Cucinapoli 2025- La Fondazione Isaia-Pepillo celebra, nella prestigiosa cornice del Grand Hotel Parker’s, una nuova tappa del suo impegno per trasformare i saperi campani in leve di inclusione, rinascita e sviluppo sociale.
Cucinapoli torna e riafferma la sua identità: non solo un evento, ma un progetto culturale e sociale che unisce la grande tradizione sartoriale napoletana, l’eccellenza enogastronomica campana e la solidarietà concreta. La serata, sold-out in pochi giorni, ha riunito partner, istituzioni, imprese e amici della Fondazione, tutti accomunati dallo stesso obiettivo: mettere il talento e l’artigianalità del nostro territorio al servizio dell’inclusione e dell’opportunità.
Al centro dell’edizione 2025, due risultati che testimoniano l’impatto reale della mission fondativa:
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una nuova assunzione presso Isaia, frutto del percorso di formazione rivolto a giovani in povertà educativa;
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la nuova convenzione con il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, per ampliare i programmi di formazione e reinserimento lavorativo dei detenuti.
Per la Fondazione, questi traguardi non sono semplici annunci, ma la dimostrazione che valorizzare i saperi del territorio – dalla sartoria alla cultura materiale, dalla ricerca storica alla formazione tecnica – può generare percorsi di vita nuovi, dignitosi e sostenibili.
Una visione che unisce tradizione, cultura e responsabilità sociale
“Cucinapoli rinnova l’alleanza tra sartoria napoletana e alta enogastronomia campana: un’alleanza fatta di valori, visioni e amore per il territorio”, ha sottolineato il Presidente Gianluca Isaia. “È attraverso questa rete che la nostra mission prende forma: costruire opportunità, custodire i saperi e renderli strumenti di inclusione”.
La famiglia Avallone e il Grand Hotel Parker’s, partner storici, hanno ribadito il loro sostegno, ricordando come la cultura dell’ospitalità e della cucina diventi ancora più forte quando si traduce in solidarietà.
Massimiliano Isaia, ideatore di Cucinapoli, ha ricordato il cuore del progetto:
“Quando arte, tradizione e passione si mettono al servizio degli altri nasce qualcosa di prezioso. Cucinapoli è questo: una cultura che include”.
Il Direttore Generale Tommaso D’Alterio ha evidenziato il valore strategico della rete costruita negli anni:
“La mission della Fondazione vive nella capacità di connettere mondi diversi – imprese, istituzioni, cultura – e trasformare i saperi campani in una forza generativa di opportunità”.
I progetti: la mission che diventa azione
Durante l’evento sono stati presentati due dei progetti più rappresentativi della Fondazione, entrambi coerenti con la mission di valorizzare i saperi come strumenti di emancipazione:
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Formazione sartoriale e lavorativa per i detenuti di Santa Maria Capua Vetere: un percorso che recupera competenze artigiane e apre reali prospettive occupazionali.
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Progetti educativi per minori in povertà educativa (IEFP e FOSTEM), realizzati con EITD e Fondazione Città Nuova: un modo concreto di declinare tradizione e innovazione a beneficio delle nuove generazioni.
La firma degli accordi ha reso tangibile il messaggio: la tradizione non è memoria, ma possibilità di futuro.
Una serata che racconta il territorio attraverso i suoi maestri
Sono stati firmati due accordi che hanno mostrato l’impatto concreto dei progetti raccontati: l’impegnativa all’assunzione presso l’azienda Isaia di una delle studentesse partecipanti al corso IEFP e la nuova convenzione con il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere dopo l’avvio del nuovo reparto per le tute tecniche.
A seguire, la cena stellata al George Restaurant (2 stelle MICHELIN) con gli chef Michelina Fischetti dell’Oasis Antichi Sapori, Salvatore Avallone di Cetaria, Domenico Candela Executive chef del George Restaurant di Grand Hotel Parker’s e Michele Cannavacciuolo de La Torre del Saracino. Ad accompagnare la cena i vini delle aziende I Cacciagalli, Luigi Maffini, Villa Matilde Avallone e Feudi San Gregorio raccontati dal Presidente di AIS Campania Tommaso Luongo.
Tra aperitivo, cena stellata e degustazioni, gli chef e le cantine campane hanno trasformato la serata in un viaggio nel gusto e nella cultura gastronomica regionale.
Nello stesso tempo, studiosi, artigiani e rappresentanti delle comunità locali hanno raccontato il valore della ricerca sulla storia della sartoria napoletana e i nuovi percorsi formativi legati alla creatività e alle arti applicate.
Un sistema di eccellenze che, grazie alla Fondazione, diventa un ecosistema di solidarietà e sviluppo umano.
A chiudere l’evento, un concerto della cantante jazz Emilia Zamuner e i ringraziamenti a cura di Massimiliano Isaia, ideatore di Cucinapoli realizzato con il prezioso supporto di Food Atelier di Giovanna Virgilio
La mission che guida il futuro
L’edizione 2025 di Cucinapoli si chiude con una visione chiara: continuare a creare ponti tra tradizione e innovazione, tra mondo produttivo e sociale, tra giovani e maestri del sapere.
Una visione che si traduce in nuovi progetti, come la realizzazione di oggetti attraverso il recupero degli scarti di produzione, in linea con un modello di economia sostenibile e “a misura d’uomo”.







