Dopo oltre trent’anni dedicati ai grandi vini rossi piemontesi e una breve esperienza negli anni ’90 con un bianco da vitigno internazionale, Marchesi Alfieri inaugura un nuovo capitolo della propria storia: il ritorno alla produzione di un vino bianco. Lo fa scegliendo uno dei vitigni più identitari e affascinanti del Piemonte, il Timorasso, con il lancio del Derthona Colli Tortonesi DOC Timorasso 2023.
Un progetto che segna una svolta significativa per la storica tenuta e che nasce da una visione precisa: ampliare la gamma senza snaturare l’identità, restando fedeli a una filosofia produttiva che dal 1696 interpreta il territorio piemontese con rigore, passione e senso del tempo.
Una scelta di identità
«Volevamo un bianco che fosse autenticamente piemontese, con carattere e capacità di evolvere negli anni», racconta Mario Olivero, enologo e direttore tecnico di Marchesi Alfieri dal 1999. «Il Timorasso ci ha sempre incuriosito: è un vitigno strutturato, con una freschezza importante e una complessità che si esprime pienamente con il tempo. In questo senso, parla la nostra stessa lingua».
La scelta del Timorasso non è casuale. Vitigno storico, quasi scomparso nel Novecento per via delle basse rese e delle difficoltà agronomiche, ha conosciuto una rinascita a partire dagli anni ’80, imponendosi oggi come uno dei bianchi italiani con il maggiore potenziale di longevità.
Monleale: il vigneto e il terroir
Per dare forma al proprio Derthona, Marchesi Alfieri ha individuato nel comune di Monleale, cuore della denominazione Colli Tortonesi, il contesto ideale. Qui, sei ettari di vigneto esposti a est, a circa 400 metri di altitudine, beneficiano di un equilibrio naturale tra luce, ventilazione e temperature, con una pendenza che garantisce maturazioni lente e regolari, evitando gli eccessi di calore estivo.
«La decisione finale è stata della famiglia», spiega Giovanna San Martino di San Germano, alla guida dell’azienda insieme alle sorelle Emanuela e Antonella e alle nuove generazioni. «Abbiamo scelto di investire in un territorio di confine, dove Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna si incontrano. Un paesaggio storicamente vocato alla policoltura, in cui boschi e vigneti convivono in equilibrio da secoli. Qui la sostenibilità è una pratica quotidiana, non un concetto astratto».
Un approccio che riflette pienamente la filosofia di Marchesi Alfieri, da sempre impegnata a coniugare memoria del territorio e visione contemporanea.
Vinificazione e stile
Il Derthona Marchesi Alfieri nasce da una vinificazione attenta e rispettosa della materia prima. Le uve vengono pressate intere, senza diraspatura, per preservarne l’integrità aromatica. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata di 18 °C, seguita da un lungo affinamento sulle fecce fini, che conferisce al vino profondità, struttura ed eleganza.
Nel calice si esprime con un profilo complesso e raffinato: note di mela e agrumi aprono il bouquet, seguite da sentori di frutta tropicale fresca e fiori gialli. Con l’evoluzione emergono affascinanti accenni di idrocarburo e pietra focaia. Al palato è pieno, sapido, sostenuto da una freschezza vibrante e da una lunga persistenza.
L’annata 2023: un debutto promettente
La prima annata, la 2023, sarà disponibile da gennaio 2026 e ha già mostrato una notevole capacità evolutiva.
«Il valore di un grande vino sta anche nella sorpresa che sa regalare nel tempo», sottolinea Olivero. «La 2023 è già espressiva, ma lascia intuire un percorso di crescita molto interessante».
Pensato come vino da abbinamento gastronomico, il Derthona Marchesi Alfieri si presta anche a piatti complessi, mantenendo sempre un carattere deciso e una forte riconoscibilità territoriale.
Un ponte verso il futuro
Anche l’etichetta racconta il legame con il territorio: il colore blu carta da zucchero richiama le marne tipiche del Tortonese, suoli d’elezione per il Timorasso. Il nome resta essenziale, Derthona, antico toponimo di Tortona, omaggio alla storia millenaria di questi luoghi.
«Questo vino rappresenta per noi un consolidamento del brand e un ponte verso nuove generazioni di consumatori», afferma Christian Carlevero, enologo in azienda dal 2007. «È una sfida entusiasmante e un banco di prova importante per una realtà che vuole continuare a stimolare curiosità e interesse».
Il Derthona Marchesi Alfieri sarà disponibile in cantina e nel canale Ho.Re.Ca.







