IL SOFFIO DI PIETRASANTA: DOVE IL MARMO DIVENTA MITO E L’ARTIGIANATO SI FA UNIVERSALE
Alla Galleria The Project Space, “Made in Pietrasanta. Local hands, universal beauty” celebra, fino al 31 maggio, il dialogo tra l’eredità di Igor Mitoraj e le nuove frontiere del design internazionale.
Pietrasanta non è solo un luogo geografico. E’ uno stato mentale, un’officina a cielo aperto dove il rumore dello scalpello scandisce il tempo da secoli. La galleria The Project Space dà vita ad un evento che mira a ridefinire questo legame viscerale tra il territorio e l’arte globale: “Made in Pietrasanta. Local hands, universal beauty”.
La mostra, a cura di Annalisa Bugliani, si propone come un intimo viaggio sensoriale, che parte dalla polvere di marmo delle botteghe versiliesi per raggiungere le vette dell’estetica contemporanea. Un racconto corale dedicato ad una città profondamente legata al valore dell’artigianalità, punto di partenza di una narrativa universale. Il cuore pulsante dell’esposizione è dedicato alla figura di Igor Mitoraj (1944-2014), l’artista polacco che scelse Pietrasanta come patria elettiva.
In questa rassegna, la sua opera monumentale viene riletta attraverso due sguardi fotografici diametralmente opposti, che creano un cortocircuito visivo di grande fascino. Maurizio Galimberti, maestro della Polaroid, scompone la staticità del marmo. Attraverso il suo celebre “mosaico” frantuma l’immagine per ricomporla in una danza ritmica, regalando movimento a ciò che è nato per essere eterno e immobile. Giovanni Ricci Novara, al contrario, si pone davanti alla scultura con un approccio quasi liturgico.
La sua fotografia è un atto di custodia, un silenzio visivo luminoso che avvolge le forme di Mitoraj, esaltandone la sacralità e la materia pura. A completamento di questo omaggio, spiccano i disegni scenografici realizzati dal maestro per la Manon Lescaut. Questi fogli rivelano un lato meno noto ma fondamentale dell’artista: la capacità di proiettare la propria visione scultorea nello spazio teatrale, trasformando la scena in un’architettura di emozioni.
Si prosegue con le creazioni di chi, ancora oggi, sceglie i laboratori di Pietrasanta, per dare forma alle proprie visioni. Il percorso espositivo offre una panoramica sulla forza espressiva del bronzo, con le forme sferiche e ancestrali di Jiménez Deredia, che rimandano alla fertilità e al cosmo, offrendo una sensazione di protezione. In contrasto la potenza arcaica dei cavalli frammentati di Gustavo Aceves, emblemi di un un tragico percorso che attraversa la storia.
L’arte contemporanea si fa, poi, portavoce di istanze ecologiche e simboliche. L’orsetto in bronzo di Rachel Lee Hovnanian e il pinguino di Aki Mimura diventano espressione di una fragilità ambientale e di un’innocenza perduta, ricordandoci che la bellezza è un bene prezioso quanto precario.
Una sezione particolarmente suggestiva è dedicata ai laboratori di ceramica e design, settori in cui la tecnica smette di essere mero esercizio artigianale per farsi puro veicolo di emozione. Qui spiccano tre nomi che rappresentano l’avanguardia della manipolazione materica. David Paolinetti modella creature che sembrano affiorare da un passato onirico e talvolta inquietante, dove il fuoco e l’argilla conservano l’imprevedibilità della natura. Stefano Russo, con i suoi vasi-scultura intitolati Ascensione, eleva gli oggetti di uso quotidiano a simbolo metafisico, cercando una connessione tra concretezza e spiritualità.
Arthur Vallin porta, invece, un minimalismo rigoroso. Le sue opere rappresentano un ponte tra l’utile e il contemplativo, dove il dettaglio tecnico è talmente perfetto da diventare oggetto di pura estetica.
“Made in Pietrasanta” rievoca una bellezza assoluta, che nasce dalla sapienza manuale di chi custodisce gelosamente un’arte antica, mettendola a disposizione del mondo. Come spiegava spesso lo stesso Mitoraj, in questa terra la pietra parla, e quella voce continua a raccontare storie di creazioni che aspirano all’infinito. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia comprendere perché, ancora oggi, l’arte trovi nel marmo e nel bronzo la sua forma più sincera.
















