L’attesa per i funerali di Papa Francesco ha paralizzato Roma. Una folla silenziosa e commossa si prepara a dire addio al pontefice più amato degli ultimi decenni.

( Foro dal satellite)
San Pietro, il sigillo. La bara semplice.
Il cardinal Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, ha presieduto il rito della chiusura della bara del Romano Pontefice Francesco, secondo quanto previsto nell’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis. Nella bara del Papa è stato posta una borsa con le monete coniate in occasione del suo pontificato e un tubo metallico, il rogito, dove sono raccontati gli eventi più importanti del suo pontificato. Il volto del Papa è stato coperto con un velo.
Sabato i funerali, con i leader da tutto il mondo per le esequie, a partire dalle 10.



Un silenzio che parla più di mille parole
Roma si è svegliata in silenzio. Non quello vuoto, ma quello denso, carico, che si respira nelle grandi attese. La città eterna oggi si ferma per Papa Francesco. Da giorni migliaia di persone si sono messe in fila per un ultimo sguardo, un ultimo grazie. E oggi, il giorno del funerale, l’emozione è palpabile.
La Basilica di San Pietro illuminata dalle candele, dai volti, dalla fede.

Nella notte, fedeli da ogni parte del mondo si sono ritrovati davanti alla basilica. Alcuni hanno dormito in sacco a pelo, altri hanno pregato, altri ancora semplicemente aspettato in silenzio. Le campane non suonano ancora, ma ogni sguardo è rivolto a quel sagrato dove tra poco comparirà la bara di Francesco.
Un’attesa senza rancori, senza divisioni: solo riconoscenza.
In coda non si parla di politica, di potere, di Chiesa. Si parla di lui. Del Papa che ha abbracciato i carcerati, i malati, gli scartati. C’è chi racconta di averlo incontrato una volta per caso e di non averlo mai dimenticato.
C’è chi dice: “Io non sono religioso, ma lui mi ha fatto credere nella bontà”.
Il cielo su Roma è coperto, come lo sono gli occhi di tanti.

Un velo grigio stende Roma, come a custodirla. Il traffico è stato deviato, le scuole chiuse, le sirene spente. È un rispetto laico, collettivo. Papa Francesco non appartiene solo ai cattolici: appartiene a chiunque abbia visto in lui un esempio di umanità.
Alle 10 inizierà il rito, ma il cuore è già lì da ore
C’è chi stringe un rosario, chi tiene una foto, chi semplicemente guarda verso la basilica come se aspettasse un’ultima parola. E in un certo senso, l’attesa è già preghiera. È memoria viva. È dolore condiviso.

Oggi Roma non piange un uomo potente. Piange un uomo buono. E lo fa in silenzio, aspettando di dirgli addio come lui ha vissuto: con semplicità, ma con verità.

A Dio, Franciscus.





