L’arte che emoziona il mare: Susanna Larini e il lusso

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L’eleganza e l’arte su misura: Susanna Larini disegna i sogni “eleganti”della nautica di lusso.

Dalle radici viareggine ai superyacht internazionali: segreti, sostenibilità e design d’autore sotto il sole dell’estate. Il fascino del design nautico Made in Italy firmato La Mandragola design”

Quando l’estate entra nel vivo e la rotta del lusso punta verso le spiagge dorate della Versilia e del Mediterraneo, il mondo della nautica torna a far sognare. Ma cosa rende davvero unica un’imbarcazione di charme?

La risposta sta nella capacità di fondere la grande tradizione artigianale italiana con un design innovativo, sostenibile e profondamente legato al mare.

A raccontare questo universo affascinante è Susanna Larini viareggina DOC, eco-interior designer di fama internazionale e co-fondatrice dello studio “La Mandragola design” insieme a Diego Fiorini.

Cresciuta tra l’odore del salmastro e il rombo dei motori, Susanna rappresenta l’eccellenza del Made in Italy: una figura capace di coniugare il rigore tecnico delle sue radici con una spiccata sensibilità artistica, portando i suoi arredi a bordo delle imbarcazioni più prestigiose del mondo e facendosi apprezzare fino a New York e Parigi.

Susanna, nella sua famiglia si avverte una forte tradizione legata sia al mare che ai motori. Quanto ha influito questo background sulla sua formazione professionale?

«Moltissimo, è parte del mio DNA. Mio nonno lavorò come motorista di idrovolanti agli storici cantieri Picchiotti, poi fondò la prima concessionaria Alfa Romeo della Versilia. Mio padre, Flavio Larini, è stato pilota per l’Alfa Romeo insieme al fratello gemello. Il mare e la meccanica sono sempre stati punti fermi nella mia famiglia. Non a caso nel 1988 sono stata una delle prime donne a diplomarmi come costruttore navale all’Istituto Nautico. Successivamente, nel 1993, mi sono diplomata come progettista di interni all’Accademia di Architettura di Firenze. Anche se per un periodo mi sono dedicata alla famiglia e agli studi di Giurisprudenza dopo la nascita di mia figlia, la vena artistica e la passione nautica hanno prevalso, portandomi a riaprire quel cassetto dei sogni con un successo inaspettato».

Il suo stile negli interior degli yacht è molto distintivo. Qual è la filosofia che guida i suoi progetti di bordo?

«Per me uno yacht deve profumare di mare, non essere una semplice copia di una villa di lusso trasferita sull’acqua. Utilizzo molto il marmo — nel 2016 sono stata premiata a New York per una linea di accessori in marmo di Carrara a chilometro zero — e legni naturali, cercando di ricreare i colori e i profumi che percepisco durante le passeggiate in spiaggia. Con lo Studio La Mandragola lavoriamo come una vera sartoria: ogni elemento è realizzato su misura. Lavorare nella nautica impone una customizzazione di livello, resa possibile dal talento eccezionale dei nostri artigiani».

In un’epoca in cui la tutela dell’ambiente è fondamentale, come si declina l’ecosostenibilità nei suoi yacht di lusso?

«È una delle mie cifre stilistiche principali. Per me la sostenibilità non è una moda, ma un impegno concreto. Ogni complemento d’arredo nei miei progetti è pensato per non danneggiare l’ambiente. Per esempio, prediligo tessuti ricavati dal reciclo di bottiglie di plastica che al tatto sembrano cotoni. Collaboro con aziende specializzate e artigiani sensibili al tema, che realizzano opere straordinarie proprio riutilizzando le plastiche recuperate dal mare. Il lusso contemporaneo deve saper rispettare l’ecosistema che lo ospita».

Nel corso della sua carriera si sarà trovata di fronte alle richieste più svariate da parte degli armatori. Ce ne racconta qualcuna particolarmente bizzarra?

«In questo settore le richieste sono spesso molto particolari. Ricordo che un armatore mi chiese espressamente di realizzare rivestimenti in pelliccia di lupo. In quel caso, da coerente animalista, mi sono rifiutata fermamente e ho preferito perdere il lavoro pur di non venire meno ai miei principi».

Oltre alla nautica e ai progetti internazionali tra Parigi e New York, lei è presidente del nuovo Polo Club Forte dei Marmi. Come si collegano questi mondi?

«Cavalcavo fin da piccola, quindi il progetto del Polo Club mi ha entusiasmata subito. Con eventi come la Polo Cup arricchiamo la stagione estiva in Versilia, coinvolgendo personalità di spicco. Il mondo del polo e quello della nautica d’alto livello condividono lo stesso target raffinato: si creano sinergie e connessioni naturali tra gli amanti del bello, dello sport e delle imbarcazioni di lusso. È un altro modo per valorizzare il nostro splendido territorio».

In fondo, il vero lusso non è soltanto navigare verso un orizzonte lontano, ma farlo circondati da spazi capaci di raccontare chi siamo. È questa la forza del design di Susanna Larini: trasformare ogni yacht in un luogo dell’anima, dove la bellezza dialoga con il mare, la sostenibilità incontra l’eleganza e ogni dettaglio diventa memoria.

Perché le imbarcazioni più straordinarie non sono quelle che solcano semplicemente le onde, ma quelle che lasciano un’impronta nel cuore di chi le vive.

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