Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze riapre le porte della sua icona più celebre: la Sala della Chimera. L’opera simbolo dell’arte etrusca, la Chimera di Arezzo, torna a essere protagonista in uno spazio completamente rinnovato, pensato per esaltare il suo valore storico e artistico. Grazie a un intervento architettonico di grande impatto, realizzato dallo studio fiorentino Guicciardini & Magni insieme all’Ufficio tecnico e alle curatrici del Museo, la statua entra in dialogo con i visitatori attraverso un allestimento immersivo, teatrale e poetico.
La Chimera: icona della cultura etrusca
La Chimera di Arezzo è tra le opere più emblematiche della collezione medicea. Ritrovata il 15 novembre 1553 ad Arezzo, fu subito acquisita dal futuro Granduca di Toscana, Cosimo I de’ Medici, diventando un simbolo del prestigio e della collezione granducale. La scultura di bronzo, con il corpo triplice – testa di leone, corpo di capra e coda di serpente – rappresenta la potenza di tre creature in un unico essere, come descritto da Lucrezio e dal Pseudo-Apollodoro.
Oltre alla sua importanza artistica, la Chimera è un simbolo di unità culturale italiana, conservata nel primo museo archeologico nazionale aperto a Firenze quando la città era capitale del Regno d’Italia nel 1870.
Un allestimento immersivo e teatrale
La nuova Sala della Chimera trasforma la visita in un’esperienza personale e contemplativa. La statua domina il centro della sala, posizionata su un basamento monumentale realizzato da Goppion SpA, che ne amplifica la tensione plastica e narrativa. Attorno, quattro panche circolari invitano a osservare ogni dettaglio, mentre un tendaggio scenografico proietta l’ombra della Chimera, creando un’atmosfera solenne e meditativa.
L’intervento è stato progettato per eliminare le distrazioni e garantire una fruizione profonda e intima, restituendo la centralità alla scultura etrusca e alla sua storia millenaria.
Dialogo tra opere e contesto storico
Ad arricchire l’allestimento, una vetrina sospesa custodisce tre bronzi etruschi provenienti dallo stesso contesto della Chimera: un grifone, il dio Tinia (Giove) e un giovane offerente. Questi piccoli capolavori stabiliscono un dialogo silenzioso con la statua, raccontando la storia e la cultura etrusca in modo complesso e poetico.
Il percorso espositivo è accompagnato da un apparato illustrativo rinnovato, curato dallo studio di grafica Rovai-Weber, che introduce la nuova identità visiva del Museo. Tra le novità c’è anche Musetta, la mascotte dei Servizi Educativi, ideata dalla curatrice Claudia Noferi e realizzata dall’archeologa e artista Silvia Bolognesi, pensata per guidare i bambini alla scoperta delle meraviglie archeologiche di Firenze.
Un progetto condiviso e sostenuto
All’inaugurazione della Sala hanno partecipato figure chiave del mondo museale: il Direttore generale Musei, Massimo Osanna, il direttore del Museo, Daniele Federico Maras, l’architetto responsabile dei lavori Luca Gullì, il progettista Marco Magni, e le curatrici Barbara Arbeid e Claudia Noferi.
Il progetto, avviato sotto la direzione di Mario Iozzo e reso possibile dal generoso finanziamento dei coniugi statunitensi Laura e Jack Winchester, si inserisce in un più ampio percorso di rinnovamento del Museo, che mira a rivitalizzare la fruizione delle collezioni etrusche e a innovare i linguaggi della comunicazione museale.
Accessibilità e coinvolgimento del pubblico
La nuova Sala non è solo monumentale, ma anche pensata per garantire accessibilità e fruizione immersiva. L’allestimento consente a tutti i visitatori, adulti e bambini, di entrare in un rapporto diretto e personale con la Chimera, valorizzando i dettagli anatomici e il carattere mitico della scultura.
Come sottolinea Massimo Osanna, il progetto rappresenta “un passo fondamentale nel rinnovamento dei luoghi della cultura del Sistema Museale Nazionale, mettendo al centro la qualità dell’esperienza e l’accessibilità dei contenuti”.
Un percorso verso il futuro del Museo
La riapertura della Sala segna anche un momento storico per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, recentemente trasformato in istituto autonomo, guidato da Daniele Federico Maras. Il percorso di rinnovamento continuerà con la riapertura delle sale delle sculture etrusche, dove troveranno collocazione capolavori come l’Arringatore e la Testa Lorenzini, offrendo al pubblico un viaggio completo attraverso la storia e l’arte etrusca.
L’iniziativa onora inoltre la memoria dell’alluvione del 1966, che danneggiò parte delle collezioni, e prepara Firenze a celebrare il sessantesimo anniversario dell’evento nel novembre 2026.
Orari di visita e aperture straordinarie
Il Museo rimane aperto durante i lavori di rinnovamento, con orari dal lunedì al sabato, 8.30–14, e prolungamento fino alle 19 il martedì e giovedì. Sono previste anche aperture straordinarie dedicate alla Chimera: domenica 7 dicembre dalle 8.30 alle 14 e le serate di mercoledì 26 novembre e mercoledì 3 dicembre dalle 18 alle 22, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.
Un incontro unico con il mito
Il nuovo allestimento trasforma la Chimera in un’esperienza sensoriale e narrativa: un incontro tra arte, mito e storia che invita il visitatore a contemplare, ascoltare e lasciarsi sorprendere. Monumentale, poetica e immersiva, la Sala della Chimera rappresenta oggi la sintesi perfetta tra storia, conservazione e innovazione museale, offrendo a Firenze e ai suoi visitatori un’esperienza unica con uno dei capolavori più straordinari dell’arte etrusca.






