Pistoia ha un modo tutto suo di custodire il passato: non lo conserva in teche o scaffali polverosi, ma lo lascia affiorare, sottile e luminoso, nelle pieghe della vita culturale contemporanea. È una città in cui il silenzio delle pietre dialoga con la voce degli scrittori, e in cui la memoria diventa un luogo vivo, attraversabile.
Così, anche quest’anno, grazie al sostegno della Regione Toscana, della Provincia di Pistoia e alla compartecipazione del Comune, prende forma l’VIII edizione del Premio Letterario Nazionale Maria Maddalena Morelli Corilla Olimpica – Città di Pistoia, un appuntamento ormai riconosciuto come uno dei momenti più attesi del panorama poetico italiano.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Etruria Faber Music, ha una doppia anima: da un lato custodisce e rilancia la storia culturale pistoiese, dall’altro invita la comunità letteraria a riconnettersi con un’eredità che appartiene a tutti, fatta di parole, visioni e talento.
Una donna contro il suo secolo: la poetessa che diventò Corilla Olimpica
Per capire il senso profondo del Premio, bisogna tornare alla vita straordinaria della donna che lo ispira. Maria Maddalena Morelli, nata a Pistoia nel 1727, non fu una figura qualsiasi nel panorama culturale del suo tempo. In un secolo che ammetteva raramente una voce femminile nel dibattito intellettuale, la giovane Morelli riuscì ad affermarsi grazie all’intelligenza vivace, all’eloquenza e a una sensibilità poetica fuori dal comune.
Nel 1771 entrò a far parte dell’Accademia degli Arcadi — uno dei più prestigiosi cenacoli letterari dell’epoca — assumendo lo pseudonimo di Corilla Olimpica, un nome che ancora oggi porta con sé un’aura di mistero e grazia. Ma la sua ascesa era appena cominciata.
La sua fama crebbe al punto che, il 31 agosto 1778, Papa Pio VI le concesse un onore rarissimo: l’incoronazione come Poetessa laureata. Fu un evento che impressionò l’Europa colta del tempo, perché a una donna veniva riconosciuto un titolo quasi sempre riservato agli uomini. La corona d’alloro di Corilla, un simbolo fisico e poetico insieme, è conservata ancora oggi nella suggestiva Basilica della Madonna dell’Umiltà, come una scintilla della luminosa eccentricità di quell’epoca.
Un premio che nasce per far incontrare passato e futuro
È a questa figura indomita e visionaria che si ispira il Premio Corilla Olimpica. Non è un semplice concorso di poesia: è un luogo di incontro, un laboratorio di ascolto e un invito rivolto a chi scrive per necessità interiore, per amore della lingua, per desiderio di lasciare un frammento della propria voce.
La sezione principale, dedicata alla poesia a tema libero, ha come obiettivo la scoperta delle voci più originali del panorama emergente — non solo per talento, ma per capacità di interpretare ciò che accade nel nostro tempo con uno sguardo nuovo.
Accanto a questa, il Premio Speciale rappresenta il riconoscimento a figure che hanno contribuito in modo decisivo alla letteratura contemporanea, creando ponti tra generazioni e sensibilità diverse.
Una giuria di qualità per un premio che guarda lontano
A garantire la qualità dell’edizione 2025 c’è una commissione giudicatrice composta da studiosi, poeti e critici letterari di altissimo profilo. Ne fanno parte:
Andrea Bassani, poeta
Erika Bertelli, italianista
Francesca Cialdini, storica della lingua italiana
Gabriella Grande, poetessa
Ernesto Marchese, critico letterario
Marco Marchi, docente universitario
Giacomo Trinci, poeta e docente
A presiedere la commissione è Matteo Mazzone, docente e storico della lingua italiana, figura centrale nella costruzione del percorso culturale del Premio.
Il loro lavoro restituisce una selezione rigorosa ma sensibile, capace di riconoscere nelle parole dei partecipanti ciò che pulsa sotto la superficie: intenzione, ritmo, visione, autenticità.
Il Premio Speciale 2025: Milo De Angelis
Per l’VIII edizione il Premio Speciale è stato conferito a Milo De Angelis, una delle voci poetiche più intense, asciutte e magnetiche della contemporaneità. Il suo rapporto con la parola è quasi fisico: una tensione continua tra chiarezza e mistero, tra ordine e vertigine. Non è un caso che molte generazioni di poeti lo considerino un punto di riferimento.
La cerimonia: un ritorno all’essenziale
Nel pomeriggio di sabato 13 dicembre 2025 alle 17:00, nella Sala Maggiore del Comune di Pistoia, uno degli spazi più affascinanti della città, dove la storia si respira ancora tra le travi antiche e i giochi di luce, De Angelis ha dialogato con Marco Marchi, docente dell’Università di Firenze, in un incontro che è stato uno dei momenti più preziosi dell’intera manifestazione: non una lezione, ma una conversazione a cuore aperto sulla poesia come forma di resistenza, memoria e visione.
A rendere l’atmosfera ancora più intensa l’esposizione della corona d’alloro appartenuta alla poetessa Corilla Olimpica: un oggetto che diventa simbolo, ponte, promessa. Guardarla da vicino è come avvicinarsi al battito di un’epoca lontana, ma ancora sorprendentemente viva.
Un invito alla città e ai lettori
Il Premio Corilla Olimpica non è riservato a pochi. È un evento che appartiene a tutti coloro che credono nella bellezza delle parole e nella loro capacità di illuminare il presente. È un’intuizione semplice, ma necessaria: la cultura non è decorazione, ma respiro.
E Pistoia, con la sua eleganza discreta, la sua storia stratificata e la sua comunità culturale vivace, offre ancora una volta un luogo in cui fermarsi, ascoltare e lasciarsi attraversare dalla poesia.







