…ma cosa si fa davvero a Pasqua a New York?
Me lo chiedono sempre: “Ma a New York cosa si fa a Pasqua?” E ogni volta mi viene da sorridere, perché la verità è questa che è una domanda molto più complicata di quanto sembri. Perché se ci si riferisce all’Italia, la risposta è pronta: si mangia con i parenti, si fa l’agnello al forno, si va a pranzo da mamma, si esce con gli amici, c’è chi parte per una gita fuori porta… insomma: Pasqua con i tuoi, Pasquetta con chi vuoi.
Ma qui a New York? Qui è tutta un’altra storia.
La verità è che a New York le tradizioni pasquali non sono così radicate. Nessuno ti chiederà con chi passi la Pasquetta, né vedrai famiglie italiane attorno a una tavolata con pastiera e casatiello. Ma la città, come sempre, trova il suo modo per celebrare.
E lo fa a modo suo: colorata, un po’ matta, molto creativa.

Tra le cose che amo di più in questo periodo c’è la mitica Easter Bonnet Parade, ovvero la parata dei cappelli pazzi sulla Fifth Avenue, proprio davanti a St. Patrick’s Cathedral. Io partecipo ogni anno, e la cosa che mi diverte di più è fotografare i cappelli più stravaganti che riesco a trovare. C’è di tutto: conigli giganti, uova glitterate, fiori finti, trenini, carote, torte intere, cagnolini travestiti da principesse… è una gioia per gli occhi!
La parata inizia intorno alle 10 del mattino e dura due o tre ore. La zona è perfetta: la Fifth Avenue viene completamente chiusa al traffico tra la 49th e la 57th Street, e c’è tutto lo spazio per camminare con calma, ammirare gli outfit più assurdi e farsi una colazione tranquilla prima di tuffarsi nella folla.

Quest’anno aprile è un po’ piovoso, quindi forse la Pasqua verrà rovinata dalla pioggia, ma lo scorso anno ricordo una bellissima giornata. Dopo la parata, sono andata a mangiare un panino seduta su una roccia a Central Park, che è proprio lì dietro. Era tutto fiorito, la gente faceva picnic e c’era un’atmosfera serena che mi è rimasta dentro.
Un’altra esperienza che molti turisti mi chiedono di vivere è la Messa Gospel.
Le celebrazioni di Pasqua sono particolarmente emozionanti, con cori travolgenti e un’energia che ti entra dentro. Ma va detto: è un’esperienza intensa anche solo per la folla! Si riempie tutto in fretta e trovare posto può essere una vera impresa, quindi, se volete andarci, andate molto presto o armatevi di pazienza. Poi ci sono le cacce alle uova di Pasqua, pensate soprattutto per i più piccoli. Musei come il Children’s Museum o il Queens County Farm Museum organizzano eventi con giochi, laboratori e cioccolato a volontà. Se siete con bambini, meritano davvero.
Ma, non dimentichiamo, che New York è famosa per i suoi eventi di ogni tipo e anche i supermercati come CVS e Target diventano più colorati, pieni di uova, marshmallow a forma di pulcino, coniglietti e cestini pastello. L’atmosfera è quella: dolce, zuccherosa, un po’ commerciale, ma comunque divertente.
Quest’anno, poi, complice un calendario molto favorevole con Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e 1° maggio tutti vicini, tantissimi italiani hanno approfittato per venire a New York in vacanza. E si sente: in giro per la città si sentono tantissimi “ciao”, “scusa, sai dov’è il MoMA?”, “ci facciamo una foto qui?”.
La verità è che Pasqua a New York non ha il calore delle nostre tradizioni, ma ha il fascino di una città che trova sempre un modo per stupire. E anche se, secondo me, le uniche due feste in cui la città si veste davvero a festa sono Halloween e Natale, non Pasqua che riesce, comunque, a colorare le vetrine, a riempire le strade di sorrisi, e a farti venire voglia di indossare qualcosa di rosa confetto.
Ecco, Pasqua a New York è diversa, non ci sono tavolate né colombe, ma ha comunque un fascino tutto suo. È una festa che non ha bisogno di essere profonda per essere vissuta.
Ti basta un cappello con un’ananas sopra, un panino a Central Park e una città che, anche sotto la pioggia, continua a sorriderti.
E come non essere felici?




