Ci sono persone che sanno come fare per realizzare i propri sogni. Una di queste è Cesare Buonamici che ha dedicato la sua vita all’olio e ha costruito un frantoio in sintonia con il paesaggio che le colline di Fiesole donano ma anche con le sue idee su come si da vita ad un prodotto di eccellenza.
Le Donne del Vino e il Frantoio Buonamici

L’olio è il protagonista di questa sua visione, l’olio che oltre ad alimento salutare diventa, come il vino, momento di esperienza e convivialità. Il frantoio Buonamici ha accolto le Donne del Vino della Toscana insieme alla loro delegata Donatella Cinelli Colombini per una degustazione che è stata un momento ideale per parlare di oleoturismo, ma anche di scambio e confronto grazie alla presenza di alcune Donne del Vino della Sardegna.
Il nuovo frantoio Buonamici porta con sé l’esperienza dell’azienda agricola di famiglia e le idee innovative che il mercato di oggi necessita. Un esempio virtuoso di quando il nuovo si fonde con i vecchi modelli di lavoro, il tutto immerso in un paesaggio unico tra olivete, boschi e ville storiche in cui l’azienda si trova, Il distretto biologico di Fiesole, ed è capofila del Progetto Integrato di Filiera “L’Olio Biologico delle Colline di Fiesole” della regione Toscana.
La costruzione del frantoio si sviluppa all’interno della collina e la parte dedicata all’accoglienza che emerge, non toglie ma aggiunge: linee pulite rivestite di pietra perfettamente in linea con quella tipica fiesolana.
Niente pare lasciato al caso sia per quanto riguarda la frangitura che per l’accoglienza. Ogni particolare è curato con quella maestria che lega l’artigianalità all’innovazione. La struttura ricettiva permette di fare le più svariate esperienze che includono le degustazioni, organizzazione di cene e pranzi per molte persone ma anche dedicarsi al relax, alla meditazione e godere di massaggi all’olio.
Le Donne del vino che nelle loro aziende spesso producono anche olio, sono rimaste colpite dalla capacità del nuovo frantoio Buonamici. Con una superficie totale di 250 ettari e di 30.000 piante di olivo a coltivazione biologica l’azienda, grazie alla tecnologia innovativa del suo frantoio, produce olio di altissima qualità con una capacità di trasformazione di 5000 kg di olive all’ora.

Un frantoio che serve anche altri produttori, sempre accuratamente scelti, e che divide con macchinari specifici ogni linea dei processi del biologico e del non biologico.
Il rigore con cui ogni passaggio viene eseguito, dalla raccolta delle olive che vengono conferite entro poche ore, all’accurato controllo delle temperature durante tutto il processo estrattivo, l’assenza di impatto ossidativo, la filtrazione e il sistema di stoccaggio all’avanguardia fanno sì che l’olio prodotto da questo frantoio abbia altissimi livelli di sostanze salutari come i biofenoli, tocoferoli e Oleuropeina.
Le piante di olivo dell’Azienda Agricola Buonamici sono quelle tipiche del territorio Frantoio, Moraiolo, Leccino, Pendolino, Maurino e Leccio del Corno ma anche varietà come la pugliese Coratina, ma anche la laziale Itrana una pianta molto vigorosa e rustica.
La passione di Cesare Buonamici traspare da ogni sua parola e gli oli prodotti fanno un racconto eccellente del percorso che l’azienda ha percorso dal 1991.


Cesare Buonamici
Il nostro percorso gustativo è iniziato con il monocultivar della varietà Itrana, un olio delicato con note di carciofo, delicatamente piccante ed è proseguito con Il Salutaris Igt un prodotto ad alto contenuto di antiossidanti e vitamina E, un blend toscano con Moraiolo, Leccino e una piccola parte di Frantoio, delicato nei profumi, piccante con sentori erbacei importanti. A seguire un altro olio Salutaris fatto con olive raccolte premature, più verde, leggermente piccante con una nota di mandorla di sottofondo, ad altissimo contenuto di Omega 3 e Omega 6. Per finire il monocultivar Frantoio, fortemente toscano, con il suo sapore deciso, amaro e accattivante. Durante la cena altri oli hanno fatto la loro comparsa sulla tavola per accompagnare crostini con pasta di olive, salumi, panzanella croccante, formaggi e primi piatti in abbinamento con gli oli preferiti. Da segnalare ricotta fresca del pastore con l’olio al mandarino.
Il turismo dell’olio
Il turismo dell’olio sta crescendo. Ha registrato una crescita del 20% all’anno nell’ultimo triennio con la partecipazione alle degustazioni del 60% di italiani e 40% di turisti stranieri . Recenti report mostrano come ci sia una sempre maggiore richiesta di queste esperienze ed è interessante notare come si richieda alle aziende una differenziazione delle esperienze. Non basta quindi più la classica degustazione ma l’olio entra nell’immaginario come prodotto da conoscere e di cui fare esperienza.
Gli oleoturisti oggi desiderano entrare in azienda e conoscerne la storia, partecipare a qualche fase della produzione, assaggiare l’olio su prodotti tipici locali. Differenziazione quindi insieme a sostenibilità, e la possibilità di intereagire con figure professionali preparate.
Dati ISMEA del 2023 mostrano che è la Puglia la regione con una maggior quantità di aziende olivicole e frantoi (161.009 aziende e 785 frantoi). A seguire Sicilia (96.176 aziende e 669 frantoi) e Calabria (79.965 e 564). Quarto posto per la Campania per numero di aziende (51.600) e al quinto, dopo la Toscana, per numero di frantoi (339). Antichi frantoi, Museo dell’olio, esperienze di produzione, acquisto in azienda a prezzi vantaggiosi sono le richieste trasversali per fasce di età e mostrano come l’olio possa essere un settore economico importante su cui lavorare non solo in termini di vendite commerciali ma anche di cultura.





