C’è un nuovo capitolo nella storia della Famiglia Lisini, e profuma di bosco alto, vento fresco e Sangiovese puro. Si chiama Poggio Severo, il nuovo Brunello di Montalcino DOCG 2021, una creazione che unisce memoria e futuro, tradizione e intuizione, e che porta con sé tutta l’essenza di un territorio tra i più vocati al mondo.
Un debutto atteso, prezioso, in bottiglie numerate. La prima annata è la 2021, la presentazione alla stampa è avvenuta prezzo Hotel Albani a Firenze.
Un vino pensato a lungo, plasmato passo dopo passo dalla famiglia Lisini insieme all’enologo aziendale Alessandro Margioni e a Paolo Salvi, supervisore tecnico dal 2019.
Poggio Severo nasce come un’eredità di sensibilità enologica custodita per generazioni: dalle prime vinificazioni del nonno Lodovico negli anni ’30, al contributo del maestro Giulio Gambelli, fino all’attuale interpretazione che rimane fedele allo stile Lisini pur aprendosi a una nuova voce.
“I nostri vini nascono in vigna” racconta Carlo Lisini Baldi, oggi alla guida dell’azienda insieme al fratello Lorenzo e ai cugini Ludovica, Alessandro e Caterina. “Noi accompagniamo ogni fase, dalla fermentazione alla bottiglia. Il nostro compito è custodire ciò che la terra ci affida”.
Un terroir che parla da sé
Le vigne di Poggio Severo si trovano nella parte più alta della collina, a 520 metri di altitudine, immerse nel bosco. Un luogo appartato, severo appunto, che dona al vino una freschezza e una verticalità uniche. Il confronto con Ugolaia – vino simbolo dell’azienda – nasce spontaneo: se Ugolaia guarda a sud verso il Monte Amiata, Poggio Severo si apre a sud-est, su suoli ricchi di argilla, sabbia e calcare. Ne derivano struttura, complessità, acidità e una spiccata longevità.
Da questi due ettari di vigneti selezionati nascono solo 2.666 bottiglie numerate, un gesto di scelta e di rispetto verso un’uva capace di raccontare molto, ma che richiede silenzio, tempo e attenzione.
“Abbiamo voluto far emergere il carattere di Poggio Severo”, spiega Ludovica Lisini. “Per questo lo abbiamo prodotto in quantità limitata: ogni bottiglia è una storia a sé”.
Un Brunello che chiede tempo, come le cose preziose
La prima annata, la 2021, è stata definita dagli enologi “ottima”. Dopo quattro anni dalla vendemmia, Poggio Severo mostra una personalità austera, ricca, ma ancora giovane.
L’affinamento segue fedelmente la tradizione Lisini:
– 36 mesi in botte grande di rovere di Slavonia
– 6 mesi in cemento
– altri 6 mesi in bottiglia, oltre i quattro previsti dal disciplinare.
Al naso emergono note di legno misurate, agrumi maturi – cedro e arancia sanguinella – e una mineralità elegante. In bocca colpiscono acidità e austerità: Poggio Severo si dona poco alla volta, con la timidezza dei vini destinati a durare.
“Lasciamogli almeno un anno di bottiglia per mostrarsi davvero”, consiglia l’enologo Margioni.
Un Brunello strutturato, intenso, con tannini presenti ma armonizzati dalla freschezza naturale del suo habitat.
La storia della Famiglia Lisini: 180 anni di scelte coraggiose
L’anima di Poggio Severo affonda le sue radici lontano. Tutto inizia nel 1846, dal matrimonio tra Francesca Clementi e Lodovico Lisini: una storia di terra, di vigne, di Toscana.
All’inizio del Novecento fu un altro Lodovico, nipote del primo, a trasformare quel patrimonio in un progetto vitivinicolo:
Dopo di lui, nel 1950, toccò a Elina Lisini, figura determinante, tra i fondatori del Consorzio del Brunello nel 1967. Grazie al suo coraggio, la tenuta sopravvisse alla fine della mezzadria e si trasformò in una vera azienda.
Oggi la storia continua grazie ai nipoti Lorenzo, Ludovica e Carlo, e dal 2022 anche a Alessandro, Caterina e Benedetta, eredi di Giovan Gualberto Lisini.
L’azienda conta 154 ettari, di cui 27 di Sangiovese, e produce quattro Brunello – Annata, Riserva, Ugolaia e ora Poggio Severo – oltre a Rosso di Montalcino, San Biagio, Vin Santo, Grappa e un olio extravergine d’oliva che affonda le sue radici in una tradizione ancora più antica del vino.
Poggio Severo è il nostro modo di dire che la tradizione non si ripete: si rinnova. E continua a parlare, calice dopo calice. Poggio Severo non è semplicemente un nuovo Brunello: è un atto d’amore verso la terra, un tributo alla memoria e una promessa al futuro. Un vino che nasce in silenzio, cresce con rigore e si svela solo a chi sa aspettare.











