Lux Lucis Forte dei Marmi: l’esperienza stellata tra cielo e mare firmata dallo chef Valentino 

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Ci sono luoghi che non si raccontano soltanto con le parole, ma si vivono con i sensi. Il ristorante Lux Lucis, una stella Michelin dal 2017, incastonato sul rooftop dell’Hotel Principe Forte dei Marmi, è uno di quei luoghi che sanno trasformare una cena in un viaggio poetico tra gusto, paesaggio e anima.

Foto 1 Sala e cucina scaled

Si raggiunge il ristorante salendo dall’elegante hall del cinque stelle lusso: un ascensore che pare un sipario che si apre, conducendo gli ospiti in un open space dove l’American Bar accoglie con luci soffuse e riflessi dorati. Proseguendo, il colpo d’occhio è folgorante: una cucina a vista in cui marmo e acciaio dialogano con armonia, simbolo di una filosofia che fonde rigore e creatività.

La sala si apre su grandi vetrate a tutta altezza: da un lato il mare che si perde all’orizzonte, dall’altro le Alpi Apuane che vegliano maestose. Il design è minimal ma accogliente, fatto di tonalità calde che si confondono con i colori della natura, quasi a voler sottolineare che qui non c’è un confine netto tra interno ed esterno, tra tavola e paesaggio.

Lo chef: la visione di Valentino Cassanelli

A orchestrare la cucina, lo chef Valentino Cassanelli, modenese classe 1984, anima e cuore pulsante del Lux Lucis. Cresciuto tra la tradizione emiliana e le suggestioni culinarie della nonna bolognese, Cassanelli ha trasformato il gioco infantile con la sfoglia e i tortellini in una missione di vita.
Dopo esperienze di altissimo livello in Europa – dalla Locanda Locatelli e il Nobu di Londra fino alla brigata di Carlo Cracco a Milano – ha scelto Forte dei Marmi come sua casa, guidando Lux Lucis dal 2012. In pochi anni ha conquistato la stella Michelin e riconoscimenti prestigiosi, come i 4 cappelli de L’Espresso, il premio “Pasta dell’anno” e il titolo di Miglior Luxury Rooftop Restaurant in Europa.

La sua filosofia si nutre di contaminazioni: la tradizione italiana e la memoria emiliana si intrecciano con tecniche moderne, suggestioni orientali, viaggi, incontri. Cassanelli non cerca la cucina perfetta, ma quella viva, capace di evolvere con la società, di stupire senza mai snaturarsi, di emozionare con un equilibrio delicato tra coraggio e armonia.

Il servizio: la maestria di Sokol Ndreko

In questo teatro sospeso tra cielo e mare, la sala è guidata da Sokol Ndreko, maître e sommelier di fama internazionale. Albanese di origine, italiano di adozione, è stato incoronato Miglior Sommelier d’Italia nel 2015 e successivamente nominato Miglior Maître dell’Anno dalla Guida de L’Espresso nel 2017. La sua carriera è un susseguirsi di esperienze che lo hanno portato a perfezionare l’arte dell’accoglienza: non un semplice servizio, ma un abbraccio elegante e naturale.
Sokol ha la rara capacità di leggere l’ospite con uno sguardo, di comprendere il ritmo della serata e di renderlo fluido, intimo, impeccabile. La sua carta dei vini è un universo da esplorare: oltre 1.000 etichette che spaziano dalle grandi maisons di Champagne alle eccellenze italiane più ricercate, con particolare attenzione ai piccoli vignaioli che raccontano storie autentiche.

I piatti: emozioni da degustare

La proposta dello chef si articola in 3 menù degustazione, di cui uno vegetale, tutti con possibilità di wine pairing, oltre alla possibilità di scelta à la carte. Ogni portata va a comporre il puzzle dell’anima dello chef e quindi del Lux Lucis con piatti che sono racconti sensoriali. Non ci vogliamo soffermare sui piatti del nuovo menù ma andare a ricordare i piatti che hanno fatto la storia del ristorante in questi anni e che ci hanno maggiormente colpito.

  • Il Pomodoro come un Bloody Mary: un vero e proprio must tra gli amuse bouche dello chef. Assieme alla panzanella liquida costituisce un vero pilastro tra le sfiziosità omaggiate dallo chef prima dell’inizio della degustazione. Carnoso, fresco ed estremamente bilanciato in dolcezza ed acidità, con la sua dote di pulisci-palato, è il perfetto boccone finale del saluto della cucina prima d’iniziare ogni degustazione. Guai mancasse!
  • Ostrica alla cacciatora: un abbinamento ardito che diventa poesia. La sapidità dell’ostrica della Bretagna incontra la toscanità del condimento alla cacciatora – solitamente utilizzato con pollo e coniglio – creando un connubio di forte impatto gustativo. A bilanciare il tutto è il sapiente dosaggio degli elementi che compongono il condimento della cacciatora, ovvero l’aceto di vino bianco, il vino bianco secco, l’aglio. A spingere forte sul pedale dell’aromaticità sono indubbiamente le note del rosmarino. Gustosa e carnosa, lascia spazio anche ad una golosissima scarpetta.
  • Risotto Tom Yum, ricci di mare e tartufo nero pregiato: bello da vedere, buonissimo da mangiare. Per chi non lo sapesse, il Tom Yum è una zuppetta thailandese dal sapore agro-piccante ed aromatico. La sua base brodosa è cucinata con citronella, galanga, foglie di lime kaffir e peperoncini e generalmente si serve con i crostacei o con il pesce. Il piatto spicca per la perfetta cottura del risotto e la sua temperatura di servizio. Ottimamente mantecato. I ricci di mare danno la sensazione di avere il mare in bocca ad ogni morso. La cosa particolare è che il tartufo pregiato nero non si perde nel piatto, nessun ingrediente ne sovrasta il sapore né il profumo. Tutti e tre gli ingredienti convivono in perfetta armonia dando vita ad un piatto che mangeremmo all’infinito per il piacere estremo del nostro palato.
  • Branzino d’amo, sedano, farro ed umeboshi: L’umeboshi è un condimento giapponese dal sapore salato ed acidulo. Proviene dall’essiccazione delle prugne giapponesi, simili ad un’albicocca, tramite un processo di macerazione in sale e fermentazione con foglie di shiso rosso. Ottima la cottura del branzino. La pelle arrostita del branzino ed il sedano, danno un tocco importante di croccantezza al piatto, altrimenti troppo morbito. Delicato, raffinato ed al contempo molto gustoso.Ogni portata è pensata come un frammento di memoria, un’eco di viaggi e ricordi che lo chef restituisce in forma liquida, solida, aerea.

Un’esperienza che rimane

Il Lux Lucis non è solo un ristorante, è una promessa di emozione. È il luogo in cui il mare e le montagne diventano parte integrante della cucina, dove il vino non accompagna semplicemente ma amplifica, e dove il servizio si fa presenza elegante e mai invadente. Un’esperienza che resta impressa non solo per la tecnica impeccabile dello chef, ma per la sua capacità di toccare corde intime gustative di ogni ospite. Quello che fa di una cena un ricordo indelebile.

 

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