“Grand Tour” apre i battenti a Milano. Martedì 25 novembre 2025 e fino al 15 Gennaio, presso la Galleria Vik Milano si svolgerà l’inaugurazione della mostra Grand Tour di Adriano Pompa, a cura di Alessandro Riva.
L’evento coincide con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e per questa occasione, Adriano Pompa ha voluto offrire un omaggio speciale, un pensiero dedicato al tema della libertà femminile attraverso una figura simbolica della nostra tradizione letteraria: Angelica dell’Orlando Furioso.
Pompa presenterà l’opera La fuggente (Angelica) (2005, tecnica mista e oro zecchino su carta), accompagnata da questo breve testo scritto per la giornata da Adriano Pompa:
«Per la Giornata contro la violenza sulle donne ho scelto un mio disegno dedicato ad Angelica dell’Orlando Furioso.
La sua figura, inseguita e desiderata da molti, è spesso travisata: Angelica rifiuta i pretendenti e fugge, seguendo solo il proprio sentimento, fino a trovare infine il vero amore. La sua libertà di scelta scatena negli altri follia, gelosia, rabbia—sentimenti che vengono scambiati per “amore”, ma che amore non sono. Questo ricorda quanto spesso emozioni distorte vengano usate per giustificare comportamenti violenti, mentre il rispetto del desiderio e della volontà dell’altro dovrebbe essere il fondamento di ogni relazione.»
Adriano Pompa, nato a Roma nel 1965, vive a Milano dal 1990. Pittore, scultore, incisore e ceramista italiano, figlio dell’artista Gaetano Pompa e della fotografa Dorothee Leendertz.
La sua ricerca artistica sviluppa un linguaggio visionario e simbolico, radicato nella storia dell’arte, nella mitologia e nella cultura classica. Attraverso pittura a olio, disegno, incisione su rame, scultura in terracotta e bronzo e ceramica smaltata, Pompa dà vita a figure archetipiche, creature mitologiche e narrazioni sospese tra memoria e immaginazione. La manualità e la cura della materia rimangono centrali nella sua poetica.
Ha esposto in Italia e all’estero in gallerie, musei e istituzioni, partecipando anche a importanti collettive come il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia (2011). Il suo lavoro è stato commentato da critici quali Vittorio Sgarbi, Raffaele De Grada, Andrea Tinterri e altri.
Fondatore dell’associazione culturale Art Marginem Concept Room, continua la sua attività tra produzione artistica, ricerca e realizzazione di opere pubbliche.
La mostra Grand Tour
Grand Tour si presenta come un viaggio ideale e visionario ispirato al mito del Grand Tour, reinterpretato da Pompa come esperienza mentale e pittorica. Le sue opere, dominate da un uso simbolico dell’oro, popolano gli spazi della Galleria Vik Milano con apparizioni sospese tra mito, sogno e memoria, in un dialogo poetico tra passato e contemporaneità.
Adriano Pompa trasfigura l’eredità surrealista paterna in una ricerca autonoma e contemporanea, si cala nei panni di un “viaggiatore settecentesco con lo sguardo rivolto al presente”, fondendo memoria, tempo e immaginazione in un linguaggio insieme narrativo e simbolico.
La mostra è una wunderkammer di invenzioni figurative e astratte, che popolano le tele, sculture e tavole con una mitologia personale: cavalieri, draghi, animali fantastici e città murate. Queste apparizioni sono “sospese tra realtà e immaginazione, tra mito e sogno,” come le ha definite il curatore Alessandro Riva.
Elemento centrale dell’esposizione è l’oro, un Fil Rouge utilizzato non come simbolo di lusso, ma come emblema di operosità e vibrazione emotiva, di una luce cangiante che si adatta all’umore e all’atmosfera. L’oro è il filo conduttore che unisce le epoche, trasformando il racconto in un diario di movimento, memoria e metamorfosi.
Come afferma Vittorio Sgarbi, la pittura di Pompa è “necessaria, inevitabile, un vizio e un premio insieme”, espressione di un artista che vive la pittura come una missione conoscitiva, capace di trasformare la memoria in materia.










