Alphonse Mucha, il più grande artista decorativo del mondo, esponente di primo piano dell’Art Nouveau e nome di spicco della Parigi della Belle Epoque, è considerato il rivoluzionario dell’immaginario visivo. Sviluppa uno stile liberty, moderno e pieno di simboli, ispirato agli ideali classici di bellezza e natura: su fiori, gioielli e opere d’arredo i colori pastello e le linee sinuose rendono la sua arte innovativa e per il popolo.
150 di queste sono in esposizione, a Palazzo Bonaparte dall’8 ottobre all’8 marzo, suddivise in 7 sezioni predisposte su 2 piani e impreziosite da un’ospite d’eccezione: la Venere di Botticelli, la grazia femminile per eccellenza.
E’ centrale il ruolo che le donne avevano nella sua visione della società, tant’è che fu una donna a determinare il successo, Sara Bernhardt, “la divina”: una delle migliori medee della storia del teatro, sua musa ispiratrice. Il fortunato sodalizio durò sei anni, tra manifesti, gioielli e scenografie, portò Mucha al successo.
Le stelle, ad esempio, sono uno dei simboli più utilizzati dall’artista. A queste si aggiungono simboli mistici, religiosi e massonici. Le stagioni, le ore sono gli altri temi principali.
Mucha, prima di altri e prima del tempo, emancipa le donne dal classico ruolo di procreatrici, rendendole femme fatale, non più dee da idolatrare ma icone di talento, attive socialmente e culturalmente. Sono le pose, i gesti e una fisicità minuta ed elegante a renderle agli occhi degli altri idoli sofisticati e sfuggenti.
Il ‘900 è il periodo dell’affermazione per Alphonse Mucha. I viaggi oltreoceano, come quello in America, ad esempio è l’occasione che porta l’artista a conoscere il suo finanziatore, oltre che constatare che la sua arte era ovunque. Nel 1910 torna in patria chiudendo un cerchio artistico e professionale. Finalmente è il momento di servire la sua patria.
La Mucha Foundation, fondata dal nipote Jhon Mucha, si impegna a diffondere l’arte del suo mentore e lo fa organizzando oltre 120 mostre con l’obiettivo di far conoscere le intuizioni, gli ideali quantomai contemporanei e l’estro decorativo dell’artista ceco.
Con la mostra “Un trionfo di bellezza e seduzione”, a Roma, la più completa mai realizzata in Italia si riesce ad apprezzare pienamente il senso di bellezza e seduzione del maestro dell’Art Nouveau. Dopo tutto il successo ottenuto, Mucha visse un periodo di dimenticanza subito dopo la morte, ma subito dopo il secondo conflitto mondiale, dagli anni ’60 del secolo scorso, è tornato in auge e non è mai più stato trascurato.
Grazie alle opere Les Amants, Gismonda arriva tutta l’energia delle sue rappresentazioni e le caratteristiche del tempo in cui è vissuto. E’ così che l’ottimismo e la voglia di rinascita della Belle Epoque arrivano ai visitatori delle sue mostre.















