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Venerdì 21 novembre, New York ha accolto il profumo dell’Italia.
Nelle sale luminose della Columbus Citizens Foundation, nel cuore di Manhattan, il Consolato Generale d’Italia ha celebrato la decima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo con una giornata interamente dedicata a Pellegrino Artusi: il suo genio, la sua eredità, la sua capacità di unire le persone attraverso il cibo.

La Columbus Citizens Foundation – da quasi un secolo custode della memoria e del successo degli italoamericani – ha aperto le sue porte a un racconto che profuma di partenze, ricette tramandate e libri che hanno attraversato oceani.
Mattia Fiandaca, gastronomo di Casa Artusi, ha guidato gli ospiti in un viaggio che parte dalle cucine degli emigrati italiani e arriva al sorprendente successo editoriale dell’Artusi negli Stati Uniti. Una storia fatta di valigie, nostalgia e tenacia, in cui ogni ristampa del manuale diventa una pietra miliare del legame fra Italia e Nord America.

A distanza, ma con voce presente, il presidente della Fondazione Casa Artusi, Andrea Segrè, ha espresso l’orgoglio di una piccola città – Forlimpopoli – che attraverso Artusi continua a parlare al mondo:
Siamo onorati di essere qui. Quest’anno la nostra presenza assume un valore speciale: siamo nel pieno della candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Un percorso che abbiamo affrontato insieme agli altri promotori, con il dossier firmato dal professor Massimo Montanari, riconfermato alla guida del nostro Comitato scientifico”.

Il Console Generale, Fabrizio Di Michele, ha ricordato come le migrazioni italiane abbiano portato nel mondo non solo mani operose, ma sapori, parole e abitudini capaci di diventare identità:
Artusi continua a raccontarci chi siamo: una comunità che cucina, condivide e si riconosce attraverso la memoria del cibo”.

A dare corpo e profumo alla serata ci ha pensato lo chef di Casa Artusi, Matteo Milandri, che ha portato in scena uno show cooking dedicato alla “cucina delle radici”: un intreccio di ingredienti emiliano-romagnoli DOP e IGP che, dalla loro terra d’origine, hanno raggiunto la tavola di un centinaio di ospiti newyorkesi.

La collaborazione con I Love Made in Italy ha amplificato il messaggio: la qualità dei prodotti italiani non è soltanto gusto, ma cultura, tradizione, paesaggio. Ed è ancora una volta Artusi a farsi ambasciatore di quell’eccellenza che l’Italia custodisce e che il mondo continua a riconoscere.

Intanto, dall’altra parte dell’oceano, un’altra storia firmata Casa Artusi si è intrecciata a questa.
Una delegazione composta da Monica Alba, Filippo Cavalli e dalla Marietta Manuela Pedrini ha attraversato l’Argentina con laboratori, conferenze e degustazioni fra Buenos Aires, La Plata e Mar del Plata. Un viaggio reso possibile dalla Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo, e che ha portato l’eredità artusiana in un altro continente, un’altra lingua, un’altra casa.

Perché Artusi, oggi come allora, non appartiene a un solo luogo: appartiene a chiunque trovi nel cibo un modo per sentirsi parte di qualcosa.

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