Questi nostri nuovi passi. Quali passi, e dove?
Intevirsta a Monica Abbatemaggio, vive a New York da ormai più di 30 anni.
Chi sei Monica? Di cosa ti occupi?
“Ho 56 anni. Il mio cuore e’ diviso fra la mia New York e Firenze. Da qualche anno in qua ho riscoperto l’amore. Un amore che mi ha fatto nuovamente innamorare della mia Italia. Ogni quattro mesi faccio la valigia e parto. La mia base è Firenze, ma poi mi sposto in tutta la Toscana.
Perchè sono qui, a parlarti di me? Perchè c’è bisogno di capire, nel mondo delle professioni e della vita, come reinventarsi, scoprendo i nostri talenti. Si i TALENTI. Ognuno di noi ne ha tanti. Basta conoscerli e la vita, se la si ascolta, ce li mostra.”
Sei Newyorkese?
“Sono newyorkese. E’ una parola grande essere newyorkesi.

Ti fa capire quanto è bello essere innamorata del mondo di altre culture. Il mio campo di lavoro riguarda il mondo della moda e degli arredi di interni. Ho iniziato la mia carriera alla Benetton in Via Canto de’ Nelli, con il Signor Roberto Boninsegni, il proprietario di un paio di negozi a Firenze. Avevo 16 anni. Ero entrata come apprendista. Andavo all’Accademia di Lingue in Via Torta a studiare Inglese, Tedesco e Francese. Ero giovane, ma molto affamata di imparare.
Il Signor Boninsegni ha sempre creduto a me, accogliendomi e formandomi come fossi sua figlia. La signora Paola mi ha seguita, ed insieme mi hanno insegnato l’ABC dello stare al pubblico.”
E poi? Raccontaci…
“Dopo cinque anni di lavoro presso il negozio a Firenze, nel 1990 ecco che sbarco a New York, e poi alle Hawaii.
Mi sono innamorata di un uomo americano proprio nel mercato di San Lorenzo, che mi ha promesso di sposarmi e un giorno portarmi alle Hawaii per un’esperienza. Così è stato. Alle Hawaii ho lavorato per Benetton per quattro anni. Da commessa sono passata a manager e poi buyer. La compagnia che aveva la Benetton a Honolulu aveva quattordici negozi in tutto il pacifico.
Cosi’ grazie al mio lavoro ho viaggiato in posti che non sapevo nemmeno esistessero come Guam, Saipen, poi Giappone e Hong Kong. Sono stati anni pieni, divertenti e anche duri. Pero’ mi hanno costruito. Questo è ciò che è davvero importante.
Tornata a New York dopo cinque anni alle Hawaii c’e’ stato un nuovo inizio. Ero piu’ grande. Avevo le idee chiare di cosa volevo fare. E volevo fortemente qualcosa di mio. Aprire un negozio con mia sorella, era sempre stato un sogno. Avevo passato questi anni capendo che vendere vestiti a turisti e fare soldi in maniera commerciale non era esattamente la mia chiamata. Mi interessava molto di più “il modo” con cui il cliente comprava, perché’ mostrava l’abbinamento nella sua vita, nella sua personalità.
Mi piaceva osservare il “valore” di ogni cliente, donna o uomo che fosse. Aprii il mio negozio a Tribeca nel 1997: Sorelle Firenze.
Era un concetto nuovo. I clienti venivano da noi a vestirsi, farsi i capelli, mettersi il trucco o comprare un nuovo guardaroba per i loro viaggi. Ci portavano le cose che non funzionavano nei loro armadi e noi con sarti esperti reinventavamo i loro pezzi, arricchendoli o semplicemente davamo loro una nuova vita. Era già un modo Green di lavorare, senza saperlo.
Cominciammo a fare styling senza saperlo. A capire cosa già avevano e potevano usare al meglio. Ad andare nei loro armadi a sistemare le nuove cose che avevano appena comprato da noi, facendo completi con le cose che già avevano.”
Una grande idea, innovativa direi!
“Si. E cosi’ abbiamo trasformato il nostro piccolo angolo a Tribeca come un vero “centro di stile” dove il cliente veniva per scoprirsi, perche’ noi aiutavamo a far si’ che fossero loro stessi, tramite abiti giusti per loro, non qualcosa di moda senza senso.
Molti anni sono passati. I figli, e le nostre famiglie ci hanno portato a prendere decisioni belle, diverse. Dopo l’esperienza del negozio, cominciammo a lavorare direttamente con clienti privati, e da un armadio ad un altro ci siamo ritrovate negli armadi della crema di New York. I nostri clienti si fidano di noi, è gente vera, che ha una vita sociale molto piena. Ci contattano tramite passaparola. Questo è il bello.
Il mio punto: la situazione in questi ultimi tempi sta cambiando. Non c’e’ più la bramosia di comprare all’infinito. C’è un attimo di stop.
E’ come una caramella Sour Sweet.”
Ma di questo, ne parleremo con lei, alla prossima puntata di ” Questi nostri nuovi passi” da New York!





