Cucina italiana Patrimonio immateriale dell’umanità: Casa Artusi

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Casa Artusi annuncia la nascita dell’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buon Gusto Italiano: “Uno strumento per raccontare al mondo i valori che rendono unica la nostra tradizione gastronomica: gusto, salubrità, sostenibilità”

 È un giorno storico per l’Italia e per la sua tavola: la cucina italiana è stata ufficialmente iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, con l’elemento “Italian cooking, between sustainability and biocultural diversity”.

Un riconoscimento che consacra non solo i piatti e gli ingredienti, ma il modo italiano di vivere il cibo, fatto di convivialità, sapere artigianale, biodiversità, territorio e memoria.

La decisione è stata presa oggi durante la XX sessione del Comitato intergovernativo UNESCO riunito a New Delhi, coronando un lungo percorso istituzionale guidato dal Governo italiano – attraverso il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – e fortemente sostenuto da tre comunità proponenti: Fondazione Casa Artusi, Accademia Italiana della Cucina e la rivista La Cucina Italiana.

«Un patrimonio che nasce nelle nostre case e parla al mondo»

«Il riconoscimento UNESCO alla Cucina Italiana – dichiara Andrea Segrè, Presidente di Casa Artusi – è pienamente meritato.

Da Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana moderna, questo patrimonio ha continuato a crescere, intrecciando tradizioni regionali, biodiversità culturale e una visione sempre più contemporanea della sostenibilità.»

Proprio nel giorno dell’annuncio UNESCO, la Fondazione ufficializza la nascita dell’Osservatorio Internazionale sulla Cucina e il Buon Gusto Italiano, un centro di monitoraggio e ricerca dedicato a tutelare e valorizzare il patrimonio gastronomico nazionale.


«L’Osservatorio – prosegue Segrè – sarà un luogo di studio, analisi e divulgazione: uno strumento concreto per comunicare a livello internazionale i valori identitari della cucina italiana – gusto, salubrità, sostenibilità – e per affrontare le sfide contemporanee legate alla produzione e al consumo del cibo.»

presidente andrea segre

Il ruolo chiave di Casa Artusi

Riconosciuta fin dall’inizio come uno dei motori della candidatura, Casa Artusi ha contribuito in modo determinante alla stesura del dossier (a cura di Massimo Montanari), al coinvolgimento delle comunità della cucina di casa e alla valorizzazione delle esperienze legate alla cucina domestica italiana: il luogo dove, da sempre, si trasmettono saperi, gesti, ricette e identità.

Cosa significa essere Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO

La Convenzione UNESCO del 2003 definisce patrimonio immateriale l’insieme di pratiche, conoscenze, abilità e rappresentazioni che una comunità riconosce come parte della propria identità.
La cucina italiana vi entra come sistema vivente, fatto di prodotti locali, filiere artigianali, rituali conviviali, mercati rionali, ricettari familiari e un modo unico di trasformare ingredienti semplici in cultura.

Il dossier: una cucina che racconta territori, persone e biodiversità

Il dossier di candidatura descrive la cucina italiana come un mosaico di tradizioni: una trama di gesti e saperi che unisce biodiversità agricola, produzione sostenibile, tecniche culinarie, convivialità e patrimonio orale.
Una cucina che non è solo preparazione di cibo, ma espressione identitaria, relazione sociale, memoria collettiva.

Un percorso lungo cinque anni

L’iter formale è iniziato nel 2020 e ha richiesto un lavoro sinergico tra istituzioni, esperti e comunità.
La candidatura è stata presentata ufficialmente nel marzo 2023; l’organo consultivo UNESCO ha espresso parere favorevole il 10 novembre 2025, portando alla decisione finale adottata oggi dal Comitato Intergovernativo.

Le altre cucine già riconosciute

L’ingresso della cucina italiana si affianca a tradizioni gastronomiche già iscritte, tra cui:

  • la cucina tradizionale messicana (2010)

  • il pasto gastronomico francese (2010)

  • il Washoku giapponese (2013)

  • la Dieta Mediterranea (2010)

Con questo riconoscimento, la cucina italiana ottiene il posto che le spetta tra le grandi culture alimentari del mondo.

L’impegno futuro di Casa Artusi

Per Casa Artusi, il riconoscimento rappresenta una responsabilità e una spinta a rafforzare attività di educazione alimentare, formazione, ricerca, documentazione e cooperazione internazionale.
Un impegno che guarda al futuro, mantenendo salde le radici: la cucina italiana come patrimonio vivente, quotidiano, condiviso.

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