Sabato sera il Colosseo non è stato solo il simbolo eterno della Città Eterna, ma anche il faro di una battaglia che riguarda tutti: quella contro i tumori pediatrici.
Alle 20.30, il monumento si è acceso di un nastro dorato, diventando voce e luce per migliaia di bambini malati di cancro e per le loro famiglie.
L’iniziativa, promossa da Peter Pan ODV all’interno della campagna internazionale “Accendi d’Oro, accendi la speranza”, ha trasformato il cuore di Roma in un messaggio universale: ogni bambino ha diritto alle migliori cure, indipendentemente da dove nasce.
Un simbolo che parla al mondo
L’accensione è stata preceduta da un momento solenne: la Banda Musicale della Guardia di Finanza ha suonato l’Inno di Mameli, ricordando a tutti che la speranza è un bene comune. Poi il Colosseo si è colorato d’oro, illuminando non solo la città, ma anche le storie, le paure e i sogni delle oltre 2.000 famiglie che ogni anno in Italia ricevono una diagnosi di tumore pediatrico.
Numeri che chiedono attenzione
In Europa sono 35.000 i bambini e ragazzi che ogni anno ricevono questa diagnosi. In Italia sono circa 2.200, con un tasso di guarigione che oggi raggiunge il 70% grazie alla ricerca scientifica. Ma dietro alle statistiche ci sono volti, nomi, vite sospese tra ospedali, viaggi della speranza e il bisogno di non sentirsi mai soli.
Proprio per questo, in occasione del Settembre d’Oro, sono stati presentati i nuovi Standard Europei di Cura per Bambini e Adolescenti con il Cancro, promossi da SIOPE e CCI Europe: linee guida che vogliono garantire cure di alta qualità ed eque in tutta Europa.
Peter Pan ODV: una casa che diventa famiglia
Da oltre 30 anni, Peter Pan ODV accoglie a Roma bambini e famiglie costrette a lasciare la propria città per affrontare cure oncologiche. Non solo una casa, ma un luogo di solidarietà, con sostegno psicologico, navette solidali, riabilitazione, assistenza e attività che riportano un po’ di normalità nelle giornate spezzate dalla malattia.
“Ogni bambino deve poter accedere alle cure migliori, ovunque sia nato – ricorda Renato Fanelli, oncologo e membro del comitato etico di Peter Pan ODV –. La luce del Colosseo è il simbolo di questa speranza”.
Peter Pan esiste per accogliere i bambini che con le loro famiglie si spostano a Roma per curarsi. Sono bambini provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. Peter Pan dà loro gratuitamente una casa per tutto il tempo delle cure.
L’obiettivo di Peter Pan è non lasciare mai sole queste famiglie. Per farlo mette in atto un modello di accoglienza che vuole contrastare la tendenza all’isolamento, favorendo la condivisione, la socializzazione ed il reciproco supporto tra le famiglie. Non garantisce solo un alloggio, ma una serie di attività e servizi per supportare le famiglie nella gestione della malattia lontane dalla propria città (sostegno psicologico e burocratico, navette solidali per gli spostamenti, riabilitazione e assistenza sanitaria a domicilio, scuola) e riportare un po’ della normalità che la malattia ha cancellato (laboratori, pet therapy, visite guidate, feste e animazione).
Peter Pan è nata a Roma 30 anni fa, nel 1994, da un gruppo di genitori di bambini malati di cancro. Nel tempo ha saputo raccogliere intorno a sé centinaia di volontari e migliaia di donatori riuscendo oggi ad aiutare oltre 900 famiglie.
A partire da quest’anno, il 2025, inoltre, Peter Pan allarga parte dei propri servizi alle famiglie con bambini e adolescenti malati di cancro che non sono ospiti delle sue case di accoglienza ma che si trovano sul territorio romano e laziale. Famiglie che non hanno bisogno di un alloggio, ma del supporto psicologico, giuridico, negli spostamenti verso i luoghi di cura che Peter Pan può offrire loro.
Una luce che resta accesa dentro
Il nastro dorato sul Colosseo non è solo un gesto simbolico, ma un invito a guardare la malattia negli occhi e a trasformarla in lotta condivisa. Perché la speranza, come la luce che ha avvolto Roma sabato sera, non conosce confini.
👉 Per sostenere Peter Pan ODV: www.peterpanodv.it






