Chianti Lovers Week 2026: Ludus e Rosso Veneziano, un racconto di identità

rosso veneziano 5

Chianti Lovers Week 2026: a Pistoia una cena che diventa racconto del territorio. 

Non è stata semplicemente una cena degustazione. È stata un’esperienza costruita con precisione, dove ogni elemento – dal piatto al calice – ha contribuito a creare una narrazione coerente e contemporanea del gusto.

Nell’ambito della Chianti Lovers Week 2026, la collaborazione tra Agricola Ludus Toscana e Rosso Veneziano Bistrot di Mare ha dato vita a una serata capace di unire tecnica, ricerca e identità territoriale.

Un format, quello della serata del 5 Maggio scorso, che conferma quanto il dialogo tra cucina e vino possa evolversi in un vero linguaggio culturale.

Il percorso si è sviluppato attraverso abbinamenti studiati da entrambe le due realtà con attenzione, in cui i vini hanno accompagnato i piatti senza mai sovrastarli, ma anzi amplificandone struttura e profondità.

Si è iniziato con “Alba” 2024 IGT Toscana Bianco, scelto per accompagnare l’antipasto: un vino capace di sostenere la delicatezza del gambero scottato su letto di asparagi, la forza del pan bioche e colatura di alici, e la complessità del carciofo croccante con tartare di tonno, grazie a freschezza e pulizia aromatica.

Il primo piatto, uno spaghetto alle sarde rivisitato, è stato abbinato a “L’Aura” 2024 IGT Toscana Rosato, un rosato elegante e dinamico che ha dialogato con le note aromatiche del finocchietto selvatico, i contrasti dolce-sapidi e la struttura del piatto, mantenendo equilibrio e leggerezza.

Il secondo, un Wellington di tonno rosso con funghi e senape, ha trovato la sua espressione più completa con “Lauretum” 2025 Chianti DOCG, un rosso capace di accompagnare la complessità della preparazione con tannini presenti ma misurati e una persistenza che ha valorizzato ogni componente.

A chiudere, la mousse di mascarpone al Vin Santo con cantucci ha riportato la degustazione su un registro più morbido e avvolgente, in un finale coerente con la tradizione toscana.

Ciò che ha reso la serata davvero significativa non è stata solo la qualità delle singole portate, ma la visione complessiva.

Una regia precisa, dove ogni scelta – dagli ingredienti agli abbinamenti – è stata funzionale a un racconto più ampio: quello di una Toscana che sa rinnovarsi senza perdere autenticità.

Eventi come questo dimostrano quanto anche realtà locali possano generare valore culturale oltre che gastronomico. E quanto Pistoia, sempre più spesso, stia diventando terreno fertile per esperienze capaci di lasciare un segno.

Non solo una cena, quindi.
Ma un esempio concreto di come il gusto possa trasformarsi in linguaggio, identità e visione.

In un momento in cui il rischio è quello di uniformare l’esperienza gastronomica, serate come questa ricordano quanto sia ancora possibile costruire identità, racconto e valore partendo da ciò che abbiamo: territorio, competenza e visione.

Non è solo una questione di cucina o di vino. È una questione di cultura.

E quando la cultura del gusto viene interpretata con questa lucidità, diventa uno strumento concreto di crescita, attrattività e futuro per un territorio come Pistoia.

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