Giulio & Lella: Quando un cane ti salva il cuore prima ancora di salvarti la vita

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Ci sono storie che parlano di animali.
E poi ce ne sono altre che, in realtà, parlano di noi.

Questa è la storia di Giulio & Lella. Nuotando in parallelo alla Vita, e appartiene a questa seconda categoria, l’opera ha ricevuto due premi ed è stata presentata ieri presso Villa Bertelli- Forte dei Marmi, da Martina Alibani, divulgatrice culturale, e scrittrice.

E’ il racconto di un legame che nasce dal dolore, cresce nel silenzio e si trasforma in una forma di salvezza reciproca. Un libro che mostra come un animale non sia “solo” un compagno di vita, ma un essere capace di intercettare le nostre fragilità più profonde, quelle che spesso nemmeno noi sappiamo nominare.

“Si tratta – si legge nella sinossi – della storia totalmente autobiografica di una donna, Lella, che ha riportato le vicende quotidiane di lei e il suo cane Giulio, bellissimo esemplare di pastore tedesco entrato nella sua casa a soli due mesi e a due mesi dalla perdita del precedente amatissimo suo cane Lello”.

Aurelia Trianni, per tutti Lella, nasce a Racale (Lecce) nel 1970. Laureata con lode in Scienze Politiche, lavora da oltre ventiquattro anni nel settore della Formazione e svolge il ruolo di tutor didattica in Master universitari. La scrittura e l’amore per gli animali l’accompagnano da sempre, ma è con questa prima opera editoriale che sceglie di dare voce a una storia vissuta sulla pelle, nel quotidiano, nel respiro condiviso.

La storia comincia con una perdita devastante: la morte di Lello, il cane che aveva rappresentato per Lella una presenza totale. La notte del distacco è raccontata con una lucidità disarmante: lei dorme per terra, abbracciandolo fino all’ultimo respiro.

È un lutto che congela ogni possibilità di futuro. Quando il fratello Enzo decide di regalarle un cucciolo, Giulio, non lo fa per sostituire un amore — cosa impossibile — ma per offrire una possibilità. Lella accetta con il cuore chiuso, per senso del dovere, convinta di non poter più amare.

Giulio, pastore tedesco nato nel 2020, regolarmente registrato all’anagrafe canina — come sottolinea Lella — ma soprattutto registrato “in ogni battito del suo cuore”, entra nella sua vita in punta di zampe. È ancora cucciolo quando un’intossicazione improvvisa rischia di portarlo via. Quella notte, in ambulatorio, qualcosa cambia. La paura di perderlo scioglie il ghiaccio: Lella capisce che il ponte tra loro è già stato costruito. Non con le parole, ma con la presenza.

Da quel momento Giulio diventa un lettore silenzioso delle emozioni umane. Lo dimostra con Maria, la madre novantenne di Lella, fragile e delicata. Fin da cucciolo sceglie di dormire dalla sua parte del letto, come se avvertisse che lì c’è il cuore più esposto del “branco”. Dopo un ricovero, dispone le scarpe e la bambola di Maria in corridoio, un invito gentile a rimettersi in piedi, a tornare alla vita.

Nessun addestramento può spiegare gesti simili. Solo una sensibilità profonda, istintiva.

Il momento che segna definitivamente la loro storia avviene in mare. Lella si rilassa su un materassino, la corrente la porta al largo. Un gesto banale che riattiva un trauma antico: a otto anni aveva rischiato di annegare. Il corpo ricorda, anche quando la mente finge di aver dimenticato. Giulio lo sa. Per questo non voleva che lei entrasse in acqua. Per questo la controllava.

Quando il pericolo diventa reale, si tuffa senza esitazione, raggiunge il materassino e la trascina a riva.

Quel gesto lo rende un “cane eroe” agli occhi dei media. La storia diventa virale, arriva sui giornali, fino alla diretta su RAIUNO e alla vittoria del contest Indivisibili di ItaliaSì. Ma il libro non si ferma al clamore. Racconta cosa succede dopo, quando la visibilità diventa responsabilità.

Lella decide di donare il ricavato della vendita di un cucciolo di Giulio all’associazione Soleterre, a sostegno dei bambini ucraini malati di cancro. È un passaggio fondamentale: l’amore per un animale si trasforma in cura per gli altri, in attenzione concreta verso chi soffre.

Tra i momenti più intensi restano le separazioni silenziose, come Giulio che osserva il pullman su cui Lella sale per andare a Trento, restando fermo finché riesce a vederla. O la lettera scritta “da Giulio” ai medici di Soleterre, un gesto di tenerezza che unisce mondi diversi: la fedeltà animale e il dolore umano.

Giulio & Lella. Nuotando in parallelo alla Vita non è solo una storia d’amore tra una donna e il suo cane. È una riflessione profonda su quanto gli animali siano capaci di salvarci prima ancora che ce ne accorgiamo, di custodire le nostre paure, di proteggerci anche da noi stessi.

Non chiedono spiegazioni.
Non fanno promesse.
Ma restano.

E a volte, restando, ci insegnano di nuovo come si vive.

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