Washington, un’atmosfera speciale quest’anno al gala del National Italian American Foundation, (NIAF) la grande organizzazione che da quasi cinquant’anni rappresenta il cuore e la voce della comunità italo-americana.
Tra le luci, gli abbracci e i ricordi, si è percepita una forte consapevolezza: quella tra Italia e Stati Uniti. Non è solo un legame di storia, ma un legame vivo, che continua a crescere con ogni nuova generazione.
Durante la sua visita ufficiale a Washington, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati italiana, ha voluto essere presente per portare il suo intervento. Ha definito il NIAF “una piattaforma fondamentale perché unisce storia e visione per il futuro”.
Una frase semplice, ma che racchiude il senso profondo di tutto ciò che la comunità italo-americana rappresenta: una memoria che guarda avanti, una tradizione che continua a costruire ponti.
Negli anni, NIAF è diventata qualcosa di più di un’associazione: è un simbolo di identità, di orgoglio e di legame. È il luogo dove l’Italia e l’America si incontrano non solo per ricordare le radici, ma per rinnovarle, con la stessa energia di chi sa di appartenere a due mondi che si completano a vicenda.
La National Italian American Foundation (NIAF) è un’organizzazione nazionale con sede a Washington, DC, ed è la più grande e fedele rappresentante degli oltre 20 milioni di cittadini italoamericani residenti negli Stati Uniti. La NIAF è stata fondata nel 1975 ed è un’organizzazione no-profit 501(c)(3) senza affiliazioni politiche.
I due scopi principali della NIAF sono incoraggiare gli italoamericani a continuare a mantenere vivo e presente il loro ricco patrimonio culturale e le loro tradizioni, e garantire che l’intera comunità non dimentichi mai il grande contributo che gli italiani hanno dato alla storia e al progresso degli Stati Uniti. A tal fine, la Fondazione collabora attivamente con il Congresso degli Stati Uniti e la Casa Bianca su tutte le principali questioni che riguardano gli italoamericani.
Le parole di Mulè sono risuonate come un riconoscimento sincero: l’Italia guarda alla sua comunità d’oltreoceano con gratitudine, sapendo che, in un tempo di cambiamenti rapidi, gli italo-americani restano testimoni viventi di una cultura che non si è mai spenta.
E mentre a Washington si spegnevano le luci del gala, tra brindisi e sorrisi, si respirava la certezza che la storia continua.
Perché tra Roma e Washington, tra chi è partito e chi è rimasto, c’è ancora e ci sarà sempre: un ponte fatto di orgoglio, memoria e futuro.







