La testa di pietra della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze

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Nel cuore di Firenze, a pochi passi dal Duomo, si nasconde un mistero che da secoli incuriosisce residenti e turisti: la testa di pietra della Chiesa di Santa Maria Maggiore, conosciuta come “La Berta”. Questa strana figura sporge da una parte superiore del campanile, quasi a scrutare la città con occhi di pietra. Ma chi era La Berta e perché la sua testa è finita incastonata in questo luogo?

Origini e leggende

Una maledizione medievale Secondo la leggenda più diffusa, La Berta era una donna pietrificata il 16 settembre 1326, vittima di Cecco d’Ascoli, un astrologo condannato al rogo per eresia. Mentre veniva portato in processione, chiese acqua, ma Berta, affacciata alla finestra della chiesa, avvisò la folla di negargliela, temendo che potesse comunicare con il diavolo. Furioso, d’Ascoli la maledisse, condannandola all’immobilità. Un’altra teoria suggerisce che la testa sia un omaggio a un fruttivendolo che donò campane alla chiesa. Questo spiegherebbe la sua posizione sul campanile.

A chi appartiene il volto di donna marmoreo che sporge dalla facciata della Chiesa di Santa Maria Maggiore?

Alcuni storici ritengono che La Berta sia semplicemente la testa di una scultura romana, utilizzata come decorazione medievale. Questa spiegazione, sebbene plausibile, non ha impedito ai fiorentini di tramandare storie di magia nera e maledizioni.

I fiorentini la chiamano ‘La Berta’, ed è un volto di donna attorno al quale sono fiorite leggende perdurate nei secoli. Cosa ci fa lì, in quella facciata, apparentemente fuori contesto, così in alto? Potrebbe trattarsi della punizione soprannaturale inflitta ad una donna, narra la versione più leggendaria di questa storia. Per scoprirla dobbiamo tornare al 1327, anno in cui Cecco d’Ascoli, scienziato e umanista, fu condannato al rogo per le sue posizioni considerate eretiche dal tribunale dell’Inquisizione.

Un segreto nascosto

Nonostante le sue origini incerte, La Berta continua a essere un punto di interesse poco noto. La sua posizione discreta e il colore che si fonde con il campanile rendono difficile notarla, ma chi conosce la leggenda non può fare a meno di cercarla con lo sguardo.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore si trova a metà – circa – di Via de’ Cerretani, che collega la stazione di Santa Maria Novella al Duomo. È dunque chiaro che nei suoi dintorni le opere artistiche e architettoniche da ammirare non mancano, anzi. Il centro storico di Firenze è stato dichiarato Patrimonio Mondiale Unesco nel 1982, e tra palazzi storici, luoghi di culto, opere d’arte disseminate tra piazze, musei e logge è davvero difficile scegliere su cosa puntare avendo poco tempo a disposizione.

Duomo, Palazzo Vecchio e Uffizi valgono da soli la visita, e, per dirla tutta, anche un viaggio intercontinentale. Ma a Firenze c’è molto di più. Un modo interessante di percorrerla è, per esempio, tracciare un itinerario che ripercorra le orme dei suoi abitanti più illustri. 

Questo enigma, incastonato tra le pietre di Firenze, è un perfetto esempio di come miti e leggende possano arricchire la storia di una città, invitando residenti e visitatori a esplorare angoli meno noti alla ricerca di storie dimenticate.

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