Darya Majidi- Donna 4.0- vincitrice del “Premio Casato Prime Donne”

DARYA MAJIDI scaled

Sabato 13 Settembre scorso, a Montalcino, nella Chiesa di Sant’Agostino, si è tenuta la XXV edizione del Premio Casato Prime donne, quest’anno dedicato all’Intelligenza Artificiale e al ruolo che questa riveste nell’odierna organizzazione della società.

Il Premio Casato Prime Donne nasce nel 1999 grazie alla giornalista RAI Ilda Bartoloni che ridisegnò il Premio Barbi Colombini creato 18 anni prima da Francesca Colombini. L’obiettivo della nuova iniziativa è la scelta di una “Prime Donna”, una personalità capace di essere di esempio e di stimolo all’universo femminile nel suo cammino verso la parità di genere. Un tema molto sentito da Donatella Cinelli Colombini e dal suo staff visto che la cantina Casato Prime Donne è la prima in Italia con un organico interamente femminile.

DARJA MAJIDI CON DONATELLA E VIOLANTE CINELLI COLOMBINI scaled

Nei suoi primi 25 anni di vita il Premio Casato Prime Donne ha contribuito alla fama di Montalcino valorizzando i migliori articoli, servizi radiotelevisivi e scatti fotografici sul territorio, le persone e soprattutto il Brunello. 

A ricevere il premio come Prima Donna 2025 è stata Darya Majidi, imprenditrice italo-iraniana, massima esperta nazionale sulla diffusione delle competenze dell’Intelligenza Artificiale per contrastare il Gender Gap, nonché pioniera della prima spin off sull’applicazione dell’IA alla neurologia creata da una donna e selezionata da Linkedin fra le 200 Top voice mondiali sull’Intelligenza Artificiale come unica donna italiana della lista.

Dal 2024 Darya Majidi è anche presidente del Comitato italiano di UN-Women, ente delle Nazioni Unite per l’empowerment femminile. Il suo obiettivo è di far salire l’Italia rispetto all’attuale 85° posto nella classifica Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum, che ogni anno misura i progressi fatti dalle donne su quattro fronti: economia, istruzione, salute e politica. Secondo il Fondo monetario internazionale, infatti, la riduzione delle disuguaglianze nel lavoro fra uomini e donne potrebbe contribuire alla crescita del Pil dell’8% nelle economie emergenti e in via di sviluppoma la strada è ancora lunga.

Per l’eccezionalità del suo contributo “La Repubblica” ha inserito Darya Majidi fra le 100 donne che stanno cambiando il mondo e nel 2022 “Io Donna” del “Corriere della Sera” l’ha scelta fra le 10 donne che maggiormente impattano in Italia. 

Dottoressa Majidi secondo le stime del Global Gender Gap Report 2025 ci vorranno 120 anni per arrivare alla parità di genere.

Sembra un tempo enorme. Purtroppo in molte aree del mondo le donne, soprattutto le ragazze, sono tornate indietro. Pensiamo alla situazione femminile in Afghanistan, Iran e anche negli Stati Uniti dove le donne hanno dovuto fare molti passi indietro con il risultato che non si riescono a raggiungere gli obiettivi. È necessario che sia gli uomini che le donne siano consapevoli di questo e lavorino per difendere ciò che è stato raggiunto usando le tecnologie per velocizzare il raggiungimento della parità per tutti. “

Lei è presidente del Comitato italiano di UN-Women. Cosa può essere fatto per migliorare anche nel nostro Paese la condizione femminile?

“Purtroppo la situazione femminile italiana è la conseguenza delle scelte maschili. Questa suddivisione noi – voi è sbagliata. Dobbiamo partire dal presupposto che anche fra gli uomini ci sono tante persone perbene che hanno anche voglia di contribuire il cambiamento. Io dico sempre che in una classe il bullo quasi sempre è solo se il gruppo si mette d’accordo contro di lui in modo che non riesca ad andare avanti. Ma spesso ci sono persone che hanno paura e non reagiscono. Questa indifferenza la dobbiamo rompere. Dobbiamo chiedere ai giovani e agli adulti che quando vedono chat o pagine social che sono offensive nei confronti delle donne, come è accaduto ultimamente, non solo non devono fare dell’ironia sopra ma velocemente e con passione dire che questa è violenza e bloccare ogni perpetuazione di questo atteggiamento.”

Quanto l’intelligenza artificiale può aiutare a ridurre in Italia e nel resto del mondo il gap tra uomini e donne dal punto di vista economico, lavorativo e sociale?

“Tantissimo, perché se noi usiamo l’intelligenza artificiale a favore dell’umanità, ad esempio per velocizzare le scoperte in medicina, o per scovare le frodi e i crimini in generale, l’AI è un nostro alleato. “

Per questo ha organizzato AIxGirls, un tech camp di una settimana a Volterra per le studentesse della quarta superiore, che affronta non solo le conoscenze e competenze AI, ma anche gli aspetti etici e legali per dare consapevolezza alle ragazze dei benefici ed opportunità di queste tecnologie.

Ridurre il gender gap non è solo una questione di giustizia sociale ma una leva strategica per la crescita, la competitività e l’innovazione oltreché un antidoto al declino demografico. Il camp è dedicato alle ragazze di 4ª liceo anzi faccio un appello alle ragazze del prossimo anno perché partecipino alla nostra iniziativa. 

Lei è la prima Donna 4.0 (dal titolo del suo libro ‘Donne 4.0’ ndr). Questo nel mondo è un momento geostrategicamente molto delicato nel quale le donne insieme ai bambini pagano un prezzo molto elevato. Ce la faranno a diventare 4.0? 

“Io penso che le nuove generazioni abbiano molto più consapevolezza ma che deve essere non solo femminile ma anche maschile.”

Un profilo quindi, che si sposa pienamente con i principi del Premio Casato Prime Donne, e che annovera, oltre a lei, altri premiati eccellenti. A partire da due professionisti del giornalismo che abbiano dato un fattivo contributo alla divulgazione di Montalcino, del suo territorio e dei suoi vini, come Lara Loreti con il Premio “Io e Montalcino” per l’articolo intitolato “Brunello di Montalcino: 5 cantine da non perdere”, ovvero un affresco del Brunello con i suoi luoghi, storie e personaggi raccontati con un avvincente storytelling – pubblicato ne “Il Gusto” de “La Repubblica”. E Giorgio Dell’Orefice, vincitore del Premio Consorzio Brunello di Montalcino per gli articoli “Toscana: la produzione di Rosso di Montalcino punta al raddoppio”, “Benvenuto Brunello in Florida, Texas e Virginia: + 19% nelle vendite” pubblicati ne “Il Sole 24 ore”; interessante panoramica sui dati di una realtà produttiva e commerciale di eccellenza come quella dei vini di Montalcino.

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