Claris Firenze: nuova “luce” sul Lungarno Vespucci

Claris Firenze 19 bassa

Claris Firenze: sul Lungarno Vespucci, dove Firenze si riflette nell’Arno con un’eleganza senza tempo, prende forma una nuova storia della ristorazione cittadina.

Negli spazi che per decenni hanno ospitato l’iconico Harry’s Bar Firenze, oggi nasce Claris, ristorante e cocktail bar che restituisce vita, identità e visione a un indirizzo simbolo del Novecento italiano.

Gli ingredienti per un progetto ambizioso ci sono tutti, e non sono casuali.

Da un lato la proprietà dell’immobile, l’avvocato Pier Ettore Olivetti Rason, figura sempre più centrale nel panorama dell’hôtellerie di alto livello – recentemente protagonista di acquisizioni a Forte dei Marmi e Cortina, luoghi entrati nell’immaginario collettivo anche grazie al cinema. Dall’altro Antonio Galati, imprenditore romano e patron del progetto, già noto a Firenze per aver dato nuovo slancio a Villa Tolomei, cinque stelle sulla collina di Marignolle. A sostenere l’operazione anche Gin Srl, holding del gruppo Olivetti Rason.

Da questo sodalizio nasce Claris, non come semplice riapertura, ma come seconda vita consapevole di spazi che hanno segnato la storia del fuoricasa italiano.

Il nome non è un dettaglio. Claris è una variante di Chiara, deriva dal latino clarus e racchiude significati precisi: luminoso, limpido, illustre. La luce, intesa come rinascita e apertura, diventa il filo conduttore dell’intero progetto. Una luce che attraversa l’architettura, la cucina, l’idea stessa di accoglienza. Non nostalgia, ma memoria attiva; non rottura, ma evoluzione.

Il locale si sviluppa su due piani per circa 120 coperti, con un’impostazione completamente rinnovata negli arredi e nel concept. Il design è caldo, classico, improntato a un’eleganza misurata che trasmette intima accoglienza, pur mantenendo respiro e funzionalità. Materiali pregiati, tessuti ricercati e una cura puntuale dei dettagli creano un dialogo continuo tra storia del luogo e contemporaneità, fondendo tradizione manifatturiera e innovazione senza forzature.

All’ingresso, lo sguardo è catturato da un banco bar scenografico, affidato a Christian Pampo, residente bar manager di Claris e nome di riferimento della mixology contemporanea, già allo St. Regis di Firenze. Il cocktail bar non è pensato come semplice accessorio del ristorante, ma come spazio con una vita propria, capace di inserirsi con naturalezza nel ritmo del locale.

Qui si possono vivere aperitivi strutturati, accompagnati da una selezione di piatti della cucina che permette anche una cena light, informale ma curata. La sala al piano terra è pensata inoltre per ospitare piccoli eventi, presentazioni di libri, incontri conviviali, meeting aziendali e associativi: un luogo aperto, dinamico, vissuto.

La selezione dei cocktail, firmata da Christian Pampo, dialoga con la cucina grazie anche alle creazioni dello chef  Niccolò Timpanaro in un gioco di rimandi tra mixology e gastronomia che rafforza l’identità del progetto.

Al piano superiore trova spazio il ristorante, affidato a una brigata giovane, chiamata a esprimere una cucina che guarda alla tradizione toscana come base solida, alimentata – quando possibile – da prodotti del territorio e dalla stagionalità.

Il menu propone quattro scelte per ogni portata – antipasti, primi, secondi e dessert – tra terra e mare, con l’ambizione dichiarata di costruire uno stile riconoscibile, una tecnica e un’identità propria.

La mano è elegante, gli abbinamenti delicati, con una sottile influenza francese che emerge dalla formazione del giovane chef senza mai snaturare l’anima italiana dei piatti.

La filosofia culinaria di Claris si muove lungo il confine di un fine dining accessibile: raffinato ma non rigido, creativo ma concreto. Ogni piatto diventa un viaggio sensoriale misurato, dove la qualità della materia prima resta centrale e il racconto gastronomico conserva un’anima profondamente conviviale e umana.

Claris è anche un progetto che guarda al presente con responsabilità. La riapertura ha portato alla riassunzione di 19 addetti tra cucina e sala, un segnale importante in un settore ancora segnato da precarietà e turnover elevato. Una scelta che restituisce continuità professionale e valore umano a un luogo che ha fatto la storia.

Con Claris, Firenze ritrova così un indirizzo di grande charme: un ristorante e cocktail bar che non dimentica ciò che è stato, ma sceglie con decisione di raccontare ciò che può diventare.

Un luogo dove eleganza e semplicità convivono, dove la luce evocata dal nome si fa atmosfera reale e dove cucina, design e accoglienza trovano finalmente una voce comune. Un luogo dove vivere il “gusto” ma anche la cultura, tema importante che il Patròn Galati intende perseguire grazie a eventi già in programma.

Con Claris, Firenze ritrova così un indirizzo di grande charme: un ristorante e cocktail bar che non dimentica ciò che è stato, ma sceglie con decisione di raccontare ciò che può diventare. Un luogo dove eleganza e semplicità convivono, dove la luce evocata dal nome si fa atmosfera reale e dove cucina, design e accoglienza trovano finalmente una voce comune.

La sera, quando le luci si abbassano e il riflesso dell’Arno entra dalle vetrate, Claris restituisce quella sensazione rara di essere nel posto giusto al momento giusto, senza bisogno di alzare la voce.

Claris è anche un invito a rallentare: a concedersi una cena senza fretta, un cocktail che accompagna una conversazione, uno spazio dove il tempo non corre ma si lascia abitare.

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