A New York la solidarietà può assumere contorni inattesi. Domenica scorsa, mentre la neve imbiancava le banchine e il vento dell’East River ricordava a tutti l’arrivo dell’inverno pieno, il “Christmas Charity Lunch” promosso dalla Grow Together Foundation si è tenuto in un contesto scenografico e insolito: la MSC Meraviglia, ormeggiata al Brooklyn Cruise Terminal.
È qui che la Grow Together Foundation ha organizzato il suo primo evento che ha unito comunità italiana, fede, impegno sociale e speranza, nel segno del Natale.
La Fondazione, guidata da Don Luigi Portarulo, nasce da radici cattoliche ma con uno sguardo aperto e inclusivo, rivolto a tutta la comunità.
L’obiettivo è ambizioso ma concreto: costruire a New York una rete di progetti educativi, sportivi e sociali capaci di offrire opportunità reali a bambini, giovani e famiglie in difficoltà, rafforzando il senso di appartenenza e il bene comune.
La scelta della nave ha trasformato il tradizionale pranzo benefico in una sorta di debutto pubblico, presentato apertamente come il primo grande appuntamento newyorkese della Fondazione, che punta a radicarsi nella comunità italiana e non solo, intrecciando impegno sociale, valori spirituali e presenza sul territorio.
A dirigere la Grow Together Foundation è Don Luigi Portarulo, figura molto conosciuta all’interno della comunità locale.
“Sono davvero felice… e profondamente emozionato nel vedere così tante persone, nonostante il maltempo”
ha esordito dal palco circolare allestito per l’occasione. Il sacerdote ha ricordato che la Fondazione affonda le sue radici nell’esperienza cattolica, ma vuole proporsi come realtà inclusiva, dedicata allo sviluppo di opportunità educative, culturali, sportive e sociali per bambini, giovani e famiglie.
Al suo fianco, ospite speciale arrivata da Roma, l’attrice Alessandra Mastronardi, che ha scelto un registro spontaneo e vicino al pubblico. Ha ringraziato i presenti “per essere qui sostenendo una buona causa”, scherzando sull’energia di Don Luigi (“è impossibile dirgli di no”), e ha insistito sul tema che ha attraversato l’intero evento: il valore del tempo.
“Il tempo è forse il dono più prezioso che possiamo offrire”, ha detto, ricordando che la qualità, più che la quantità, fa la differenza, soprattutto con i bambini, “che sono il nostro futuro”.
Tra gli interventi anche quello del Console Generale d’Italia a New York, Fabrizio Di Michele, che ha salutato la platea alla vigilia di un passaggio importante: “Tra una settimana terminerò il mio incarico e rientrerò a Roma”, ha ricordato.
Ha ringraziato Don Luigi per l’occasione di ritrovare persone e volti incontrati negli anni e, con ironia affettuosa, ha descritto l’instancabilità del sacerdote (“non so quale patto abbia fatto con il Signore, ma riesce a essere ovunque”). Ha poi sintetizzato l’identità della Fondazione in tre parole: “fede, comunità e persone”.
La Grow Together Foundation ha illustrato la propria missione attraverso quattro direttrici principali: iniziative solidali, programmi culturali, percorsi educativi e attività sportive. La carità viene interpretata come condivisione di ciò che si è ricevuto; la cultura come spazio di incontro e di bellezza; l’educazione come formazione continua, non solo per i giovani ma anche per gli adulti; lo sport come strumento di aggregazione e crescita.
Durante la giornata si è affacciata anche l’idea di avere un luogo fisico che raccolga la comunità attorno a un progetto comune. Luca Lupi, vice president e cofondatore, insieme al chairman Diego Rodinò di Miglione, ha anticipato l’obiettivo per il 2026: aprire uno spazio a Manhattan, preferibilmente nell’Upper East Side, dedicato a programmi sportivi e, possibilmente, ad attività musicali e teatrali aperte a ragazzi e adulti.
Nel corso dell’anno sono già partiti diversi progetti: corsi di lingua (italiano e inglese), attività per i più piccoli, iniziative di volontariato e un day camp estivo. È stato più volte ricordato quanto il contributo dei volontari sia fondamentale: Elena, moglie di Diego, tiene lezioni serali ogni settimana; altri si sono occupati dell’organizzazione dell’evento, dagli inviti alla silent auction. Un messaggio ricorrente dal palco ha invitato a partecipare non solo con donazioni ma anche con competenze:
“Se qualcuno ha un’abilità professionale… risorse umane, esperienza in un settore specifico… possiamo creare incontri, offrire strumenti, restituire qualcosa alla città”.
Il momento più atteso dal pubblico è stato l’intervento di Giuseppe “Pepito” Rossi, ex attaccante cresciuto tra Stati Uniti e Italia, con un passato in squadre come Manchester United e Fiorentina. Salito sul palco insieme alla madre, ha raccontato il proprio percorso: nato in New Jersey, trasferito a Parma a 12 anni per inseguire il sogno del calcio. Le domande dei bambini hanno trasformato il suo intervento in una piccola lezione di sport e vita: il ruolo della famiglia, la disciplina, la resilienza dopo gli infortuni, la capacità di trarre forza anche dalle sconfitte.
Alla domanda su cosa gli mancasse dell’Italia, ha risposto facendo sorridere l’intera platea: “La pasta”. E a chi non ha ancora deciso cosa fare da grande ha raccontato che anche lui, a 12 anni, non aveva le idee chiare: la svolta arrivò quando ebbe l’opportunità di allenarsi accanto ai giocatori della prima squadra e capì che quel futuro poteva costruirselo davvero.
L’evento si è concluso con l’asta benefica condotta da una brillante Patrizia Di Carrobio. Tra i pezzi più contesi: la maglia azzurra di Rossi con il numero 22 (venduta per 1.600 dollari), una crociera MSC di sette giorni con partenza da Miami (aggiudicata per 3.000 dollari), la borsa “Amore” di Dolce & Gabbana superata oltre i 2.500 dollari, un Piaggio Liberty 150 che ha sfiorato i 3.000 dollari, soggiorni in una villa a Modica arrivati oltre i 4.000 dollari, e una bottiglia formato Balthazar di San Leonardo 2020, accolta con una battuta dal palco per “chi ha braccia forti”. Dopo l’asta, l’appello finale: donazioni a mano alzata per sostenere le attività del prossimo anno.
Don Luigi ha chiuso la giornata con una benedizione e un ringraziamento alla MSC, al capitano dell’imbarcazione e alla famiglia Aponte per l’ospitalità. Poi la sala si è trasformata in un momento conviviale tra pranzo, fotografie e saluti. Scendendo dalla Meraviglia, la sensazione è che la Grow Together Foundation abbia voluto inaugurare un Natale all’insegna della solidarietà che non rimanga un episodio isolato, ma il preludio a una presenza stabile a New York. E, come ricordato più volte durante l’evento, il progetto non chiede soltanto risorse economiche: chiede soprattutto tempo, impegno e comunità.
Valori che, in una città dove tutto corre, assumono un peso ancora più grande.








