Nella Sala della Protomoteca – luogo solitamente riservato a incontri solenni – si parlerà di un tema che, dietro la leggerezza, nasconde una forza straordinaria: il gioco come strumento educativo, terapeutico e inclusivo. Il gioco “intelligente”.
Promosso con il supporto del Comune di Roma, l’incontro nasce dal nuovo libro di Marco Orlandi, una guida innovativa che raccoglie giochi suddivisi per abilità visive – dai movimenti oculari alla memoria, dalla coordinazione all’immaginazione. Un manuale pensato per bambini con difficoltà evolutive, ma che diventa una risorsa preziosa per educatori, genitori e terapisti: un vero laboratorio di crescita in forma ludica.
La sua tesi è chiara e potente: giocare è il primo atto educativo della vita. Attraverso il gioco i bambini imparano a conoscere il mondo, a sviluppare la mente e il corpo, a relazionarsi, a osservare e a immaginare. Ogni risata è un esercizio cognitivo; ogni sfida, una palestra per l’autonomia e la creatività.
Ma perché il gioco funzioni davvero, deve restare libero, spontaneo, autentico. Quando diventa imposizione, perde la sua funzione educativa e si svuota del suo potere trasformativo. Lo ricorda Orlandi stesso: “Il gioco non si insegna, si vive.”
E se qualcuno pensa che sia solo una faccenda da bambini, basti ricordare le parole di Umberto Eco: il gioco è una delle necessità fondamentali dell’essere umano, al pari del dormire, del conoscere e dell’amare.
L’incontro del 20 ottobre vuole ribadire proprio questo: il gioco non è un passatempo, ma una chiave per formare menti curiose, empatiche e inclusive, capaci di guardare il mondo con occhi nuovi.
Crescere è naturale.
Giocare per crescere bene, invece, è una scelta educativa.
📍 Evento organizzato dall’Associazione Italiana Studio e Ricerca sulla Visione, con il Patrocinio del Comune di Roma.
📅 Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite (posti limitati).
👉 Iscriviti qui






