Puglia e Basilicata, terre di cinema. Perchè piacciono?

NSK 8555 02 2020

Puglia e Basilicata, terre di agricoltura e di cinema: il location manager Pietro Amendolara spiega perché piacciono ai registi

L’Italia è una sorpresa continua, ma le poche regioni incontaminate rimaste, agli occhi dei registi, regalano una suggestione in più.

Si tratta di luoghi che, per una combinazione rara di fattori naturali, regalano una sensazione di magia al limite tra realtà e immaginazione. In Puglia e in Basilicata, terre a naturale vocazione agricola, i paesaggi danno la sensazione che il tempo si sia fermato senza intaccare la bellezza dei luoghi.

Tra ulivi secolari, mare cristallino, borghi barocchi e bianchi, è facile perdersi in ambientazioni primitive perfette per film storici o biblici. Basti pensare alla recente scelta di Mel Gibson per le riprese del film “The Resurrection”.

Si tratta soltanto dell’ultimo regista, in ordine cronologico, ad aver scelto Puglia e Basilicata come location della pellicola.

Prima di lui abbiamo visto girare in zona Francis Ford Coppola (originario di Bernalda), Lina Wertmuller, Ferzan Ozpetek e molti altri nomi del cinema nazionale e internazionale.

Per quali altri motivi, importanti produzioni italiane e internazionali, girano tra la Puglia e la Basilicata? Nell’intervista, per TheGramJournal, al location manager e fotografo paesaggista Pietro Amendolara emergono altri dettagli.

“L’entroterra appulo-lucano conserva centri storici che raccontano il passato i paesaggi sono ancora allo stato naturale poche elettrificazioni e pochi pannelli fotovoltaici. Queste caratteristiche li rendono scenograficamente interessanti. Alcuni piccoli paesi permettono di realizzare pellicole che ricordano i tempi andati”.

Le altre caratteristiche sono legate alla qualità della luce, calda e intensa, i cieli limpidi di un azzurro intenso e i campi che cambiano colore nei vari periodi dell’anno. In Puglia come in Basilicata grazie a Apulia Film Commission e Basilicata Film Commission ci sono ingenti investimenti destinati al cinema e dunque i costi di produzione sono più contenuti. Non solo, chi decide di realizzare un film è più motivato a scegliere le due regioni perché può sperare anche in qualche appoggio economico.

L’altra zona affascinante che si presta a foto naturalistiche, dove ci sono antiche masserie, a volte anche con animali e si possono ritrarre scene con ambientazioni rurali è il Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Famoso per i muretti a secco e il paesaggio a “pseudo steppa” ma anche per il riconoscimento UNESCO del MurgeoPARK, con le sue profonde doline e siti di ineresse Geologico come le miniere di Bauxite e le orme dei dinosauri e la famosa scarpata “pedemurgiana”.

All’interno è possibile trovare la più grande popolazione di falchi grillai d’Europa.

Tra le altre cittadine pugliesi “a vocazione cinematografica” tra le tante si ricorda Castel del Monte, perfetta per film medievali. In Basilicata, invece, le città interessanti da un punto di vista geomorfologico oltre che a Matera , sono “Craco, la città fantasma, ma c’è anche Ferrandina, Grottole Aliano, Tricarico.

Infine non dimentichiamo “Le gravine”, solchi scavati nella roccia calcarenitica dove scorre il torrente “gravina” sulle pendici del torrente all’interno delle grotte è possibile realizzare film in ambientazione arcaica

Gli altri motivi che spingono produzioni di tutto il mondo a girare qui sono legati alla trasversalità dei territori, sia in Puglia che in Basilicata alcuni contesti somigliano all’antica Grecia, al Medio Oriente, al Sud America. E’ una zona varia da un punto di vista naturalistico, storico e culturale, sono regioni ponte tra il passato e il presente, tra il mare e la montagna”, ha concluso Pietro Amendolara.

In queste zone dell’entroterra della Puglia e della Basilicata in alcuni luoghi sembra che il tempo non abbia cambiato i paesaggi, le cose, le persone.

Le colline e le pianure conservano un fascino indescrivibile: ogni città ha un pezzo di storia e di paesaggio da raccontare.

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