Ogni inverno, quando il lago si fa specchio d’argento e il bosco trattiene il respiro, l’Eremo di Santa Caterina del Sasso si lascia avvolgere da un’atmosfera che sembra sospesa nel tempo. È un luogo che non si limita ad aprire le sue porte: accoglie, avvolge, custodisce chi arriva. E quest’anno, dal 20 dicembre al 6 gennaio, l’Eremo si prepara a vivere un Natale diverso, fatto di silenzi che parlano, di musica che scalda e di momenti condivisi che diventano ricordi.
Si comincia il 20 dicembre, quando il sentiero che scende verso l’Eremo si illumina di un’attesa gentile. In quel giorno prende vita la “Natività in Tremezzina”, un presepe inconsueto, dipinto su tavole di legno, che unisce idealmente due laghi: il Lago di Como, con il profilo elegante di Villa del Balbianello, e il Lago Maggiore, sulle cui rocce si appoggia l’Eremo. È un incontro di acque, storie e comunità. I pescatori che camminano verso la Sacra Famiglia sembrano muoversi davvero, come se il vento del lago li sospingesse. L’opera resterà esposta fino al 15 gennaio 2026, come un ponte di bellezza tra due territori.
Il 21 dicembre, quando la luce cala presto e il giorno sembra più fragile, le pareti dell’Eremo risuonano: l’Orchestra Canova porta in scena Luce d’Inverno, un concerto dedicato alle musiche di Handel. Le note salgono dalla navata e si intrecciano con il rumore del lago, trasformando il pomeriggio in un abbraccio sonoro. Dalle 15.30, l’Eremo apre gratuitamente a chi partecipa al concerto; poco prima, alle 14.30, una visita guidata permette di scoprire segreti, affreschi, vedute.
Poi arriva la notte più attesa, quella del 24 dicembre. Alle 22, la Santa Messa celebra il mistero del Natale. Fuori, le rocce sembrano trattenere il fiato; dentro, la comunità si stringe. E al termine, nel buio rischiarato dalle luci calde, ci si ritrova alle cascine del Quicchio, con vin brulè e panettone: un gesto semplice, gratuito, che profuma di casa. Un dono di condivisione offerto da Archeologistics.
Anche il giorno di Natale l’Eremo rimane aperto, fedele alla sua vocazione di rifugio. Alle 17, una visita guidata pensata per chi ama l’aria aperta e la leggerezza, conduce attraverso ambienti e affreschi. Un percorso di 50 minuti che si conclude in tempo per la Messa delle 18, lasciando a chi partecipa la sensazione di aver camminato dentro una storia antica.
I giorni seguenti sono un invito a rallentare. Le visite guidate continuano il 27 dicembre, il 30 e 31 dicembre, e poi il 2, 3 e 4 gennaio: piccole finestre di tempo per chi desidera scoprire ciò che spesso non si vede al primo sguardo.
E quando l’anno volge al termine, l’Eremo propone un modo diverso per salutare il passato e accogliere il futuro: Un Capodanno semplice, ormai giunto alla sua terza edizione. Il 31 dicembre è diviso in due momenti: alle 16.30, una visita guidata con brindisi alle Cascine del Quicchio; e alle 19, un percorso serale più intimo, riservato, che conduce alla cena presso la Locanda dell’Eremo. Alle 23, un brindisi che non attende la mezzanotte: l’importante non è quando si festeggia, ma con quale spirito.
Dal 20 dicembre al 6 gennaio, ogni giorno, dalle 9.30 alle 19.30, l’Eremo rimane aperto come un faro silenzioso. Un luogo in cui chi arriva non trova solo appuntamenti, ma emozioni: la quiete del lago, il cammino verso la roccia, la luce che filtra negli archi, il senso discreto di essere parte di qualcosa di più grande.
Perché all’Eremo di Santa Caterina del Sasso il Natale non è un evento: è un’esperienza.
Tutte le info su:
https://www.archeologistics.it/servizi-educativi/natale-alleremo-660.html
Da Domenica 20 e sino al 6 gennaio l’Eremo è aperto ogni giorno con orario 9.30 – 19.30








