50 anni di passione firmati Rizzardi. La storia di questo imprenditore si intreccia con quella dello storico cantiere Posillipo, lo stesso scelto da Jacqueline Kennedy
Ci sono storie che sembrano scritte per Hollywood e altre che, pur essendo vere, hanno la stessa forza narrativa. Quella della Rizzardi Yachts appartiene alla seconda categoria: un racconto tutto italiano, fatto di lavoro, intuito e determinazione.
Gianfranco Rizzardi non nasce imprenditore. Lo diventa. Orfano di padre, inizia giovanissimo, subito dopo la scuola professionale, come operaio in un cantiere di rimessaggio barche. Non ha scorciatoie, ma ha una cosa che spesso fa la differenza: la voglia di imparare.
Cresce passo dopo passo, fino ad arrivare a occuparsi del commerciale. Ma non gli basta.
Studia le imbarcazioni, ne capisce i meccanismi, entra dentro la logica della nautica. Fino a quando decide di fare il salto: progettare una barca tutta sua. Nasce così il primo storico open Rizzardi da 50 piedi. Un azzardo totale: interni ancora incompleti, tutti i risparmi investiti per portarla in fiera. Ma è proprio lì che succede quello che cambia tutto: le prime vendite.
Da quel momento, Gianfranco non è più solo un tecnico. È un imprenditore. Oggi Rizzardi Yachts è un nome che pesa nella nautica italiana e internazionale. Non è produzione in serie, non è standardizzazione, non lo è mai stata: è una vera e propria “boutique del mare”. Ogni barca è diversa dall’altra, costruita su misura. Il cuore produttivo resta nel Lazio, ma lo sguardo è globale.
La storia di questo imprenditore si intreccia con quella dello storico cantiere di Posillipo per la costruzione dei Technema, lo stesso scelto da Jacqueline Kennedy che andò direttamente in cantiere a sceglierne le fattezze. Infatti, Gianfranco rileva il marchio negli anni 90, e da anni produce l’iconico tridente.
Uno yacht che negli anni ha saputo rimanere al contempo iconico e rivoluzionario, moderno ma con identità forte.
Ne è la testimonianza il nuovo Technema, Posillipo 78 che sarà in acqua proprio a fine luglio e come da tradizione del brand, protagonista del progetto, è l’architetto Carlo Galeazzi che ha affiancato il cantiere dalla fase di concepimento dell’imbarcazione.
Dopo 50 anni di attività, il cantiere continua a evolversi. Non solo produzione di altissimo livello, ma servizi sempre più strutturati: rimessaggio, refitting, assistenza dedicata. Un ecosistema pensato per accompagnare l’armatore in ogni fase.E poi c’è l’attenzione al dettaglio, quasi maniacale. All’interno del cantiere è stato realizzato uno showroom riservato, dove il cliente può letteralmente costruire la propria barca: materiali, finiture, accessori.
Un percorso guidato da designer e progettisti, che trasforma ogni imbarcazione in un pezzo unico.
Nel frattempo, l’azienda guarda avanti anche sul piano manageriale. La seconda generazione Rizzardi entra progressivamente nei ruoli chiave, sotto la guida del fondatore. Un passaggio naturale, ma tutt’altro che scontato, che rafforza la continuità senza perdere identità.
In un mercato spesso dominato da logiche industriali, Rizzardi continua a difendere un’idea precisa di Made in Italy: sartorialità, qualità e rapporto diretto con il cliente.
È cultura del fare Made in Italy.








