Aperta nel maggio 2024, Luna Rossa segna un passaggio importante nel percorso della famiglia Simeoli, già presente a Pistoia con due locali dal carattere quotidiano e informale. Con questo progetto, la direzione cambia: più attenzione, più ricerca, più identità.
Un salto qualitativo netto, che mette al centro la materia prima e un servizio più consapevole.
Lo spazio – di proprietà della famiglia – è stato ripensato per accogliere un’idea precisa: portare in città una proposta autenticamente napoletana, in cui la pizza contemporanea diventa esperienza gastronomica completa. Ma non solo pizza, anche altre proposte di gusto e autenticità. possiamo dire: Napoli e il Sud a Pistoia.
Il progetto: impasti, tecnica e identità
Luna Rossa si costruisce attorno a un lavoro approfondito sugli impasti e sulle tecniche di cottura. Non una sola pizza, ma più linguaggi: padellino, pizza fritta rigenerata, stesura a ruota di carro. Un percorso che unisce tradizione e innovazione, senza forzature.
Il menu segue la stagionalità e si articola anche in due percorsi degustazione (4 e 5 portate), pensati per accompagnare il cliente in un viaggio coerente tra consistenze, sapori e tecniche.
La pizza è protagonista, ma dialoga con la cucina: topping studiati come veri piatti, equilibrio tra leggibilità e ricerca, una firma riconoscibile ma mai eccessiva.
La carta dei vini e delle birre artigianali viene aggiornata due volte l’anno e offre una selezione pensata per accompagnare anche la degustazione. Per chi lo desidera, è disponibile una formula di abbinamento al calice.
“Impasti d’amicizia”
In occasione della serata speciale a quattro mani, prende forma un percorso che racconta l’identità del progetto attraverso piatti che uniscono tradizione e ricerca, nelle mani di Rosario Simeoli e Antonio Buono.
Il menù si apre con “La tradizione non ha confini”, un’insolita frittatina di pasta con vongole del Mediterraneo, resa croccante da una pastella leggera e accompagnata da salsa di piennolo del Vesuvio DOP e gel al prezzemolo.
Segue “Origine”, un trancio di pala romana al grano arso con tartare di San Marzano DOP, colatura di alici, cappero soffiato e terra di olive caiazzane: un piatto che sintetizza territorio e tecnica.
Con “Sesamo e limone” si entra nel cuore della ricerca sugli impasti: padellino semintegrale a doppia cottura, ricotta di fuscella, zucchina fondente, crema di sesamo tostato e zest di limone, in un equilibrio raffinato tra grassezza e freschezza.
Il percorso continua con “Blu di carciofo”, dove la crema di carciofo romano incontra il blu di bufala e il prosciutto iberico Patanegra, creando un contrasto deciso ma armonico.
Poi “Doppia tradizione”, una sfogliatella napoletana reinterpretata in chiave salata, ripiena di stracotto pistoiese e servita con fonduta di pecorino romano DOP: un ponte diretto tra Campania e Toscana.
A chiudere, “Il segreto della suora polacca”, padellino dolce a doppia cottura con crema pasticcera agli agrumi e amarene sciroppate, omaggio al celebre dolce aversano.
Un percorso pensato non come semplice sequenza di portate, ma come racconto coerente di tecnica, territorio e identità.
Materie prime: filiera e selezione
Uno degli elementi più distintivi è la scelta degli ingredienti. Non casuale, ma costruita nel tempo:
- pomodoro Nolano
- latticini della Latteria Gargiulo
- pasta di Gragnano Gentile
- carni della Macelleria Lenzi, con allevamento diretto
Rosario Simeoli: la visione
Al centro del progetto c’è Rosario Simeoli, pizzaiolo classe 1977, originario di Torre del Greco. Il suo percorso è pratico, costruito sul campo, tra le aperture di famiglia e anni di lavoro diretto.
Nel 2015 l’esperienza in cucina amplia il suo approccio: la pizza resta il fulcro, ma si arricchisce di tecnica e sensibilità gastronomica.
Il risultato è una pizza contemporanea che resta leggibile: golosa, equilibrata, costruita su impasti diversi, capace di muoversi nel presente senza perdere il legame con Napoli.
La squadra: equilibrio tra sala e cucina
Accanto a Rosario Simeoli lavora una squadra giovane e ben organizzata. In sala, Mario Amore – napoletano, classe 1988, cresciuto in Toscana – coordina l’accoglienza e la gestione della cantina, supportato dal giovane Francesco Simeoli. La cucina è affidata a Marco Punzo, che guida una proposta essenziale composta da pochi piatti – tre primi, due secondi e una selezione di antipasti in dialogo con le pizze – pensata per completare l’esperienza senza appesantirla.
Un luogo pensato per vivere la pizza
Con 60 coperti interni e 30 nel dehors, Luna Rossa è aperta tutte le sere, con servizio anche a pranzo la domenica.
Non solo una pizzeria, ma un progetto gastronomico coerente, dove ogni elemento – dall’impasto al servizio – contribuisce a costruire un’identità precisa.















