Piacenza, insegnanti a lezione di digitale: ETN School al Raineri Marcora

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 «Non siamo nativi digitali. Cerchiamo di stare al passo con gli studenti, provando a inseguirli». Le parole di una docente del campus agroalimentare Raineri Marcora, che unisce indirizzi agrari e alberghieri, fotografano bene lo spirito con cui il corpo insegnante ha deciso di affrontare il nuovo anno: mettersi in gioco, senza timori, nel linguaggio delle nuove generazioni.

La storia del Raineri–Marcora di Piacenza

L’Istituto Tecnico Agrario di Piacenza apre le sue porte nel 1947 e conquista l’autonomia poco più di dieci anni dopo, nel 1958. Nel 1966 trova la sua casa definitiva in via Agazzana: una sede moderna per l’epoca, con laboratori di chimica, fisica, scienze e agronomia, pensata per rispondere alle trasformazioni del mondo agricolo degli anni Sessanta. L’istituto viene intitolato a Giovanni Raineri, professore, politico e ministro dell’Agricoltura, figura di rilievo che promosse riforme fondamentali come la legge forestale e il rinnovamento dell’insegnamento agrario.

Nel 1997 la scuola si unisce all’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente, fondato nel 1970 e dedicato a Giovanni Marcora, anch’egli ministro. Nasce così il campus agroalimentare Raineri–Marcora, con una struttura articolata su più sedi: Piacenza, Cortemaggiore, dove si formano operatori agro-industriali specializzati in lavorazione delle carni e panificazione, e Castel San Giovanni, che ospita una cantina sperimentale capace di produrre vini Doc dei colli piacentini, spumanti metodo classico e passiti. Qui, dal 2022, funziona anche un frantoio oleario, frutto della collaborazione con l’associazione degli olivicoltori della Val Tidone.

L’istituto ha sperimentato percorsi formativi unici: nel 1996 avvia corsi per operatore agricolo all’interno della Casa Circondariale di Piacenza, offrendo opportunità di studio anche ai detenuti, pur con tempi e modalità adattate alla loro condizione.

Nel 2003, accanto alla tradizione agraria, si apre un nuovo capitolo con l’attivazione dell’indirizzo enogastronomico, che ha richiesto un adeguamento continuo delle strutture e del personale per rispondere alle esigenze del mondo della ristorazione e del turismo.

A partire dal 2010, il Raineri–Marcora si afferma come scuola di riferimento per la filiera agroalimentare piacentina, grazie anche a un comitato tecnico-scientifico che rafforza i legami con il territorio e il mondo del lavoro. In parallelo, la scuola avvia una progressiva digitalizzazione: registro elettronico, rete wi-fi in tutte le aule, dotazioni informatiche avanzate e laboratori innovativi che spaziano dalla fotogrammetria con droni alla robotica applicata alla zootecnia.

Negli ultimi anni l’attenzione si è spostata anche verso le nuove frontiere della sostenibilità. Nel 2023 è stata inaugurata una serra idroponica verticale finanziata con i fondi PNRR Green, mentre i laboratori di sala e ricevimento sono stati rinnovati con dispositivi multimediali e nuove reception, segnando un ulteriore passo avanti verso una didattica che unisce tradizione e innovazione.

Oggi il Raineri–Marcora non è solo una scuola, ma un vero campus agroalimentare: un luogo in cui la storia agricola del territorio incontra le tecnologie più avanzate, formando tecnici, operatori e professionisti capaci di affrontare le sfide del futuro.

Quest’anno l’avvio delle lezioni è stato tutt’altro che ordinario. Accanto a registri, riunioni e programmazioni, i docenti hanno partecipato a un laboratorio di comunicazione multimediale promosso dal progetto Futura PNRR.

Podcast, giornalismo digitale, social network e strumenti creativi come Canva sono stati al centro di giornate di formazione, organizzate da ETN School, Ente di formazione scolastica, che hanno trasformato l’aula in uno spazio di sperimentazione. La sorpresa è stata doppia: da un lato l’entusiasmo per strumenti spesso considerati esclusivi degli studenti, dall’altro la scoperta che il digitale non rappresenta più un “altrove”, ma un terreno di incontro. Un ponte tra mondi che sembrano lontani, ma che possono dialogare.

«Questa esperienza mi insegna a calarmi nei panni dei ragazzi», racconta Sonia Castellani. «Rispetto alla mia generazione sono più rapidi e ricettivi nell’uso delle tecnologie. Il corso mi ha aiutata a colmare un divario che sentivo crescere sempre di più».

Accanto all’entusiasmo non manca lo sguardo critico. «L’era tecnologica è adesso», riflette Paola Malvicini. «È un linguaggio importante, ma non deve diventare invasivo. La tecnologia va conosciuta e utilizzata come strumento, non come fine».

Un equilibrio tra curiosità e consapevolezza: è questo il filo conduttore che guida il percorso del Raineri Marcora. Perché, al di là di un nuovo social o di un’app appena imparata, resta la voglia di parlare la stessa lingua degli studenti senza rinunciare alla propria voce.

Così, a Piacenza, l’anno scolastico non si è semplicemente aperto: è partito con una sfida. E con la certezza che anche gli insegnanti, oggi, possono essere esploratori digitali insieme ai loro ragazzi.

I docenti hanno realizzato alcuni podcast, tra cui un messaggio corale di inizio d’anno per gli studenti

https://soundcloud.com/campus-raineri-marcora/messaggio-di-inizio-anno-agli-studenti-as-20252026?si=be63a6ac85814f349b6d609f289d2781&utm_source=clipboard&utm_medium=text&utm_campaign=social_sharing

oltre a un podcast in inglese

https://soundcloud.com/campus-raineri-marcora/tourism-talks-episode-1

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