Il Museo Stibbert ha svelato uno dei suoi luoghi più segreti e affascinanti: la Biblioteca restaurata, ora finalmente accolta negli ambienti delle antiche Scuderie, completamente recuperate e restituite a una nuova destinazione culturale. È un momento che segna una svolta nella storia del museo di Montughi, riportando alla luce l’anima intellettuale e cosmopolita del suo fondatore, Frederick Stibbert, e riaprendo un dialogo tra memoria e futuro.
Dove ritorna la storia: la Biblioteca nelle Scuderie
Per la prima volta dopo decenni, la Biblioteca trova una collocazione capace di raccontarla. Le due grandi sale al piano terreno delle Scuderie donano ai volumi lo spazio e la dignità che meritano. Qui, tra luce misurata, arredi restaurati e pareti che parlano di un passato equino, i libri possono respirare, vivere, essere consultati.
Durante la vita di Stibbert, i suoi libri viaggiavano da una stanza all’altra della villa di Montughi: occupavano la Sala della Libreria, il Salotto Rosso, alcuni ambienti vicini, persino la casa di città di via Santa Reparata. Alla sua morte, vennero riuniti e ordinati da Alfredo Lensi, che nel suo inventario contò oltre 2700 opere.
Da allora la Biblioteca ha continuato a spostarsi, adattandosi alle esigenze del museo e alle condizioni degli edifici.
Oggi, nelle Scuderie restaurate, la Biblioteca ritrova un centro. E una voce.
Il cuore della collezione: la mente di Frederick Stibbert tra ricerca e curiosità
Aprire gli armadi della nuova Biblioteca significa entrare nella mente di un uomo che seppe guardare al mondo con stupore metodico. Il fondo storico, che racchiude i libri appartenuti a Stibbert, è un diario intellettuale fatto di ricerche, passioni e intuizioni.
Il suo interesse principale – la storia del costume civile e militare – guida la struttura della Libreria, fatta di opere specialistiche, manuali tecnici, atlanti, raccolte iconografiche e pubblicazioni rare.
Ma tra i volumi emergono anche tracce di vita quotidiana: romanzi storici, narrativa europea, e libri destinati probabilmente alle signore della casa, come i romanzi d’appendice francesi. È la libreria di un gentiluomo, colto ma non rigido, curioso e perfettamente inserito nella sensibilità cosmopolita del suo tempo.
Il tesoro assoluto della Biblioteca è la monumentale raccolta di Richard Bull, sette volumi in folio contenenti quasi 3000 stampe e oltre 600 disegni dedicati ai costumi del mondo. Stibbert li acquistò nel 1885, intuendone il valore documentario straordinario.
Oggi, questo insieme unico torna visibile nella sua nuova collocazione.
Le Scuderie rinascono: un restauro che restituisce identità
La rinascita della Biblioteca è parte di un progetto più grande: il recupero dell’edificio delle Scuderie. Qui, dove un tempo vivevano i cavalli della famiglia Stibbert, dove odori, rumori e movimento riempivano gli spazi, si aprono oggi ambienti restaurati con cura, pensati per accogliere uffici, collezioni e ora una biblioteca.
Dal 2019 il Comune di Firenze ha investito oltre 650.000 euro per il recupero strutturale e impiantistico dell’immobile. Gli interventi hanno riportato sicurezza, stabilità e funzionalità agli spazi, dotandoli di sistemi moderni di aerazione, climatizzazione e sicurezza, essenziali per la conservazione libraria.
La progettazione è stata seguita dal Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio, un team che ha lavorato con finezza e attenzione per preservare la natura dell’edificio senza snaturarne la storia. Nel 2023 gli uffici della Direzione hanno già trovato qui una nuova sede; ora le Scuderie completano la loro trasformazione.
Il contributo di Fondazione CR Firenze: sostenere la cultura come visione condivisa
Un ruolo fondamentale nel progetto è stato svolto da Fondazione CR Firenze, da oltre vent’anni al fianco del Museo Stibbert. Con un contributo di 150.000 euro destinato al restauro degli arredi storici, alla conservazione dei volumi e alla realizzazione degli impianti, la Fondazione ha reso possibile un intervento che non ha solo preservato la memoria, ma l’ha resa nuovamente accessibile.
Come ricorda la Vice Presidente Maria Oliva Scaramuzzi, la collaborazione con il museo nasce da un patto culturale che guarda al futuro: valorizzare il patrimonio Stibbert significa “ridare voce a una visione colta, curiosa e profondamente europea”. Una visione che oggi torna a parlare attraverso i suoi libri.
Un nuovo spazio per Firenze: tra ricerca, incontri e comunità
La Biblioteca restaurata non sarà un luogo silenzioso e chiuso, ma uno spazio di incontro. Le due sale delle Scuderie, attrezzate e accessibili, diventeranno un centro culturale dedicato a presentazioni, conferenze, attività scientifiche ed eventi aperti alla città.
È una trasformazione che colloca il Museo Stibbert al centro del tessuto culturale contemporaneo, non solo custode di una collezione preziosa, ma promotore attivo di ricerca, dialogo e divulgazione.
Un nuovo inizio per un’eredità preziosa
La riapertura della Biblioteca del Museo Stibbert è un atto di restituzione. Restituisce alla città un patrimonio unico, restituisce al museo un cuore intellettuale, restituisce alla visione di Stibbert il ruolo che merita.
Tra scaffali ottocenteschi, volumi rari, documenti introvabili e ambienti riportati alla loro bellezza, questa Biblioteca non è più solo un luogo di studio: è un luogo di ispirazione. Un invito ad attraversare la storia con uno sguardo contemporaneo, a lasciarsi sorprendere, a continuare a cercare.
Una storia che rinasce. E che oggi ricomincia davvero.







