Come rovinare la bellezza? Presto ( si fa per dire..) detto… In Estate in Italia vi sono tantissimi Festival e manifestazioni che di solito valgono il prezzo del biglietto. Arena Opera Festival a Verona, il Festival Puccini a Torre del Lago, Rossini Opera Festival a Pesaro, Festival della Valle D’Itria, Taormina Arte, Roma Summer Fest, Lucca, Pisa, Trapani, Ravenna, quasi ogni città ha il suo festival.
Tra questi il Macerata Opera Festival allo Sferisterio.
Per chi non ci fosse mai stato, lo Sferisterio è un luogo assolutamente da visitare. Teatro di tradizione, si distingue da tutti gli altri per essere un’arena all’aperto semicircolare, creata nell’Ottocento per volere dei nobili locali. In origine, ospitava il gioco della palla col bracciale, oltre a diversi tipi di spettacoli pubblici: celebrazioni, giostre, parate equestri e molto altro.
La sua particolarità sta nei palchi, separati da 56 colonne doriche inconfondibilmente neoclassiche. In principio, erano riservati ai consorti e ai loro eredi. Fu costruito un muro lungo 88 metri e alto 18, addossato alle mura medievali della città – ancora oggi visibile dietro una delle porte – per esigenze sceniche sorte in epoche successive.
In questa bellissima e suggestiva cornice, sono stato chiamato a creare le coreografie per una delle Operette classiche più conosciuta ed amata dal pubblico, La Vedova Allegra.
È stata un’esperienza bellissima, lavorare in un luogo così carico di storia e magia. Le prove, i ballerini, i tecnici, tutto lo staff artistico. Una direzione sempre presente, attenta ai dettagli. Colleghi da altre produzioni che vengono a vedere le prove. Amici ritrovati dopo anni, o nuovi, con cui subito scambiare emozioni, idee, perplessità, e tanto amore per l’arte.
È un periodo intenso, coinvolgente, come spesso accade in questi festival, dove anche la città partecipa, ti accoglie con un sorriso che va oltre ogni logica economica. Ti accolgono quasi come fossi di famiglia, per quelle settimane in cui condividi con loro sudore, stanchezza, convivialità e risate.
E poi arriva il pubblico. Millecinquecento persone lì, pronte ad apprezzare – o meno – il tuo lavoro. All’inizio ti assale l’ansia. Li aspetti come l’ospite sconosciuto alla cena più importante. Non sai se le tue idee verranno accolte, se piaceranno la scenografia, i costumi, le luci. Sai di averli portati fuori dalla loro zona di comfort, e sai che la reazione non tarderà ad arrivare. Ma poi, l’applauso. Le risate. I calorosi saluti alla fine della rappresentazione. E all’improvviso tutti i dubbi spariscono, e il tuo sorriso si riempie di gratitudine per chiunque abbia reso possibile tutto questo.
Per tutti. Dal primo all’ultimo. E torni a casa con un’esperienza nuova, che sembra essersi conclusa nel migliore dei modi.
Ma poi chiudi la porta. E ti rendi conto, ancora una volta, di essere nelle mani di chi questo lavoro non lo fa con il rispetto delle persone, né delle regole. Siamo in Italia( ti dici) di nuovo. Cosa ti aspettavi?
La rabbia cresce, nel capire che gli impegni economici presi da un’azienda esterna – a cui lo Sferisterio si è affidato per aiutarci nella gestione finanziaria – non sono stati rispettati. Artisti che hanno passato un mese lontano da casa, a proprie spese, che hanno lavorato con impegno, dedizione, passione. Che hanno contribuito a un grande successo di pubblico, di immagine… quegli stessi artisti non vengono pagati.
Persone che hanno lavorato per mesi, viaggiato, speso ore e ore nella preparazione. Che hanno, come tutti, bollette da pagare, affitti, responsabilità. E non ricevono ciò che è loro dovuto. Non è un ossimoro: si lavora, si viene pagati. Punto.
E invece no. Siamo in Italia. E una bellissima esperienza finisce nelle mani degli avvocati, per poter ottenere semplicemente ciò che ci spetta.






