L’arte è profetica. Ne è convinto l’artista Edoardo Malagigi docente e designer internazionale, che crea le sue sculture monumentali con materiali di scarto che fanno riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente, gli esseri viventi e ciò che consideriamo “rifiuto”.
“Io mi rifiuto” è la mostra diffusa tra arte, ambiente e cittadinanza attiva che aprirà il 10 maggio e rimarrà aperta fino all’8 giugno 2025 a Pontassieve e Pelago in Provincia di Firenze.
Sul catalogo della mostra si legge: “E se c’è una cosa umana capace di profezia, ebbene quella è l’arte.”
Più che un’esposizione, è un atto di resistenza. Un rifiuto, appunto, di accettare passivamente il degrado ambientale, sociale e culturale che caratterizza il nostro tempo. In fondo, siamo figli di una bugia come sembra ricordarsi il grande Pinocchio quella della crescita infinita in un pianeta finito.
L’arte come ribellione e denuncia

Il titolo stesso – “Io mi rifiuto” – è un gioco di parole che diventa manifesto. Rifiutarsi significa opporsi, ma richiama anche il concetto materiale di rifiuto, lo scarto, il prodotto scartato dal sistema produttivo. È da qui che parte la ricerca di Malagigi: dallo scarto come simbolo della nostra civiltà, usata, abusata e gettata.
Come il Rinascimento, che da patrimonio di liberazione si è trasformato in prodotto da consumo turistico, anche l’arte rischia di perdere la sua funzione liberatrice. Malagigi capovolge questa logica: rende i rifiuti non solo materia prima, ma linguaggio per raccontare il nostro tempo.
I materiali diventano il messaggio
Pulper delle cartiere, granuli per il filtraggio dell’acqua, legno di scarto, tetrapak difettati,: tutto ciò che è normalmente espulso dal ciclo produttivo diventa il protagonista. Malagigi costruisce icone culturali e creature simboliche: da Pinocchio (declinato in forme e materiali diversi) a un Oscar fatto di rifiuti, fino agli animali totemici come il rinoceronte, il dodo o il capodoglio, minacciati dalla crisi climatica.
Ogni opera è un memento, un grido silenzioso: ci ricorda che il tempo sta finendo. Il riferimento al Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse che nel 2025 segna 89 secondi alla catastrofe, rende ancora più urgente il messaggio.
L’arte che decresce
“Io mi rifiuto” propone un ribaltamento radicale delle gerarchie estetiche e produttive: l’arte non cresce, ma decresce. Non domina, ma custodisce. Non glorifica il bello convenzionale, ma eleva lo scarto a verità visiva a simbolo che trasmette e parla all’umano. In questo percorso, Malagigi fonde arte, design e attivismo ambientale, mostrando che esiste un’alternativa concreta all’autodistruzione.
Le sue sculture coinvolgono tutti gli attori della filiera produttiva – materiali, lavoratori, consumatori, esclusi – trasformando ogni progetto in un’opera collettiva, capace di superare l’individualismo autoriale tipico dell’arte europea
Un invito all’azione: 89 secondi per agire
La mostra è anche un invito a “fare qualcosa”, ad agire nei pochi secondi simbolici che ancora ci restano. Come il monumentale Pinocchio, anche noi siamo figli di una bugia: quella della crescita infinita in un pianeta finito. Ma possiamo ancora cambiare.
Con “Io mi rifiuto”, Malagigi ci chiede di uscire dai confini della passività, di rifiutare l’indifferenza, di riconnetterci con una forma di arte che si fa cura, custodia, responsabilità.

Notizie sulla mostra:
La mostra sarà accompagnata da conferenze e laboratori aperti al pubblico per un confronto aperto e una riflessione collettiva.
Inaugurazione: sabato 10 maggio 2025, ore 18:00
Officina Sieve, via del Molino 17 – San Francesco di Pelago (FI)
Ingresso libero
Introduce: il Sindaco di Pelago, Nicola Povoleri, e il Vice Sindaco di Pontassieve, Filippo Pratesi
I luoghi della mostra
- Officina Sieve, via del Molino 17, San Francesco di Pelago, Pelago,
Opere principali di Edoardo Malagigi
- Piazza Cairoli, Pontassieve
Capodoglio Giovanni, installazione monumentale sull’inquinamento marino - Piazza Verdi, San Francesco di Pelago, Pelago
Sfera di Tetrapak, metafora dell’eccesso di rifiuti - Palazzo Comunale, Pontassieve
Sala tematica dedicata all’estinzione, con videointervista tra l’artista e la Direttrice dell’Istituto Tethys, Sabina Airoldi.
In concomitanza alla mostra IO MI RIFIUTO si terranno vari incontri per seguire la programmazione consultare il sito della mostra: www.iomirifiuto2025.com






