Quest’anno la Casa Editrice Olschki celebra i 140 anni di attività. Un tempo lunghissimo che ha visto il mondo trasformarsi attraverso ben tre secoli. Due guerre mondiali, mutamenti profondi della cultura e delle tecnologie non hanno limitato il cammino di questa casa editrice il cui lavoro editoriale è restato fedele ad un principio semplice e radicale insieme: il libro come strumento di conoscenza, trasmissione e responsabilità civile.
Una storia editoriale che coincide, fin dalle origini, con una precisa idea di humanitas, e che verrà ricordata e valorizzata attraverso un anno di eventi, mostre e incontri con l’obiettivo di far dialogare la tradizione con le prospettive del presente e del futuro del libro.
La storia di Olschki comincia nel 1883, quando Leone Samuele Olschki, figlio di un tipografo ebreo della Prussia orientale, decide di trasferirsi in Italia. Appena ventiduenne, dotato di una vasta cultura umanistica e profondo conoscitore delle lingue antiche e moderne, Olschki arriva a Verona e trova lavoro presso la libreria antiquaria Münster. Qui mette a frutto la sua vocazione di bibliofilo, costruendo in pochi anni una straordinaria collezione di testi danteschi che già nel 1885 offre alle biblioteche americane.
Tre anni dopo nasce ufficialmente la libreria antiquaria editrice Olschki. L’attività è sostenuta dalla grande circolazione di libri provenienti dai fondi conventuali soppressi, a cui Leo accede grazie ai rapporti con il mondo ecclesiastico e alla sua perfetta conoscenza del latino. Nei primi quattro anni pubblica ventitré cataloghi di antiquariato; il terzo, interamente dedicato a Dante.
Nel 1889 fonda L’Alighieri, la sua prima rivista, primo atto editoriale di un lungo dialogo con il poeta che resterà una costante del catalogo Olschki.
Nel 1890 Leone Olschki capisce che Verona non gli consente di raggiungere quell’internazionalità a cui aspira e si trasferisce a Venezia. Qui, tra Riva del Vin e le Procuratie di Piazza San Marco, intensifica l’attività antiquaria, ma matura anche un rapporto profondo con la grande tradizione tipografica del Quattrocento.
Nel 1893 esce il primo libro con la nuova sigla, LSO, Figure dantesche di Giuseppe Crescimanno, primo tassello di un progetto editoriale che proseguirà nel tempo.
Nel 1987 Leone Olschki decide di trasferire l’attività a Firenze che era già il fulcro del grande collezionismo internazionale, e quindi il contesto ideale per saldare antiquariato, editoria e relazioni d’oltreoceano. La libreria ha la sua sede prima in lungarno Acciaioli e poi su lungarno Corsini; nel 1902 l’ex libris con il profilo di Dante e il motto nihil difficile volenti (nulla è impossibile se motivato) sancisce simbolicamente l’adozione di Firenze come patria elettiva.
In questi anni prendono forma i Monumenta Typographica, raccolta di incunaboli che segna una svolta fortunato nel percorso dell’editore. L’acquisto della collezione da parte del magnate americano Henry Walters, e il conseguente ingresso di quest’ultimo nel consiglio del Metropolitan Museum, aprono la strada al rapporto con Pierpont Morgan, uno dei più ricchi ed importanti uomini d’affari statunitensi della storia.
La visita del grande collezionista alla libreria fiorentina permette a Olschki di diventare interlocutore privilegiato del collezionismo internazionale affermandosi anche dal punto divista tipografico ed editoriale. Le nuove disponibilità e il prestigio conquistato oltre Atlantico si traducono in un radicamento sempre più forte nella vita culturale italiana
Nel 1909 Olschki fonda la tipografia Giuntina, con l’ambizione dichiarata di far rivivere una grande tradizione tipografica, e l’anno successivo inaugura la sede nel villino liberty di via Vanini, sulle rive del Mugnone, un luogo di lavoro ma anche spazio di incontri, conferenze per studiosi, collezionisti e scrittori.
In questo periodo nasce la collaborazione con Gabriele d’Annunzio, frequentatore della libreria fiorentina. Dal rapporto fra i due nasce la più alta impresa tipografica di Olschki: l’edizione monumentale della Divina Commedia, aperta dal proemio dannunziano e pubblicata nel 1911 come omaggio al cinquantenario dell’Unità d’Italia, sintesi esemplare di filologia, arte del libro e visione nazionale.
Con l’entrata in guerra dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale nel 2015, e l’ostilità verso i cittadini di origine tedesca, Leone Olschki a trasferirsi in Svizzera. A Ginevra fonda la SALSO (Société Anonyme Leo S. Olschki), attraverso la quale mantiene un legame editoriale costante con la sede fiorentina.
Il rientro in Italia dopo la guerra segna un cambiamento strutturale. Il mercato antiquario perde centralità e l’editoria diventa il cuore dell’impresa. Entrano in azienda i figli Cesare e Aldo: il primo legato all’antiquariato, il secondo destinato a imprimere una svolta organizzativa e manageriale alla casa editrice. Nascono le grandi collane che ancora oggi definiscono l’identità Olschki: la Biblioteca dell’Archivum Romanicum (1921), la Biblioteca di Bibliografia Italiana (1923) e numerose riviste – dal Giornale Dantesco all’Archivio Storico Italiano e La Bibliofilia – che costruiscono una rete fittissima di autori, studiosi e istituzioni.
Negli anni Trenta la produzione cresce e, nel 1936, vengono festeggiati i cinquant’anni di attività. Ma, a causa delle leggi razziali, nel 1938 l’azienda è costretta a censurare il proprio nome e il marchio storico e sopravvive solo sotto la sigla forzata di Bibliopolis. Leone Olschki si rifugia nuovamente a Ginevra, dove morirà in esilio nel 1940.
Nonostante la sua morte e la distruzione a causa della guerra del villino e di tutta l’attività editoriale, Aldo Olschki, figlio di Leo, decide di scegliere ancora Firenze per ricominciare. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, la decisione di separare l’antiquariato dall’editoria segna un nuovo inizio. In quegli anni, il catalogo si apre a nuovi settori culturali – musicologia, archeologia, etruscologia – e si arricchisce di riviste e collaborazioni prestigiose.
Con l’ingresso di Alessandro Olschki, terza generazione, la casa editrice diventa un interlocutore con le grandi istituzioni culturali italiane e internazionali. La crescita della Olschki prosegue costante, malgrado l’alluvione di Firenze del 1966 che distrugge gran parte del magazzino.
Dagli anni Settanta in poi, l’attività si consolida su larga scala: decine di nuovi titoli escono ogni anno. Nel 1974 con Daniele, e tre anni dopo con Costanza, entra la quarta generazione in azienda: mentre Daniele sarà deputato a seguire i rapporti con le istituzioni e la gestione della produzione, a Costanza – affiancata successivamente dalla figlia Serena – verrà attribuito il settore della promozione e della cura del catalogo storico.
Nel nuovo secolo, la digitalizzazione delle riviste e delle collane storiche affianca, ma non sostituisce il libro stampato, privilegiando la cura del prodotto ed esaltando la forma per renderne il contenuto immortale. La scommessa è vincente: le carte di qualità diventano un marchio riconoscibile, le tele e le sete fioriscono insieme alle nuove prospettive di ricerca.
Nel 2024 entra Gherardo Olschki, quinta generazione, destinato a proseguire la storia illustre della casa editrice. Nonostante la giovane età, a Gherardo ha già i suoi obiettivi da raggiungere: costituire un nuovo “osservatorio culturale”, un punto di riferimento e dialogo con i lettori, con gli altri editori, con la filiera e con le istituzioni culturali, a partire da quelle fiorentine, che oggi cercano una dimora per salvaguardare il proprio patrimonio o si interrogano sulle sfide cruciali che il libro si trova ad affrontare.
Il Comune di Firenze e la Regione Toscana celebrano, nell’anno del 140° anniversario della casa editrice Olschki, una storia che rappresenta una parte essenziale dell’identità culturale della città. Come sottolinea la sindaca Sara Funaro, i centoquarant’anni di Olschki non sono solo una ricorrenza simbolica, ma il segno di una continuità culturale capace di attraversare difficoltà e trasformazioni, mantenendo l’editoria come leva di crescita individuale e collettiva. Fondata da Leone Samuele Olschki, che scelse Firenze come luogo ideale per sviluppare la propria visione umanistica, la casa editrice ha contribuito in modo decisivo a rafforzare il ruolo della città come capitale internazionale degli studi umanistici.
L’assessore alla cultura Giovanni Bettarini evidenzia come la storia di Olschki si intrecci profondamente con quella di Firenze, grazie a una produzione editoriale fondata su qualità, rigore e visione, capace ancora oggi di parlare al presente e costruire futuro. Per il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, l’anniversario rappresenta una vera festa per la cultura toscana e internazionale e testimonia un’idea di editoria intesa come missione civile, resiliente alle ferite del Novecento e orientata alla custodia della bellezza.
Nel corso di un intero anno di eventi, la casa editrice – oggi guidata dalla quarta e quinta generazione della famiglia Olschki – racconterà la propria storia, la propria eredità e la propria missione, rinnovando il legame inscindibile con Firenze e con le istituzioni culturali del territorio, con l’obiettivo di guardare al futuro dell’editoria e del sapere attraverso il valore fondante del libro.
Per festeggiare questi 140 anni, con oltre 6.000 titoli pubblicati, sono previsti una serie di eventi a cominciare da due appuntamenti per la quinta edizione di Testo 2026: una mostra alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dal 26 febbraio al 14 marzo (con inaugurazione il 25 febbraio) e dal 27 febbraio all’1 marzo Olschki sarà presente alla stazione Leopolda e proporrà un evento intitolato “Nell’officina degli scrittori” che vedrà coinvolti Domenico Scarpa, Lucio Coco e Valerio Cappozzo. Dal 14 al 18 maggio parteciperà al Salone internazionale del libro di Torino.
Il culmine delle celebrazioni il 10 giugno a Palazzo Vecchio con una giornata di festeggiamenti insieme a tutti gli autori. A metà settembre poi la casa editrice aprirà Villa Doni, dimora cinquecentesca in viuzzo del Pozzetto diventata la sede storica.
A Pisa la Olschki parteciperà al Pisa Book festival (2-4 ottobre). Infine, in collaborazione con il Gabinetto Vieusseux, saranno organizzati una serie di eventi dedicati alla storia editoriale, alle scelte tipografiche e alla progettazione dei libri, rafforzando il legame tra tradizione, innovazione e responsabilità culturale che da sempre caratterizza la Casa Editrice Olschki.
Informazioni
Olschki
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